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ITALIANO LIVELLO 2

L'IMPERATIVO - FORME DEI VERBI REGOLARI
 


verbi in -
ARE
verbi in -
ERE
verbi in -
IRE
verbi in -
ISC-
 
(TU)
(LUI/LEI)
(NOI)
(VOI)
(LORO)
parl
parl
parl
parl
parl
a
i
iamo
ate
ino
scriv
scriv
scriv
scriv
scriv
i
a
iamo
ete
ano
sent
sent
sent
sent
sent
i
a
iamo
ite
ano
finisc
finisc
fin
fin
finisc
i
a
iamo
ite
ano

L'IMPERATIVO NEGATIVO

verbi in -
ARE
verbi in -
ERE
verbi in -
IRE

(TU)
(LUI/LEI)
(NOI)
(VOI)
(LORO)
non parl
non parl
non parl
non parl
non parl
are
i
iamo
ate
ino
non scriv
non scriv
non scriv
non scriv
non scriv
ere
a
iamo
ete
ano
non sent
non sent
non sent
non sent
non sent
ire
a
iamo
ite
ano



verbi in -
ISC-
 
non fin
non finisc
non fin
non fin
non finisc
ire
a
iamo
ite
ano

L'IMPERATIVO - FORME IRREGOLARI
       




andare va'/vai vada andiamo andate vadano
avere abbi abbia abbiamo abbiate abbiano
dare da'/dai dia diamo date diano
dire di' dica diciamo dite dicano
essere sii sia siamo siate siano
fare fa'/fai faccia facciamo fate facciano
sapere sappi sappia - sappiate sappiano
stare sta'/stai stia stiamo state stiano
volere - voglia - vogliate vogliano


Compiti: lasci per una settimana il tuo appartamento ad una amica. Scrivi quello che deve fare e non fare (usando l'imperativo di seconda persona singolare), come nell'esempio:
Ciao Carla e benvenuta a casa mia! Come ti ho già detto al telefono sono davvero contenta di lasciarti il mio appartamento mentre sono via. Ci sono un paio di cose a cui devi fare attenzione. Prima di tutto ricorda sempre di chiudere bene la porta e non lasciare mai le finestre aperte quando esci, questa zona non è molto sicura....


Verbi che usiamo per descrivere i movimenti del corpo: 
allungare/stirare/distendere (=alargar/ estirar/extender), piegare (=doblar), appoggiare (=apoyar), saltellare, sollevare (=levantar), abbassare (=bajar),  aprire, chiudere (=cerrar), sdraiarsi (=tumbarse), alzare (=levantar), restare/rimanere (=quedarse), spingere (=empujar).
Esempio:
Sdraiati sul fianco sinistro (=sobre el costado izquierdo), stendi la gamba sinistra e appoggia la testa sul braccio allungato. Piega la gamba destra mettendo il piede davanti al ginocchio sinistro. Alza di pochi centimetri la gamba sinistra senza sollevare la schiena. Ripeti per 10 volte alternando fianco destro e sinistro.


Come deve essere uno stile di vita sano (clicca e il Dottor Ongaro ti darà dei consigli a proposito).



GRAMMATICA: I PRONOMI COMBINATI (PRONOMI INDIRETTI CON PRONOMI DIRETTI).
In questo schema, c'è un pronome che non abbiamo fatto a lezione, il pronome 'ne

Nel libro giallo trovate i pronomi combinati a pagina 121. Per compiti, fare gli esercizi 4, 5 e 6 a pagina 123.
Per chi ha voglia di esercitarsi ancora un po', in questo link trovate altri esercizi da fare:
 http://esercizi.clessidra.eu/pronomi_combinati.html



GRAMMATICA: LA COSTRUZIONE IMPERSONALE
La forma impersonale esprime azioni generali, comuni a molte persone. Tutti i verbi possono essere usati in modo impersonale con la costruzione: 
si + verbo alla 3ª persona singolare:
In Italia si vive bene



- Se dopo un verbo transitivo c'è un sostantivo, il verbo deve concordare con esso:
si + verbo 3ª persona singolare + sostantivo singolare
In Italia si mangia spesso la pasta

si + verbo 3ª persona plurale + sostantivo plurale: 
In Italia si mangiano spesso gli spaghetti

- Se il verbo è riflessivo, la forma impersonale si costruisce così:
ci + si  +verbo alla 3ª persona singolare: 
In vacanza ci si alza più tardi

- Con i verbi essere e diventare usiamo gli aggetti al plurale.
si + essere/diventare (3ª persona singolare) + aggettivo plurale
Quando si è nervosi è difficile dormire
Se si mangia troppo si diventa grassi

- Se la frase impersonale contiene un aggettivo, questo va messo sempre al plurale maschile:
Quando si diventa vecchi, ci si sente più soli


In questo link, potete fare più esercizi:
http://www.italianonline.it/impersonale2.htm


GRAMMATICA: GLI INDEFINITI


AGGETTIVI INVARIBILI E CHE SI USANO solo AL SINGOLARE:

- QUALCHE (=algún, alguna)
Qualche domenica vado a pescare
Vado al teatro qualche volta.
Qualche italiano parla anche dialetto


- OGNI (=cada) invariabile e si usa solo nella forma singolare
Faccio sport ogni giorno.
Vado dalla parrucchiera ogni settimana
Ogni estate parto per Roma.


- QUALSIASI/ QUALUNQUE (=cualquier/-era)
Vado in palestra qualsiasi/qualunque giorno della settimana.
In qualunque/qualsiasi situazione mi sento a mio agio.



PRONOMI CHE SI USANO SOLO NELLA FORMA SINGOLARE:

-QUALCOSA (=algo)
Vado a comprare qualcosa da mangiare e da bere.
Ho preso qualcosa per te nel supermercato.
Nota grammaticale: quando qualcosa è seguito da un infinito si usa la preposizione da prima del verbo.

- CHIUNQUE (=cualquiera/quienquiera)
- Chiunque può aprezzare un quadro di Leonardo.

Nelle frasi subordinate chiunque regge un congiuntivo:
- Può lasciare il suo nominativo chiunque abbia del tempo libero.
- Dovrà portare giacca e cravatta chiunque venga alla festa.

- OGNUNO / OGNUNA (=cada uno /cada una)
Ognuno/ognuna debe fare quello che ritiene più giusto.

-QUALCUNO / QUALCUNA (=alguien)
Quest notte qualcuno /qualcuna è entrato in casa mia.

