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ITALIANO ATTRAVERSO LE CANZONI



'Per te', la canzone di Lorenzo Jovanotti, dedicata alla figlia Teresa.


È per te che sono verdi ...gli... alberi
e rosa ...i.. fiocchi in maternità
è per te che ...il.. sole brucia a luglio
è per te tutta questa città
è per te che sono bianchi ..i... muri
e ..la.... colomba vola
è per te ...il... 13 dicembre
è per te ..la.. campanella a scuola
è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...
è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...

è per te che a volte piove a giugno
è per te ..il... sorriso degli umani
è per te un'aranciata fresca
è per te ...lo.... scodinzolo dei cani
è per te ...il... colore delle foglie
..la... forma strana delle nuvole
è per te ...il.... succo delle mele
è per te ..il..... rosso delle fragole
è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...
è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...

è per te ..il.. profumo delle stelle
è per te ..il. miele e ..la... farina
è per te ...il. sabato nel centro
..le.. otto di mattina
è per te .la... voce dei cantanti
..la.... penna dei poeti
è per te una maglietta a righe
è per te .la.... chiave dei segreti
è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...
è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...

è per te ..il.. dubbio e ...la.. certezza
.la... forza e ..la... dolcezza
è per te che .il... mare sa di sale
è per te ....la.. notte di natale
è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...
è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e... 

è per te ogni cosa che c'è (=es para tí todo lo que hay)

Il verbo 'esserci' nelle sue forme di  c'è / ci sono (in spagnolo: hay   o está - están).
        
C'è si usa quando il soggetto è singolare:
c'è un libro sul tavolo (=hay un libro sobre la mesa)
A Londra c'è la nebbia (=en Londres hay niebla)
Pronto, c'è tuo fratello in casa  (=Hola, está tu hermano en casa)?

Ci sono si usa quando il soggetto è plurale:
ci sono due libri sul tavolo (=hay dos libros sobre la mesa)

A Parigi ci sono molti ristoranti (=hay muchos restaurantes)
A Roma ci sono molti musei. (=hay muchos museos)
Pronto, ci sono Paola e Teresa in casa  (=están Paola y Teresa en casa)?

Un'altra canzone di Lorenzo Jovanotti, TANTO, TANTO, TANTO, per ripassare i pronomi interrogativi 


 

Che stai facendo? Lavoro.
Che cosa cerchi? L'oro.
Hai uno scopo? Credo.
Dove ti trovi? In Italia.
E come vivi? Suono.
Di dove sei? Toscano.
Qual è il tuo aspetto? Meno sereno di un tempo, ma non per questo stanco.
A cosa pensi? Al deserto.
Qual è il tuo impegno? Immenso.
Ed il tuo tempo? Denso.
Che risultati hai? Alti e bassi.
Che risultati hai? Alti e bassi.
Rido di me, di te, di tutto ciò che di mortale c'è
e che mi piace
tanto tanto tanto tanto tanto
Tanto tanto tanto tanto tanto
Tanto tanto tanto tanto tanto
Tanto tanto tanto tanto tanto

Come va il mondo? Male.
Come va il mondo? Bene.
Come va il mondo? Male.
Come va il mondo? Bene.
Rido di me, di te, di tutto ciò che di mortale c'è
e che mi piace tanto tanto tanto tanto tanto
Tanto tanto tanto tanto tanto
Tanto tanto tanto tanto tanto
Tanto tanto tanto tanto tanto

Che cosa fai? Vivo.
Quando sei in forma? Scrivo.
Innamorato? Credo.
E lei ti ama? A suo modo.
Come va il mondo? Male.
Come va il mondo? Bene.
Che dice il cielo? Tuona.
E la chitarra...suona!!!
Sei felice? A volte.
Hai distrazioni? Molte.
E la salute? Buona.
E la chitarra...suona!!!