- UNO / UNA
- In metro ho incontrato uno/una che parlava da solo/-a

- NIENTE / NULLA (=nada)
Non c'è nulla/niente da mangiare in frigo (stessa regola di qualcosa: niente + da + infinito: non ho niente da fare oggi, in tv non c'è niente da vedere).
Non mi importa nulla/ niente


AGGETTIVI E PRONOMI INDEFINITI
Singolare
Plurale
ALCUN / ALCUNO / ALCUNA (=ningún/una): è usato solo nella frasi negative o dopo senza con il significato di 'ningún/-una'.
-Non ho alcuna voglia di studiare (=no tengo ninguna gana de estudiar).
-L'ho ascoltato senza alcuna attenzione.
ALCUNI /ALCUNE (=algunos/-as, unos/-as)
alcuni giorni
alcune volte
alcune ore
alcune persone
TUTTO / TUTTA (=todo, toda)
Tutto il giorno
tutta la settimana
tutta l'ora
tutto l'anno
TUTTI / TUTTE (todos, todas)
Tutti i giorni
tutte le settimane
tutte le ore
tutti gli anni
ALTRO / ALTRA (=otro, otra)
L'altro giorno
l'altra volta
l'altra estate
ALTRI / ALTRE (=otros, otras)
gli altri giorni
le altre volte
le altre estati
POCO / POCA (poco, -ca)
poco tempo
poca voglia
poca libertà
poca pasta
POCHI / POCHE (pocos, -as)
pochi soldi
poche amiche
poche mele
pochi amici
MOLTO / MOLTA
TANTO / TANTA
PARECCHIO / PARECCHIA
fa molto caldo/tanto caldo/parecchio caldo
c'è molta nebbia/tanta nebbia/parecchia nebbia
c'è molto rumore/tanto rumore/parecchio rumore
MOLTI / MOLTE
TANTI / TANTE
PARECCHI / PARECCHIE
ci sono molte persone/ tante persone/ parecchie persone
ci sono molti turisti/ tanti turisti/ parecchi turisti


TROPPO / TROPPA (=demasiado/-a)
ho troppa fame
c'è troppo sale nella carne
c'è troppo latte nel mio caffè
TROPPI /TROPPE (=demasiados/-as)
ci sono troppi turisti
ho troppe idee per la testa
troppe preoccupazioni in questo periodo


NESSUN / NESSUNO / NESSUNA (=ningún/una)
- non ho nessun problema
- non conosco nessuno psicologo
- Nessuno studente ha partecipato allo sciopero.
- Non ho preso nessuna medicina.
Nota grammaticale: nessuno quando predecede il sostantivo segue le forme dell'articolo indeterminativo.
Come in spagnolo, nessuno dopo il verbo vuole la negazione, prima del verbo no:
- Nessuno mi ama
- Non mi ama nessuno.
CIASCUN/ CIASCUNO /CIASCUNA (=cada)
- ho parlato con ciascun ragazzo
- ho dato gli appunti a ciascuno studente
- ciascuna persona decide liberamente
Nota grammaticale: come nessuno, ciascuno quando precede il sostantivo segue la forma dell'articolo indeterminativo.







GRAMMATICA: IL CONGIUNTIVO

L'indicativo è il modo della certezza e della realtà mentre il congiuntivo è il modo dell'incertezza, del dubbio , della probabilità.
L'indicativo si usa per fare affermazioni oggettive, il congiuntivo per fare affermazioni soggettive.
Il congiuntivo si usa soprattutto in frasi subordinate:
Credo che             Franca sia stanca
frase principale      frase subordinata

IMPORTANTE:
-Per poter usare il congiuntivo, il soggetto della frase principale deve essere diverso da quello della subordinata:
Credo che    Gianni abbia la febbre.
(io credo)       (lui ha)

- Quando invece i due soggetti sono uguali, nella subordinata si usa l'infinito, generalmente preceduto dalla preposizione 'di':
Credo        di avere la febbre
(io credo)     (io ho)

- Il congiuntivo ha quattro tempi:
il presente:         Penso che il treno arrivi alle 8
il passato:           Penso che il treno sia arrivato alle 8
l'imperfetto:       Pensavo che il treno arrivasse alle 8
il trapassato:      Pensavo che il treno fosse arrivato alle 8.

IL CONGIUNTIVO PRESENTE
- Le prime tre persone del congiuntivo presente sono sempre uguali e per questo motivo generalmente si specifica il pronome personale soggetto:
Bisogna che io lavori di più
Bisogna che tu lavori di più
Bisogna che lei lavori di più.

-Le prime tre persone del congiuntivo presente sono uguli all'imperativo formale singolare (Lei):
Signora, scriva un'e-mail, per favore! (imperativo)
Penso che Moncia scriva molte e-mail. (congiuntivo)

- La prima persona plurale (noi) del congiuntivo è uguale all'indicativo.
Di solito partiamo alle 6. (indicativo)
Bisogna che oggi partiamo prima. (congiuntivo)

- Una strategia per costruire il congiuntivo presente di molti verbi irregolari è quella di usare la 1ª persona singolare del presente indicativo cambiando la voclae finale -o in -a.
 presente indicativo                presente congiuntivo
 io vado (andare)                        che io vada
io voglio (volere)                         che io voglia
io posso (potere)                         che io possa
io dico (dire)                               che io dica
io vengo (venire)                         che io venga
io propongo (proporre)                che io proponga
io salgo (salire)                            che io salga
io faccio (fare)                             che io faccia
io rimango (rimanere)                   che io rimanga
io esco (uscire)                            che io esca
io scelgo (scegliere)                     che io scelga
io traduco (tradurre)                     che io traduca
io piaccio (piacere)                       che io piaccia
io muoio (morire)                          che io muoia
io tengo (tenere)                            che io tenga
io spengo (spegnere)                      che io spenga


Come si coniuga il congiuntivo dei verbi regolari:
ARE
cantare
ERE
vedere
IRE
sentire
IRE
finire
che io canti che io veda che io senta che io finisca
che tu canti che tu veda che tu senta che tu finisca
che lui, lei canti che lui, lei veda che lui, lei senta che lui, lei finisca
che noi cantiamo che noi vediamo che noi sentiamo che noi finiamo
che voi cantiate che voi vediate che voi sentiate che voi finiate
che loro cantino che loro vedano che loro sentano che loro finiscano

ESSERE AVERE
che io sia che io abbia
che tu sia che tu abbia
che lui, lei sia che lui, lei abbia
che noi siamo che noi abbiamo
che voi siate che voi abbiate
che loro siano che loro abbiano

IL CONGIUNTIVO PASSATO
Il congiuntivo passato si forma con il congiuntivo presente degli ausiliari essere e avere + il participio passato.
Credo che Gianni abbia lavorato fino alle sei e poi sia partito.



GRAMMATICA: PRONOMI RELATIVI (nel libro giallo a pagina 169)
- CUI sempre dopo preposizione semplice è INVARIABILE:
di cui, a cui, con cui, su cui, per cui, tra/fra cui 
- QUALE/QUALI sempre dopo preposizione articolata  è VARIABILE (il suo uso è letterario):

Esempi:
Il ragazzo con cui / con il quale sono andata al mare e di cui /del quale mi sono innamorata si chiama Francesco.
I valori in cui credo / nei quali credo sono ormai passati di moda.
Il paese da cui/ dal quale  provengo è molto famoso in Italia.
Paolo è davvero una persona su cui / sulla quale contare.
La ditta (=la empresa) per cui /per la quale lavora Maria produce materiali in plastica.
Le vacanze di cui/ delle quali ho un gran bisogno le farò ad agosto.
La ragione per cui /per la quale non ti ho prestato i soldi mi sembra chiara.
L'albero da cui /dal quale cadono le foglie è un faggio.
La banca in cui / nella quale ho il mio conto non è molto efficente.