Cosa ti piace? Viaggiare.
Tra il dire e il fare? Il mare.
Cosa ti piace? Viaggiare.
 Tra il dire e il fare? Il mare.
Cosa ti piace? Viaggiare.
Tra il dire e il fare? Il mare.
Cosa ti piace? Viaggiare.
Tra il dire e il fare? Il mare

Rido di me, di te, di tutto ciò che di mortale c'è
 e che mi piace tanto tanto tanto tanto tanto
Tanto tanto tanto tanto tanto
Tanto tanto tanto tanto tanto
Tanto tanto tanto tanto tanto

sei felice? quanto quanto quanto? tanto tanto tanto tanto..
qual è il tuo impegno? quanto quanto quanto? tanto tanto tanto tanto..
innamorato? quanto quanto quanto? tanto tanto tanto tanto..
come va il mondo? quanto quanto quanto tanto tanto tanto tanto..
e tu come stai?



 IO CHE AMO SOLO TE di Sergio Endrigo

Sergio Endrigo (Pola, 15 giugno 1933 – Roma, 7 settembre 2005) è stato un cantautore italiano.
Ha vinto il Festival di Sanremo 1968 con Canzone per te, è arrivato secondo nel 1969 con Lontano dagli occhi e terzo nel 1970 con L'arca di Noè; nel corso della sua carriera ha collaborato con scrittori e poeti come Gianni Rodari, Pier Paolo Pasolini, Vinicius de Moraes e Giuseppe Ungaretti e con musicisti come Toquinho e Luis Bacalov.




 C'è gente che ha avuto mille cose,
tutto il bene, tutto il male del mondo.
Io ho avuto solo te
e non ti perderò,
non ti lascerò

per cercare nuove avventure.

C'è gente che ama mille cose
e si perde per le strade del mondo.
Io che amo solo te,
io mi fermerò
e ti regalerò
quel che resta
della mia gioventù.

Io ho avuto solo te
e non ti perderò,
non ti lascerò
per cercare nuove illusioni.

C'e' gente che ama mille cose
e si perde per le strade del mondo.
Io che amo solo te,
io mi fermerò
e ti regalerò
quel che resta
della mia gioventù


PENSIERI E PAROLE di Lucio Battisti
 
Pensieri e parole, canzone di Mogol-Battisti del 1971, è una delle canzoni più belle e, allo stesso tempo, sofferte del geniale duo. La peculiarità del brano sta nell'intreccio di due melodie distinte, le quali sono prima cantate separatamente per poi fondersi successivamente e nella seconda strofa. Lo stesso ritornello prevede un impasto vocale nella seconda metà dello stesso. Le due voci suggeriscono, dal titolo della canzone, l'accavallarsi dei pensieri e delle parole durante un confronto tra due innamorati in un momento cruciale della loro relazione.



Che ne sai di un bambino che rubava
e soltanto nel buio giocava
e del sole che trafigge i solai, che ne sai

e di un mondo tutto chiuso in una via
e di un cinema di periferia
che ne sai della nostra ferrovia, che ne sai.

Conosci me la mia lealtà
tu sai che oggi morirei per onestà.
Conosci me il nome mio
tu sola sai se è vero o no che credo in Dio.

Che ne sai tu di un campo di grano
poesia di un amore profano
la paura d’esser preso per mano, che ne sai
l’amore mio
che ne sai di un ragazzo perbene
è roccia ormai
che mostrava tutte quante le sue pene:
e sfida il tempo e sfida il vento e tu lo sai
la mia sincerità per rubare la sua verginità,
sì tu lo sai
che ne sai.

Davanti a me c’è un’altra vita
la nostra è già finita
e nuove notti e nuovi giorni
cara vai o torni con me.

Davanti a te ci sono io
dammi forza mio Dio
o un altro uomo
chiedo adesso perdono
e nuove notti e nuovi giorni
cara non odiarmi se puoi.

Conosci me
che ne sai di un viaggio in Inghilterra
quel che darei
che ne sai di un amore israelita
perché negli altri ritrovassi gli occhi miei
di due occhi sbarrati che mi han detto bugiardo è finita.

Che ne sai di un ragazzo che ti amava
che parlava e niente sapeva
eppur quel che diceva chissà perché chissà
si tu lo sai
adesso è verità.

Davanti a me c’è un’altra vita
la nostra è già finita
e nuove notti e nuovi giorni
cara vai o torni con me.
Davanti a te ci sono io
dammi forza mio Dio
o un altro uomo
chiedo adesso perdono
e nuove notti e nuovi giorni
cara non odiarmi se puoi. 



PENSIERO STUPENDO di Patty Pravo
Pensiero stupendo (scritto da Ivano Fossati e Oscar Prudente) è il 24° singolo di Patty Pravopubblicato dalla casa discografica RCA Italiana nel gennaio 1978.
Il singolo raggiunse le zone alte della hit-parade nelle prime settimane del 1978.


E tu
E noi
E lei
Fra noi
Vorrei
Non so
Che lei, o no
Le mani
Le sue
Pensiero stupendo
Nasce un poco strisciando
Si potrebbe trattare di bisogno d'amore
Meglio non dire
E tu
E noi
E lei
Fra noi
Vorrei
Vorrei
E lei adesso sa che vorrei
Le mani, le sue
O prima o poi
Poteva accadere, sai
Si può scivolare, se così si può dire
Questioni di cuore
Pensiero stupendo
Nasce un poco strisciando
Si potrebbe trattare di bisogno d'amore
Meglio non dire
E tu
E noi
E lei
Fra noi
Vorrei
Vorrei
E lei adesso sa che vorrei
Le mani, le sue
E poi un'altra volta noi due
Vorrei per amore o per ridere
Dipende da me
E tu ancora
E noi ancora
E lei un'altra volta fra noi
Le mani questa volta sei tu e lei
E lei a poco a poco di più, di più
Vicini per questioni di cuore
Se così si può dire
Direi
E tu ancora
E noi ancora
E lei un'altra volta tra noi
Fra noi, fra noi
Pensiero stupendo
Nasce un poco strisciando
Si potrebbe trattare di bisogno d'amore
Meglio non dire

Voglio vederti danzare di Franco Battiato (1982)
È uscita per la prima volta con l'album di Battiato L'arca di Noè nel 1982.
Sulla scia dell'inaspettato successo, Franco Battiato ha riscritto il testo della canzone anche in inglese e spagnolo. Così nel 1985 e nel 1987 le canzoni I want to see you as a dancer e Yo quiero verte danzar sono state raccolte dal cantautore rispettivamente negli album Echoes of Sufi Dances e Nomadas, che sono raccolte di brani scritti rispettivamente in inglese e in spagnolo.
 Voglio vederti danzare
come le zingare del deserto
con candelabri in testa
o come le balinesi nei giorni di festa. 
Voglio vederti danzare
come i Dervisci Tourners
che girano sulle spine dorsali
o al suono di cavigliere del Kathakali.
E gira tutt’intorno la stanza
mentre si danza, danza
e gira tutt’intorno la stanza
mentre si danza.
E Radio Tirana trasmette
musiche balcaniche, mentre
danzatori bulgari
a piedi nudi sui bracieri ardenti.
Nell’Irlanda del nord
nelle balere estive
coppie di anziani che ballano
al ritmo di sette ottavi.
Gira tutt’intorno la stanza
mentre si danza, danza.
E gira tutt’intorno la stanza
mentre si danza.
Nei ritmi ossessivi la chiave dei riti tribali
regni di sciamani
e suonatori zingari ribelli.
Nella Bassa Padana
nelle balere estive
coppie di anziani che ballano
vecchi Valzer Viennesi.