COMPITI: nelle nuove fotocopie sull'uso del congiuntivo (chi non ce l'ha mi scriva un'email e gliele scannerizzo) fare gli esercizi 1 e 2.



LESSICO: GLI ANIMALI

 

Benefici e inconvenienti degli animali domestici 

-Leggi questo articolo "come gli animali domestici ci migliorano la vita"

- Qui, invece, le "12 cose che chi non ama gli animali vorrebbe dirvi":

Qui un test: che animale sei? Io...un delfino

LESSICO: 
Badare a un cane/ prendersi cura di un cane (cuidar un perro)
Allevare animali (criar animales)
portare a spasso /a passeggio il cane (sacar a pasear el perro)
il guinzaglio e la museruola (la correa y el bozal) 
il veterinario
il cucciolo (el cachorro) 
il cane abbaia (el perro ladra)
il gatto miagola e fa le fuse (el gato maulla y ronronea)
il gatto graffia (el gato rasguña)



LESSICO: VIZI E DIPENDENZE
 Definizione di VIZIO:
  • 1 Tendenza e abitudine al male, spesso contrapposto a virtù: una persona senza vizi; vivere nel vizio || i sette vizi capitali, i peccati capitali, cioè accidia, avarizia, gola, invidia, ira, lussuria, superbia
  • 2 Cattiva abitudine, atteggiamento negativo di varia gravità: il vizio del fumo, del gioco d'azzardo.
  • 3 Imperfezione, in senso materiale. SINONIMO difetto: vizio di fabbricazione; nel linguaggio giuridico, errore di forma o di sostanza che rende annullabile un atto. SINONIMO: irregolarità: vizio di una sentenza; vizio di procedura; errore, scorrettezza in ambito linguistico: vizio di ortografia; nel linguaggio medico, malformazione: vizio cardiaco.

Mentre, abbiamo definito la DIPENDENZA come una alterazione del comportamento che dà semplice e comune abitudine diventa una ricerca esagerata del piacere attraverso mezzi, sostanze o comportamenti che sfociano spesso in una condizione patologica. La persona dipendente perde ogni possibilità di controllo sulla propria abitudine.
La DIPENDENZA si può sviluppare verso il cibo, può essere dipendenza da sostanze stupefacenti (tossicodipendenza), in cui rientrano anche l'alcolismo e il fumo (tabagismo), dal sesso, dal partner (dipendenza affettiva), da lavoro (work-a-holic), o dal gioco (ludopatia), da Internet (Internet addiction Disorder),  ecc.



NOTA GRAMMATICALE: 
- Il verbo DIPENDERE è seguito dalla preposizione DA (es.:dipende dalle circostanze, dipende dal giorno).
Così anche il sostantivo DIPENDENZA: la dipendenza da caffè.
- 'AVERE UNA CRISI D'ASTINENZA' significa 'tener el mono'.

Approfondimenti: 
Articolo di psicologia sulla diffusione e l'incremento delle dipendenze nella nostra società: http://www.riza.it/psicologia/tu/2373/le-dipendenze-oggi.html

FRASI FAMOSE SUL FUMO E I FUMATORI: 
- La sigaretta è il tipo perfetto di un piacere perfetto. È squisita e lascia insoddisfatti. Che cosa si può volere di più?
(Oscar Wilde)
- E’ sempre stata la mia regola non fumare quando si dorme, e mai astenersi da svegli.
(Mark Twain)
- Grazie al cielo, ho smesso di nuovo di fumare…! Dio! Come mi sento in forma. Con istinti omicidi, ma in forma. Un uomo diverso. Irritabile, lunatico, depresso, rude, nervoso, forse; ma i polmoni sono meravigliosi.
(AP Herbert)


LESSICO: LA PIAZZA E LE PIAZZE
Com'è una tipica piazza italiana? Cosa non può mancare?
Una fontana, un palazzo storico, una statua, una scalinata, un loggiato, una torre, un duomo, un tempio, il comune. E poi panchine, bar, negozi, un parco, aiuole, alberi...
 La piazza è luogo di riunioni, di spettacoli, di prediche, di cerimonie, di processioni, nonché il luogo privilegiato dello scambio e dell’attività commerciale, del contatto della comunità con il mondo esterno. Pertanto dal punto di vista culturale e storico, le piazze prodotte nell’ambito della cultura urbana dell’Occidente costituiscono lo spazio dove si realizza l’incontro di storia civile, movimenti culturali, tendenze artistiche, cultura materiale, immaginazione collettiva, proiezioni simboliche, ritualità consolidate, tradizioni popolari e consuetudini comportamentali. Per tutti questi motivi e per altri ancora, la piazza costituisce uno degli elementi centrali nella  storia e nell'evoluzione della città.



La storia della Piazza della Signoria, a Firenze



LESSICO: BENI DI CONSUMO
 Quali sono quelli per cui spendiamo di più e quelli per cui spendiamo di meno. Le spese per mantenere la nostra casa sono le più elevate: l' affitto (alquiler), il mutuo (hipoteca), le bollette (facturas) della luce, dell'acqua e del gas, le assicurazioni.
Leggi di Stefano Benni il divertente articolo 'Il dottor Niù', in questo link trovate l'intero brano http://www.stefanobenni.it/fabula/corsivi/repubblica/20010124.html



LESSICO: Qualità importanti e dei difetti gravi in un rapporto di amicizia, di lavoro e di coppia. 
In un  rapporto di amicizia così come di coppia abbiamo sottolineato queste qualità: la sincerità, la disponibilità, la correttezza, la generosità, l'affetto e la tenerezza, la tolleranza, la lealtà, la fiducia, l'essere affidabile, la comprensione e l'empatia. Questi invece i difetti: l'egoismo, l'ipocrisia, l'inflessibilità. Mentre nel rapporto di lavoro si è parlato di una nuova qualità: l'assertività: "L’assertività è una modalità di comunicazione flessibile attraverso la quale  si affermano i propri punti di vista senza prevaricare né essere prevaricati, il punto di equilibrio tra aggressività e passività.
L’assertività è la capacità di usare qualsiasi contesto relazionale a proprio favore.L’assertività è l’arte di vincere senza combattere nell’ambito di una relazione interpersonale".




Com’è una persona
Sensibile: è una persona delicata, emotiva, impressionabile, vulnerabile,  empatica. Il suo contrario è una persona insensibile, fredda, indifferente, distaccata.
Idealista (definizione tratta dal dizionario Zingarelli): 
1) (filosofico) chi segue o si ispira all'idealismo 
2) Chi crede in un ideale e tende alla sua realizzazione e conquista 
3) Chi pensa e agisce secondo schemi astratti  ed è privo di concretezza e di senso della realtà. Sinonimo: sognatore; contrario: realista.
Affidabile: è una persona di cui ti puoi fidare, una persona di fiducia, seria, attendibile. Il suo contrario: inaffidabile.
Gelosa: è una persona che sospetta e dubita della fedeltà della persona amata. Sospettosa, possessiva e insicura. Contrario: fiduciosa, generosa, sicura.
Insicura: è una persona indecisa, perplessa, titubante, che ha paura di fare il primo passo. Contrario: sicura, risoluta, decisa.
Invadente: è una persona che si intromette nella vita altrui, una persona indiscreta, ficcanaso, rompiscatole, rompiballe (volgare). Contrario: discreta e prudente.