Voglio vederti danzare è uno dei brani più noti di Battiato. Il testo richiama suggestioni orientali ed esotiche, dove emerge l’immagine della donna amata che si muove danzando come facendo un viaggio intorno al mondo (come le zingare del deserto/con candelabri in testa/o come le balinesi nei giorni di festa/…/come i Dervisci Tourners/che girano sulle spine dorsali/o al suono di cavigliere del Katakali). Il riferimento alle danzatrici del deserto è a quella particolare danza del ventre, detta Raks Shamadan, che consiste nel tenere immobile la parte superiore del corpo, mentre il bacino si muove in modo sinuoso: per accentuare la staticità della testa, le danzatrici vi poggiano un pesante candelabro, metafora della luce che scaccia via le forze oscure. Le danzatrici balinesi sono famosissime da sempre per la grazia e la delicatezza con cui danzano abbigliate con vestiti colorati e sontuosi e ricchi gioielli. I Dervisci rotanti in origine erano gli adepti di una particolare confraternita islamica che praticavano una particolare forma di danza (consistente in una rotazione continua su se stessi abbigliati con una lunga gonna che girando si apre a ruota) che crea un disorientamento misto ad esaltazione come forma di distaccamento dalla realtà e ascetismo per raggiungere l’estasi mistica. Il Kathakali è una antichissima forma artistica indiana che fonde alla danza la letteratura, la musica, l’arte drammatica, e la pittura.
Altre forme di musica e danza citati nel brano si riferiscono alle musiche balcaniche, alle prove di resistenza mentale al dolore di camminata sulle braci ardenti e alle danze folcloristiche Irlandesi, ballate sul ritmo sette ottavi (E Radio Tirana trasmette/musiche balcaniche, mentre/danzatori bulgari/a piedi nudi sui bracieri ardenti/Nell’Irlanda del nord/nelle balere estive/coppie di anziani che ballano/al ritmo di sette ottavi). La contrapposizione tra musiche occidentali e orientali accentua la sensazione che questa danza circolare che sembra far girare la stanza attorno è anche una danza attorno al mondo. Un mondo dove, nonostante le differenze culturali e sociali, si ritrova comune alla natura istintiva dell’uomo il fascino esercitato dai ritmi musicali e dal movimento: che si parli di ritmi tribali antichi, di maghi e sciamani,  o delle balere di liscio romagnole  è l’interazione tra musica e danza a creare rituali magici che affascinano l’uomo e lo mettono in contatto con la propria essenza più profonda (Nei ritmi ossessivi la chiave dei riti tribali/regni di sciamani/e suonatori zingari ribelli/Nella Bassa Padana/nelle balere estive/coppie di anziani che ballano/vecchi Valzer Viennesi).



UMBERTO TOZZI E LA SUA CANZONE PIÙ FAMOSA: GLORIA


Umberto Tozzi è uno dei cantanti italiani più popolari all'estero: ha venduto nel corso della sua carriera oltre 80 milioni di dischi. Come autore, con la canzone Gloria (1979), nell'interpretazione di Laura Branigan, è entrato nella classifica dei dischi più venduti in Gran Bretagna, arrivando fino alla sesta posizione. Oltre a Gloria, le canzoni più famose di Umberto Tozzi sono: Ti amo (1976), Qualcuno qualcosa (1979), Stella Stai (1980), Si può dare di più (1987) cantata insieme a Gianni Morandi ed Enrico Ruggieri, Gente di mare (1987) cantata con Raf.

GLORIA di Umberto Tozzi (1979)


Gloria,
manchi tu nell'aria,
manchi ad una mano,
che lavora piano,
manchi a questa bocca,

che cibo più non tocca
e sempre questa storia
che lei la chiamo Gloria.
Gloria,
sui tuoi fianchi
la mattina nasce il sole
entra odio ed esce amore
dal nome Gloria.

Gloria,
manchi tu nell'aria,
manchi come il sale,
manchi più del sole
sciogli questa neve
che soffoca il mio petto
t'aspetto Gloria.

Gloria, Gloria,
chiesa di campagna, Gloria,
acqua nel deserto, Gloria,
lascio aperto il cuore, Gloria,
scappa senza far rumore,
dal lavoro dal tuo letto
dai gradini di un altare
ti aspetto Gloria.

Ah, ah, Gloria,
per chi attende il giorno
e invece di dormire,
con la memoria torna
a un tuffo nei papaveri,
in una terra libera
per chi respira nebbia,
per chi respira rabbia,
per me che senza Gloria,
con te nuda sul divano
faccio stelle di cartone
pensando a Gloria.

Gloria,
manchi tu nell'aria,
manchi come il sale,
manchi più del sole
sciogli questa neve
che soffoca il mio petto
t'aspetto Gloria.

Gloria, Gloria,
chiesa di campagna, Gloria,
acqua nel deserto, Gloria,
lascio aperto il cuore, Gloria,
scappa senza far rumore,
dal lavoro, dal tuo letto
dai gradini di un altare
ti aspetto Gloria.


I RICCHI E POVERI
I Ricchi e Poveri sono un gruppo musicale italiano, nato artisticamente nel 1967, a Genova. Tra gli artisti italiani con il maggior numero di dischi venduti, con più di 22 milioni di copie, sono il secondo gruppo italiano per vendite, alle spalle dei Pooh. Negli anni settanta e ottanta diversi loro singoli hanno raggiunto la vetta delle classifiche italiane e internazionali. Hanno rappresentato l'Italia all'Eurovision Song Contest del 1978 con la canzone Questo amore e partecipato a numerosi Festival di Sanremo ottenendo due volte il secondo posto, nel 1970 e nel 1971, e il primo nel 1985 con Se m'innamoro. Tra i loro pezzi più conosciuti: La prima cosa bella, Che sarà e Sarà perché ti amo, entrambi portati al festival, Mamma Maria e Voulez vous danser. Il gruppo poi ridottosi a un trio e successivamente ad un duo, nasce in origine come quartetto polifonico, formato da due voci maschili e due voci femminili, secondo la tradizione dei gruppi vocali statunitensi. Il quartetto si fa notare per il particolare stile vocale, basato sull'intreccio delle quattro voci differenti, rispettivamente di basso, tenore, contralto e soprano. La loro formula consiste nel miscelare la musica leggera melodica italiana con armonizzazioni che prendono spunto dalle sonorità dei complessi statunitensi di quel periodo


SARÀ PERCHÉ TI AMO (1981)



Che confusione
Sarà perché ti amo
E un'emozione
Che cresce piano piano
Stringimi forte e stammi più vicino
Se ci sto bene
Sarà perché ti amo

Io canto al ritmo del dolce tuo respiro
è primavera
Sarà perché ti amo
Cade una stella
Ma dimmi dove siamo
Che te ne frega
Sarà perché ti amo

E vola vola si sa
Sempre più in alto si va
E vola vola con me
Il mondo e matto perché
E se l'amore non c'è
Basta una sola canzone
Per far cunfusione
Fuori e dentro di te
E vola vola si va
Sempre più in alto si va


e vola vola con me

il mondo è matto perché

e se l'amore non c'è

basta una sola canzone per far confusione fuori e dentro di te.

Ma dopo tutto
Che cosa c'è di strano
è una canzone
Sarà perché ti amo
Se cade il mondo
Allora ci spostiamo
Se cade il mondo
Sarà perché ti amo

Stringimi forte e stammi più vicino
E così bello che non mi sembra vero

se il mondo è matto che cosa c'è di strano
matto per matto

almeno noi ci amiamo.









 CHE SARÀ (Ricchi e Poveri, 1971)
Che sarà è una canzone scritta da Jimmy Fontana, Franco Migliacci e Carlo Pes ed interpretata da José Feliciano e i Ricchi e Poveri presentata al Festival di Sanremo 1971, si classificò al secondo posto. Nella versione di José Feliciano ebbe un grande successo sia in Italia che in alcuni paesi del Centro ed Est Europa e divenne molto popolare in altri paesi del medio oriente fino al Giappone. Divenne ancora più di successo nella versione che sempre José Feliciano registrò in spagnolo col titolo Qué será in Spagna e in tutto il Centro e Sud America.


Paese mio che stai sulla collina,
Disteso come un vecchio addormentato
La noia, l'abbandono, niente
Solo la tua malattia
Paese mio ti lascio, io vado via.

Che sarà, che sarà, che sarà,
Che sarà della mia vita, chi lo sa?
So far tutto o forse niente,
Da domani si vedrà,
Che sarà? Sarà quel che sarà!

Amore mio, ti bacio sulla bocca,
Che fu la fonte del mio primo amore
Ti do l'appuntamento
Come e quando non lo so
Ma so soltanto che ritornerò.

Che sarà, che sarà, che sarà,
Che sarà della mia vita, chi lo sa?
Come porto la chitarra,
Se la notte piangerò,
Una nenia di paese suonerò.

Gli amici miei son quasi tutti via,
E gli altri partiranno dopo me.
Peccato! Perché stavo bene in loro compagnia
Ma tutto passa, tutto se ne va!