LESSICO: LA SCUOLA
Com'era la nostra scuola primaria, quanti eravamo in classe, che orario facevamo, quante maestre avevamo?
Ecco quello che mi ricordo io della mia scuola elementare


Io ho frequentato la scuola elementare Beniamino Gigli di Recanati dal 1977 al 1981. La scuola era a tempo pieno, ossia si entrava alle 8 di mattina e si usciva alle 4 e mezza di pomeriggio. Tutti i bambini della mia classe rimanevano a mangiare alla mensa. 
Avevo tre maestre, la maestra Ninì per italiano, la maestra Carla per matematica e la maestra Rossella per storia e geografia. In classe eravamo in 20, maschi e femmine: le femmine portavano un grembiule  bianco con il fiocco blu, mentre i maschi un grembiule blu senza fiocco. Il mio zaino si chiamava 'cartella' ed era di forma rettangolare con un bottone per aprirla e chiuderla. Dentro c'erano i quaderni, un astuccio, un libro d'italiano e un sussidiario. 
Durante la ricreazione mangiavo la pizzetta o la treccia al cioccolato della pasticceria dei miei genitori. La mia aula me la ricordo grande e con tante finestre, una stanza luminosa e accogliente. Avevamo i banchi grandi a due posti con il calamaio (una sorta di barattolino inserito nel banco dove una volta si metteva l’inchiostro per intingere il pennino) noi però usavamo le penne, ma non cancellabili. La cattedra era un banco grande davanti a una lavagna. 
L’aula era abbastanza riscaldata. Noi ragazze giocavamo all’elastico: un gioco che coinvolgeva 3 bambine, 2 tenevano l’elastico all’altezza delle ginocchia e l’altra saltava. Un altro gioco era quello di scrivere su un foglio nomi cose ed animali che iniziavano con la stessa vocale o consonante. Non facevamo nessuna attività di laboratorio. Facevamo educazione motoria (ma prima si chiamava educazione fisica) e la facevamo nella palestra che per fortuna si trovava nel nostro edificio scolastico.  C’era il cortile, ma uscivamo raramente, non c’erano giochi. Non si facevano colonie ogni anno come adesso fa mia figlia nella scuola primaria catalana. Facevamo  la gita scolastica solo in quinta classe e poche erano le uscite. La gita scolastica che abbiamo fatto è stata a Firenze, di un solo giorno. Nella mia scuola non c'era una biblioteca ma un teatrino, dove recitavamo e cantavamo a Natale, Carnevale e a fine anno scolastico.


LESSICO: LE PAROLE DELLA CRONACA NERA
Il furto (=robo), la rapina (=atraco), il rapinatore (=atracador), lo scippo (=tirón),  il ladro (=ladrón), la truffa (=la estafa), il truffatore (=estafador), la questura (=comisaría), il pronto soccorso (=urgencias), l'incidente (=accidente), la denuncia, il sospetto (=la sospecha), un uomo sospetto/ una donna sospetta (=un hombre sospechoso/mujer sospechosa) perquisire (=cachear, registrar), arrestare (=detener), ammanettare (=esposar).

 Qui di seguito il dialogo che abbiamo ascoltato in classe tra Angela e una sua amica: 

- Ciao Angela, ma cosa è successo?

A.- Boh (è un espressione molto usata in italiano e si usa per esprimere dubbio e reticenza), non so, c’è stato un piccolo incidente, una macchina ha urtato un motorino.
- Accidenti, si è fatto male qualcuno?
A.- No, guarda, sembra di no, il ragazzo del motorino è là seduto, parla. Sembra stia bene.
- Meno male..ma tu  cosa ci fai qui, non dovresti essere a lavoro?
A. - Sì, ma sto andando in questura (=a la comisaría) a  fare una denuncia, perché ieri mi hanno rubato la borsa.
- Ma va, dove?
A.- Alla festa dell’Unità, ieri sera.
- Alla festa dell’Unità!? vuoi dire che qualcuno ti ha scippato (=tironeado) alla festa dell’unità?!
A.- Ma no, ma no... è colpa mia sono la solita distratta........lascio sempre la borsa dove capita...... è quando c’è tanta gente...
- Anch’io...ma come è successo?
A.- Ma niente, sono andata alla festa con alcuni amici....così,  per fare un giro. C’era un gruppo che faceva musica reggae, volevo un po’ vedere le bancarelle,  i libri e, niente......prima del concerto ci siamo seduti a mangiare una pizza....
- Hai lasciato la borsa sulla sedia...
A.- No, non proprio. Ho uno zainetto, che tengo di solito sulle spalle. L’avevo sulle spalle anche mentre stavo mangiando, solo che a un certo punto è suonato il cellulare, mi sono tolta lo zainetto, ho risposto e poi non me lo sono più rimesso, è rimasto lì sulla panca vicino a me. E Quando ci siamo alzati per andare via...eh, non c’era più.
- Cavoli (=ostras), chissà che rabbia!
A.- Ero furente, mi sono rovinata la serata (=me he estropeado la noche).
- Avevi molti soldi?
A.- No, non molti però il portafoglio (=el monedero) era nuovo e comunque avevo tutti i documenti: la carta d’identità, la patente (=el carnet de conducir), il bancomat (=la carta de crédito).
- L’hai bloccato subito?
A.- Sì, per quello c’è un numero verde. Ho chiamato mio fratello che ha il conto nella mia stessa banca e il numero me l’ha dato lui. Solo che adesso ci vorranno mesi di uffici e cartacce (=meses de despachos y papeleos) per rifare i documenti. E poi c’era il cellulare con tutti i numeri dentro e soprattutto un regalo di Stefano.
- Ma nooo!!
A.- Eh, sì, mi aveva appena regalato una bellissima collanina di pietre con degli orecchini che avevo visto in una bancarella (=una parada de un mercadillo) di artigianato e mi era tanto piaciuta. Una rabbia!! Avrei dovuto metterla subito e invece l’ho messa in borsa perché secondo me non stava bene con il vestito che avevo...che cretina!
- Beh, non potevi saperlo, forse quella la potrai ricomprare.
A.- No, perché era l’ultima. Stefano, guarda, è stato carinissimo, e per consolarmi è andato subito a cercarne un’altra, ma si sa.... l’artigianato... sono pezzi unici. Così mi ha preso un anello...molto simile, è stato davvero carino, mi sono quasi commossa.
- Vabbé (forma abbreviata di 'va bene', si usa nel parlato), dai, qualcosa di positivo c’è. Dici sempre che è una persona chiusa, un po’ brusca (=uraña).
A.- Sì, è un po’ orso..(=un poco oso)
- E invece è stato comprensivo, rassicurante...
A.- Mah (un'altra espressione italiana che indica dubbio e perplessità), sì forse hai ragione tu, guardiamo il lato positivo, tanto che ci posso fare.


Lessico: VIVERE IN UN CONDOMINIO

Difficoltà della convivenza in un condominio:  chi sposta i mobili a tarda ora, chi tiene il volume della televisione o dello stereo troppo alto, chi litiga con il partner e alza la voce, chi non vuol pagare le spese condominiali.
In questo articolo 'Stress da condominio, come evitare le crisi' trovate l'identikit e la classifica delle liti condominiali.
http://www.staibene.it/benessere/articoli/single_news/article/che_stress_la_vita_di_condominio/?refresh_cens

LESSICO: IL CONDOMINIO
Piano terra/primo piano/secondo piano...attico; il pinerottolo (=el rellano); il cortile (=el patio);  il vicino di casa, l'inquilino o il condòmino;  le spese condominiali (=gastos de comunidad); i litigi condominiali (=discusiones)  e le risse condominiali (=peleas); il portiere (=el conserje), l'amministratore, il citofono (=el portero electrónico), la cassetta delle lettere (=buzón).

La riunione condominiale e l'inquilino menefreghista (=pasota) e maleducato interpretato da Roberto Benigni nel film 'Il mostro'.












La pazzia e la follia (la locura).
 Quali idee ci suggeriscono queste due parole: le ossessioni, le allucinazioni, la paura dei malati mentali e la paura nei confronti dei malati mentali, l'isolamento, la solitudine, l'emarginazione, lo sconforto, l'incomprensione, la sofferenza di non poter comunicare tutto un mondo parallelo al nostro. Eppoi ancora: pratiche mediche, medicine, palliativi  terapeutici per chi ne soffre. Ma c'è anche un aspetto creativo e geniale legato alla pazzia: moltissimi infatti sono gli artisti e gli scrittori che hanno sofferto di disturbi mentali. Per compiti dovrete ascoltare e capire il testo della canzone 'ti regalerò una rosa' di Simone Cristicchi che fonde lettere e testimonianze autentiche di malati mentali. Ne esce una poesia, ricca di figure letterarie. Il brano ha vinto il primo premio alla 57ª edizione del Festival di Sanremo, nel 2007. Anche il video della canzone, ambientato in ex-manicomi, è stato molto apprezzato.




Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel '54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant'anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un'emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare

Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L'accordo dissonante di un'orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio… misurate le distanze
E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?

Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l'ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita sono vent'anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un'emozione?
 Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare.






Lessico: Il tempo atmosferico
 Pioverà? Non pioverà?
Farà brutto? Farà bello?
Dovrò uscire con l’ombrello?
Ma se uscissi con l’ombrelllo
lo so già farebbe bello.
Eppoi questo non è tutto.
Senza ombrello, ci scommetto,
muterebbe in tempo brutto.
Sole, pioggia, ma perché
vi burlate ognor di me? ( Colombini Monti)
Fa bel tempo/ è bello /è sereno
Fa brutto tempo /è brutto
È variabile 
È nuvoloso

La pioggia (=la lluvia) 
Piovere (=llover)
Passato prossimo: ha /è piovuto (usano indifferentemente essere o avere tutti i verbi che esprimono condizioni atmosferiche, anche se la tradizione grammaticale consiglierebbe l'ausiliare essere)
La neve (=la nieve)
Nevicare (=nevar)

Passato prossimo: ha /è nevicato
La grandine (=el granizo)
Grandinare
Passato prossimo: ha/è grandinato
Il diluvio
Diluviare
Passato prossimo: ha/è diluviato

Il vento e la brezza (=la brisa)
La nebbia (la niebla)
La brina (=la brizna)
L'arcobaleno (=el arcoiris)

Di solito che tempo fa a Barcellona?
C'è il sole quasi tutto l'anno, piove poco, anche se quando piove diluvia; non c'è mai la nebbia e di rado nevica, ma quando cade un po' di neve, come l'otto marzo del 2010, la città va in tilt (=la ciudad se colapsa).

Com'è il tempo a  Barcellona d'estate?
È sempre bello, fa molto caldo, ma non è un caldo torrido ma un caldo afoso (=bochornoso). 
Che tempo fa a Barcellona d' inverno?
Il tempo è bello,  non fa molto freddo ma è un freddo umido non secco. 

Compiti: 
Scrivere un tema sul tempo atmosferico: qual è il clima che più ci piace, così come la stagione che preferiamo. Quali ricordi ci risveglia una giornata di pioggia o un paesaggio di neve; ci fa paura il vento o un temporale in campagna; non sopportiamo il caldo afoso dell'estate in città e invece amiamo il sole che ci scalda al mare.

"Tu dici che ami la pioggia, ma quando piove apri l’ombrello. Tu dici che ami il sole, ma quando splende cerchi l’ombra.
Tu dici che ami il vento, ma quando tira chiudi la porta. Per questo ho paura quando dici che mi ami".

William Shakespeare


 Grammatica: i pronomi indiretti

Alcuni esercizi da fare sui pronomi


Esericizio di Comprensionea auditiva
Ascolta l'intervista a Fernando Alonso e rispondi alle domande:



- Alonso, fuori dalla pista, è una persona lenta e pigra?
- Alonso, da bambino, sognava di essere un pilota della Ferrari? 
- A che età Alonso prova il go-kart?  
- Alonso è una persona estroversa, aperta e curiosa o una persona introversa, chiusa e diffidente?
- Che cosa cambierebbe del suo carattere?
-  L’ultima volta che Alonso è stato felice è quando ha ricevuto la telefonata del re? 
- Quando è in difficoltà a chi chiede consiglio e aiuto?
- Chi farebbe ritornare in vita?
- Zapatero è un gran tifoso della Formula 1; nel 2003 Alonso ricevette una sua telefonata? Vero o falso?
- Quale famoso pilota si è spaventato per la velocità a cui andava?
- Come si chiama la Ferrari che guida Alonso sulla pista di Fioromo e quale pilota famoso ha lavorato alla sua costruzione?


Ecco qui le domande a cui Alonso ha risposto, ora prova tu a rispondere:

- Che cosa non sopporti negli altri?

- Il tratto principale del tuo carattere?

- Cos’è che cambieresti del tuo carattere?

- Quando sei stata/o felice l’ultima volta?

- Quand’è l’ultima volta che sei stato/a in crisi, infelice e triste?

- Se potessi far ritornare qualcuno in vita, chi sarebbe?

- Chi è la persona a cui chiedi aiuto quando sei in difficoltà?





Grammatica: Preposizioni di luogo e preposizioni di tempo.

Qui trovate altri esercizi da fare sulle preposizioni: 

http://www.scudit.net/matdidhp/mdhp1/mdhp1.htmhttp://www.scudit.net/matdidhp/mdhp1/mdhp1.htm

Per chi voglia approfondire:
preposizione in (clicca sopra)
la preposizione di
la preposizione da





GRAMMATICA: per indicare la necessità o il dovere di compiere una determinata azione,  in italiano abbiamo forme impersonali e personali: 
Le forme impersonali:
- Bisogna + infinito (=hay que+ infinitivo)

Bisogna (è necessario) mangiare in fretta il gelato altrimenti si scioglie.
Per andare a Capri bisogna prendere il traghetto. 
Bisogna vedere questo film, tutti ne parlano. 