Che sarà, che sarà, che sarà,
Che sarà della mia vita, chi lo sa?
So far tutto o forse niente,
Da domani si vedrà,
Che sarà? Sarà quel che sarà!





 OTTO E MEZZA DI IRENE GRANDI
 È una canzone molto ritmata e orecchiabile in cui l'artista trasmette il desiderio di evadere dalla routine e tornare per un giorno alla spensieratezza della sua adolescenza. Ecco qui il video:




Otto e mezzo di mattina io mi sveglio colazione cappuccino
Otto e mezza di mattina lavorare duro duro lavorare

Otto e mezzo di mattina io mi sveglio colazione cappuccino
E due paste con la crema belle calde per favore, caro Gino
Che mi dici stamattina come gira questa Italia come gira
Vedo un grande movimento ma di palle soprattutto il giramento

Ma alle nove di mattina lavorare duro duro lavorare
Collocare stabilire e cominciare con la voglia di finire
Nei pensieri annoiata me ne accorgo sono sempre più agitata
Però in fondo mica male se tornassi per un giorno liceale

Respirare Cuba Caraibi Messico
Si' trovare un sacco di gente ...
Respirare Cuba Caraibi Messico
Si' trovare un sacco di gente ...ma quanta gente

Otto e mezza della sera ahi ahi ahi
Corro fuori sulla strada ah ah ah
Stesse facce stessi posti ogni sera stessa voglia di cambiare
Finestrino guardo fuori perché questa notte voglio respirare......

Otto e mezzo di mattina io mi sveglio colazione cappuccino
Otto e mezza di mattina lavorare duro duro lavorare
Lavorare duro duro lavorare.....


Immagina un dialogo tra Irene e il barista Gino che ogni mattina le prepara la colazione.

Irene: Ciao Gino, come stai?
Gino: Bene Irene, e tu, tutto bene?
Irene: No, sono già stanca (=ya estoy cansada)...non ho voglia (=no tengo ganas de) di andare a lavoro..
Gino: Dai (=venga), ti preparo un bel cappuccino e tutto passa!!
Irene: Magari! (=ojalá).....




 TANTI AUGURI di RAFFAELLA CARRÀ (1978)


Se per caso cadesse il mondo io mi sposto un po' più in là
 sono un cuore vagabondo che di regole non ne ha
la mia vita è un roulette, i miei numeri tu li sai
il mio corpo è una moquette dove tu ti addormenterai.
Ma girando la mia terra io mi sono convinta che
non c’è odio, non c’è guerra quando a letto l’amore c’è.

Com’è bello far l’amore da Trieste in giù
com’è bello far l’amore io son pronta e tu...
tanti auguri, a chi tanti amanti ha
tanti auguri, in campagna ed in città.
Com’è bello far l’amore da Trieste in giù
l’importante farlo sempre con chi hai voglia tu
e se ti lascia lo sai che si fa...
trovi un altro più bello, che problemi non ha.

Tutti dicono che l’amore va a braccetto con la follia
ma per una che è già matta tutto questo che vuoi che sia
tante volte l’incoscienza è la strada della virtù
litigare, litigare per amarsi sempre di più.
Ma girando la mia terra io mi sono convinta che
non c’è odio non c’è guerra quando a letto l’amore c’è.

Com’è bello far l’amore da Trieste in giù
com’è bello far l’amore io son pronta e tu...
tanti auguri, a chi tanti amanti ha
tanti auguri, in campagna ed in città.
Com’è bello far l’amore da Trieste in giù
l’importante farlo sempre con chi hai voglia tu
e se ti lascia lo sai che si fa...
trovi un altro più bello, che problemi non ha.
Com’è bello far l’amore da Trieste in giù
com’è bello far l’amore io son pronta e tu...
tanti auguri, a chi tanti amanti ha
tanti auguri, in campagna ed in città.
Com’è bello far l’amore da Trieste in giù
l’importante farlo sempre con chi hai voglia tu
e se ti lascia lo sai che si fa...
trovi un altro più bello, che problemi non ha.
trovi un altro più bello, che problemi non ha.
trovi un altro più bello, che problemi non ha.

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