- C’è bisogno di + infinito o nome (=se necesita/se necesitan)
Non c’è bisogno di (non è necessario) urlare, non sono sordo!
Secondo me il problema è semplice e non c’è bisogno di (non è necessario) essere Einstein per risolverlo. 

Forma personale: 
- Dovere + infinito (=tener que + infinitivo).
Sono troppo stanca. Devo riposarmi.  
Dobbiamo studiare di più.


- Avere bisogno di + infinito o nome (=necessitar + infinitivo o sustantivo). ostruzione personale: io, tu, lui/lei/Lei, noi, voi, loro)  

Sono troppo stanca, ho bisogno di riposarmi un po’.
Tu non hai bisogno di nessuno!!
Noi abbiamo bisogno di fare una pausa.
Non ti lamentare sempre; si può sapere di che cosa hai bisogno per stare bene?

Usiamo anche il verbo 'volerci' (verbo pronominale) alla terza persona singolare e plurale con il significato di "essere necessario".

- Ci vuole + sostantivo singolare (=se necesita).
Per fare una buona paella quanto tempo ci vuole? Ci vuole almeno un'ora.
Per scrivere ci vuole una penna.
Per sopportare quella persona ci vuole tanta pazienza.
Per fare la pasta a mano non ci vuole molto tempo.
Per andare in quell'agriturismo (=casa rural) ci vuole (è necessario avere) la macchina

- Ci vogliono + sostantivo plurale (=se necesitan)
Per andare a Madrid in macchina ci vogliono almeno 4 ore.
Per comprare una casa ci vogliono molti soldi.
Per arrivare a casa ci vogliono ancora dieci minuti.

Usiamo invece un altro verbo pronominale "metterci", quando vogliamo rendere la frase personale (Io ci metto, tu ci metti, lui/lei ci mette, noi ci mettiamo, voi ci mettete, loro ci mettono):
Quanto tempo (tu) ci metti per fare una paella? (io) ci metto un'ora.
Quanto (voi) ci mettete a finire i compiti? (noi) ci mettiamo poco tempo.


Qui trovate degli esercizi da fare con soluzione:
ci vuole/ ci vogliono / bisogna (clicca sopra)
C'è / ci sono  ci vuole /ci vogliono (clicca sopra)
Volerci / Metterci (clicca sopra)

Per compiti: scrivere delle frasi con bisogna, c'è bisogno di, avere bisogno di, ci vuole/ci vogliono e metterci.




GRAMMATICA: L'ARTICOLO PARTITITIVO 
L'articolo partitivo (clicca, per ulteriori informazioni), che si forma con di+articolo, viene usato in italiano per indicare "una quantità indeterminata di" o "un numero indeterminato di":
Un po' di pane = del pane 

un po' di carne = della carne
Un po' di zucchero = dello zucchero

Se vai al supermercato, compra dello zucchero e delle mele (=si vas al super, compra azúcar y manzanas). 


Qui una tabella riassuntiva della preposizione di con gli articoli determinativi:


di+ la = della
di+le = delle
di+il = del
di +i = dei
di+lo= dello
di+gli = degli
di+ l'= dell'








CHE COSA FACCIAMO LA MATTINA APPENA SVEGLI
 Usiamo i verbi riflessivi per indicare le azioni che facciamo abitualmente appena svegli: svegliarsi (=despertarse), alzarsi (=levantarse), farsi la doccia, prepararsi la colazione (=el desayuno), truccarsi (=maquillarse), radersi (=afeitarse), vestirsi, pettinarsi (=peinarse), sedersi (=sentarse), lavarsi, mettersi (=ponerse).
Abbiamo inoltre ripassato molti verbi al presente indicativo (verbi regolari e irregolari). Per esempio, uno dei verbi che abbiamo coniugato è il verbo togliere (=quitar), che segue la stessa coniugazione del verbo scegliere (=elegir):

io tolgo                   io scelgo
tu togli                    tu scegli
lui/lei/Lei toglie       lui/ lei/ Lei sceglie
noi togliamo            noi scegliamo
voi togliete              voi scegliete
loro tolgono             loro scelgono

 Quali sono i nostri primi rituali appena svegli: andare al bagno, preparare un caffè, accendere la TV, la radio, il telefonino, il computer, farsi la doccia, lavarsi i denti, vestirsi.

Un esempio:
La prima cosa che faccio la mattina è quella di andare a vedere i miei fiori e il mio piccolo orto sul balcone. Vedere un nuovo fiore, una fragolina spuntata e sentire il profumo del basilico mi dà la carica per iniziare bene la giornata! Poi preparo il caffè: sto in piedi vicino al fuoco, mi piace vedere uscire il caffè. Quando comincia a uscire abbasso la fiamma e mi godo il suo profumo. Accendo la radio e ascolto le notizie. Poi mi faccio una doccia veloce, mi asciugo i capelli (=me seco el pelo) e mi vesto. Accendo (=enciendo) il computer e controllo la posta (=el correo). Inizio subito a lavorare.





LESSICO: La casa e l'arredamento
Come si dice 'comedor' in italiano? E come si dice 'bañera'? 
Qui trovate le risposte, le immagini ed anche i prezzi. 






GRAMMATICA: Presente indicativo di piacere + il pronome personale indiretto:
mi (a me) piace/piacciono
ti (a te) piace/ piacciono
gli (a lui) piace/ piacciono
le (a lei) piace / piacciono
Le (a Lei) piace /piacciono
ci (a noi) piace/piacciono
vi (a voi) piace/piacciono
gli (a loro) piace/ piacciono

Attenzione! 
Non è corretto grammaticalmente dire 'a me mi piace il gelato'. Dite 'mi piace il gelato' o 'a me piace il gelato'.

Qualche esempio: 
Ti piace Barcellona? A me piace di più Parigi.
Ti piacciono di più gli spaghetti con le vongole (=almejas) o con le cozze (=mejillones)? a me non piacciono gli spaghetti, preferisco le linguine (=tallarines).
Vi piace imparare italiano? Sí, ci piace moltissimo.

Ora lo stesso verbo e gli stessi pronomi al passato prossimo:

mi (a me) è piaciuto/-a, sono piaciuti/-e
ti (a te) è piaciuto/-a, sono piaciuti/-e
gli (a lui) è piaciuto/-a, sono piaciuti/-e
le (a lei) è piaciuto/-a, sono piaciuti/-e
Le (a Lei) è piaciuto/-a, sono piaciuti/-e
ci (a noi) è piaciuto/-a, sono piaciuti/-e
vi (a voi) è piaciuto/-a, sono piaciuti/-e
gli (a loro) è piaciuto/-a, sono piaciuti/-e

Qualche esempio: 
Ti è piaciuto il film? No, non mi è piaciuto molto
Vi è piaciuta la mostra di Pasolini? Sí, ci è piaciuta tantissimo.
Gli sono piaciute le tagliatelle che gli hai preparato? No, purtroppo (=desgraciadamente) a lui non sono piaciute, ma a mia madre sí.
A te sono piaciute le canzoni che abbiamo cantato in classe? Alcune mi sono piaciute, altre no.
Mi sono piaciuti molto i quadri di questa mostra.
A me non è piaciuta la pizza che abbiamo mangiato ieri.


GRAMMATICA: IL PASSATO PROSSIMO  
Questo tempo verbale è molto usato dagli italiani sia nella lingua scritta che in quella orale.
Il passato prossimo indica eventi, esperienze e fatti conclusi nel passato i cui effetti perdurano nel presente.

FORMAZIONE DEL PASSATO PROSSIMO  
Il passato prossimo è formato da due elementi: l’ausiliare (il verbo essere o avere al presente indicativo) + il participio passato del verbo.

Formazione del participio passato

Il participio passato si forma togliendo al verbo la desinenza dell’infinito (are; ere; ire) e aggiungendo la desinenza del participio passato:

ARE ⇒ ATO (cambiare ⇒cambiato)
ERE ⇒ UTO (vendere ⇒venduto)
IRE ⇒ITO (partire ⇒partito)
Ora osserva la tabella:

PASSATO PROSSIMO DEI VERBI:

CAMBIARE                               VENDERE                    PARTIRE
Soggetto Ausiliare Participio passato Ausiliare Participio passato Ausiliare Participio passato
io
ho cambiato ho venduto  sono  partito – a
tu hai cambiato hai venduto  sei  partito – a
lui – lei ha cambiato ha venduto  è  partito – a
noi abbiamo cambiato abbiamo venduto  siamo  partiti – e
voi avete cambiato avete venduto  siete  partiti – e
loro hanno cambiato hanno venduto  sono  partiti – e



PASSATO PROSSIMO DEI VERBI ESSERE E AVERE
Soggetto Ausiliare Participio passato Ausilaire Participio passato
io sono stato – a ho avuto
tu sei stato – a hai avuto
lui – lei è stato – a ha avuto
noi siamo stati – e abbiamo avuto
voi siete stati – e avete avuto
loro sono stati – e hanno avuto

Come potete vedere dalle tabelle, con l’usiliare avere il participio passato non cambia. 
L’ausiliare avere si usa con i verbi transitivi, ovvero con quei verbi che rispondono alle domande: chi? che cosa?  
Qualche esempio: 
Ho mangiato (cosa?) una mela. 
Abbiamo incontrato (chi?) Lucia.

L’ausiliare essere si usa con i verbi intransitivi, ovvero con i verbi che non rispondono alla domanda: chi? che cosa? Per esempio: sono uscito presto stamattina.
Con l’ausiliare essere il participio passato concorda con il genere (maschile-femminile) e il numero (singolare-plurale) del soggetto: 
Es.:Marta è andata al mare; Luca è andato al mare; Marta e Natalia sono andate al mare; Luca e Alex sono andati al mare.
L’ausiliare essere si usa con:

i verbi di movimento: partire; uscire; entrare; tornare, andare; venire; arrivare; cadere; etc. (sono partito/-a, sono uscito/-a; sono entrato/-a; sono tornato/-a; sono venuto/-a; sono arrivato/-a; sono caduto/-a). Eccezioni: passeggiare (ho passeggiato); camminare (ho camminato), viaggiare (ho viaggiato), guidare (ho guidato), ballare (ho ballato); nuotare (ho nuotato).
Tutti i verbi riflessivi: alzarsi; svegliarsi; lavarsi etc. (mi sono alzato/-a; ti sei svegliato/-a; mi sono lavato/-a)
i verbi di stato: essere; stare; rimanere; restare (sono stato/-a; sono rimasto/-a, sono restato/-a)
i verbi di cambiamento: diventare (=hacerse, convertirse); nascere; morire; crescere; ingrassare (=engordar); dimagrire (=adelgazar) (sono diventato/-a; sono nato/-a; sono morto/-a; sono ingrassato/-a; sono dimagrito/-a) 
- i verbi impersonali: piacere; sembrare; accadere (=acontecer), succedere (=suceder), capitare (=pasar); durare (mi è piaciuto/-a, mi sono piaciuti/-e; mi è sembrato/-a, mi sono sembrati/-e; è accaduto/-a; sono accaduti/-e; è successo/-a, sono successi/-e; è capitato/-a, sono capitati/-e; è durato/-a, sono durati/-e). Nella maggior parte dei casi si usano alla 3ª persona singolare e plurale e con i pronomi indiretti.



GRAMMATICA: i possessivi con i nomi di parentela
I nomi di parentela comportano diverse peculiarità grammaticali e sintattiche.
Se i nomi di parentela sono accompagnati da un aggettivo possessivo (➔ possessivi, aggettivi e pronomi) occorre osservare il comportamento dell’articolo:
a) con un nome al plurale l’articolo è obbligatorio: le nostre madri, i suoi figli, i miei nonni, ecc.; ugualmente necessario è  l’articolo con il possessivo di 3ª persona plurale loro: la loro moglie, il loro fratello;
b) con il nome di parentela al singolare l’articolo si omette: mio padre era ricco, mia figlia è un angelo; mio zio parla inglese; mia madre è simpatica: mio nonno è siciliano. L’articolo va espresso, invece, con le varianti affettive: babbo, papà, mamma, figliolo, figliola: «e il tuo babbo e la tua mamma son sempre vivi? (Collodi 1983: 55); «ringraziava Dio e i santi che avevano messo il suo figliuolo in mezzo a tutte quelle galanterie» (Verga 1995: 20-21).

c) l’articolo è però sempre necessario:
 - con gli alterati: la mia sorellina; la tua nonnina (ma non negli appellativi: nonnina mia!); il mio fratellino; la mia zietta; il mio cuginetto. Con patrigno (=padrastro), matrigna (=madrastra), figliastro (=hijastro), figliastra (=hijastra), sorellastra (=hermanastra), fratellastro (=hermanastro): il mio patrigno, la tua matrigna;
-  con i termini che indicano un rapporto sentimentale che non rientra (o non rientra ancora) nei vincoli della parentela: fidanzato, fidanzata, ragazzo, ragazza, moroso, morosa, amante, ecc.;
-  quando il possessivo è posposto, come capita sia in costrutti con valore enfatico sia in alcune forme di italiano regionale (in Campania, in Puglia, ecc.): il figlio mio, la moglie mia.
- quando i nomi sono modificati da un aggettivo: la mia cara mamma, la mia vecchia nonna; il mio amato fratello.
- quando il nome di parentela è accompagnato da un antroponimo (nome o cognome), è più frequente l’omissione dell’articolo: mio fratello Paolo, suo cognato Antonio, ecc.




LESSICO: il Romanzo 
Esistono vari generi di romanzo: il romanzo storico, il romanzo giallo (=novela negra), il romanzo espistolare, il romanzo fantastico, il romanzo autobiografico, il romanzo psicologico, e molti altri ancora.
Quali sono i libri che ci piacciono? Perché li  leggiamo?
Si legge per evadere, per viaggiare, per conoscere luoghi e persone che mai potremmo conoscere nella nostra vita reale.
Leggiamo per entrare in dialogo con lo scrittore e condividere il suo mondo.




GRAMMATICA: Verbi riflessivi e reciproci (pagina 59 del libro o delle fotocopie)

LA GIORNATA DI PATRIZIA

La mattina mi sveglio alle 7:00, mi lavo, mi vesto e mi preparo la colazione, il mio gatto si sveglia insieme a me, fa colazione anche lui e poi si addormenta di nuovo. Arrivo al lavoro alle 8:30 e mi siedo davanti al computer, lavoro per un paio d’ore e verso le 10:30 mi alzo per andare a prendere un caffè e scambiare quattro chiacchiere con i miei colleghi. Alle 13:00 vado a pranzo, mi mangio un panino, mi fumo una sigaretta e poi torno al lavoro fino alle 18:00. Ogni tanto passo una serata con gli amici. Io e i miei amici ci incontriamo in un pub in centro, beviamo qualcosa e a volte andiamo al cinema o in discoteca, mi diverto molto insieme a loro. A fine serata io e i miei amici ci salutiamo e io torno a casa e, anche se sono stanca, non mi pento della bella serata passata in compagnia.

I verbi riflessivi sono verbi che per diversi motivi sono accompagnati da un pronome riFlessivo (mi, ti, si, ci, vi, si) che concorda con il soggetto, vengono generalmente usati per indicare che l’azione espressa dal verbo riguarda direttamente il soggetto che la esegue. Tuttavia esistono tipi diversi di verbi riflessivi che si differenziano a seconda della funzione del pronome.

1- I verbi riflessivi possono essere verbi transitivi (ovvero che hanno un complemento oggetto), come per esempio lavare o vestire. Questi verbi possono essere usati sia in maniera transitiva: io lavo una mela; io vesto un bambino; sia in maniera riflessiva: io mi lavo, io mi vesto. In questo caso l’azione espressa dal verbo si riflette direttamente sul soggetto. Qualche esempio: mi cambio, mi pettino, mi stanco, mi diverto, mi addormento, mi sveglio ecc.

2- Alcuni verbi riflessivi possono avere un valore reciproco, per esempio l’espressione: "ci vediamo domani!" indica che domani io vedrò te e tu vedrai me. Alcuni esempi: salutarsi, incontrarsi, abbracciarsi, baciarsi, dividersi, separarsi.

3- Molto spesso può capitare che gli italiani trasformino verbi che non sono riflessivi in verbi riflessivi, per esempio: "mi mangio un panino e mi fumo una sigaretta"; l’uso del pronome in questo caso sottolinea il soggetto che compie l’azione, in questo modo rendiamo l’informazione che viene data (mangio un panino e fumo una sigaretta) meno distaccata e quindi più personale.

Vediamo ora come si coniugano i verbi riflessivi. Prendiamo come esempio il verbo chiamare nella sua forma riflessiva chiamarsi.


io
mi chiamo
tu
ti chiami
lui – lei si chiama
noi ci chiamiamo
voi
vi chiamate
loro si chiamano
ATTENZIONE!
Per formare l’infinito di un verbo riflessivo si unisce il pronome all’infinito del verbo: lavare – lavarsi; incontrare – incontrarsi.

- Quando c'è un verbo modale (potere, volere, dovere, sapere, cominicare a , stare per, finire di, stare + gerundio) più l’infinito di un verbo riflessivo o reciproco, il pronome può andare prima del verbo o dopo l'infinito (come in spagnolo o in catalano):

Devo alzarmi presto.
Mi devo alzare presto.
Vuoi sederti qui?
Ti vuoi sedere qui?
Comincio a truccarmi
Mi comincio a truccare


LESSICO: IL CIBO (=la comida)
Il cibo in italiano non ha niente a che vedere con 'civo expiatorio'. La parola 'cibo' in italiano significa infatti 'comida'. Abbiamo visto una lunga lista di alimenti: 
Le verdure: l'aglio (=ajo), la cipolla, la carota (=zanahoria) , il sedano (=apio), il peperone (=el pimiento), il pomodoro (=tomate), il porro, la zucchina (=el calabacín), la melanzana (= berenjena), i funghi (=setas), gli spinaci, le bietole (=acelgas), il cavolfiore (=coliflor), i broccoli, la verza (=col), il mais, le olive.
La carne di vitello (=ternera), di manzo (=buey), di pollo, di agnello (=cordero), di tacchino (=pavo), di maiale (=cerdo), di coniglio (=conejo).
Il Pesce: il merluzzo, lo sgombro (=la caballa), la spigola (=lubina), l'orata, le sardine, la triglia (=salmonete). 
I legumi: i ceci (=garbanzos), le lenticchie (lentejas), i fagioli (=judías), i piselli (=guisantes), le fave
 Erbe aromatiche, spezie, gli odori: il prezzemolo (perejil), l'origano, il basilico (=albahaca), l'alloro (=laurel), il rosmarino (=romero), la noce moscata, lo zafferano (=azafrán), lo zenzero (=jengibre), il coriandolo (=cilantro).
Condimenti: l'olio d'oliva, olio di mais, di girasole, l'aceto (=vinagre), il sale, il pepe (=pimienta), lo zucchero (=azúcar), la senape (=mostaza)




GRAMMATICA. AGGETTIVI POSSESSIVI
PersonaMaschile singolareFemminile singolareMaschile pluraleFemminile plurale
iomiomiamieimie
tutuotuatuoitue
lui – lei-Leisuosuasuoisue
noinostronostranostrinostre
voivostrovostravostrivostre
loroloroloroloroloro
Come tutti gli aggettivi anche quelli possessivi concordano nel genere (maschile e femminile) e nel numero (plurale e singolare) del nome a cui si riferiscono.
Solo alla terza persona plurale l’aggettivo non cambia (loro).
Qualche esempio:
Maschile singolare: Il mio libro.
Maschile plurale: I miei libri
Femminile singolare: La mia casa
Femminile plurale: Le mie case
Gli aggettivi possessivi nel libro o nelle fotocopie sono a pagina 53. In classe abbiamo già fatto gli esercizi 1 e 2. Per compiti: esercizi 3, 4 e 5 a pagina 54 e 55.


GRAMMATICA: PREPOSIZIONI ARTICOLATE
Le preposizioni articolate (preposizioni semplici + articolo determinativo) si formano unendo le preposizioni semplici di, a, da, in, con, su con l’articolo determinativo. Le preposizioni semplici per, tra/fra, quando sono seguite dall’articolo determinativo rimangono invariate, cioè non si uniscono all’articolo.

COME SI FORMANO LE PREPOSIZIONI ARTICOLATE
Osserva la seguente tabella:

il lo la l’ i gli le
di  del  dello  della  dell’ dei  degli  delle
a  al  allo  alla  all’  ai  agli  alle
da  dal  dallo dalla  dall’  dai  dagli  dalle
in  nel  nello  nella  nell’  nei  negli  nelle
con  col  collo  colla  con l’  coi  cogli  colle
su  sul  sullo  sulla  sull’  sui  sugli  sulle

COME SI USANO LE PREPOSIZIONI ARTICOLATE
Le preposizioni articolate seguono le regole dell’articolo determinativo, cioè prima di tutto bisogna scegliere la preposizione corretta da usare e poi l’articolo determinativo facendo come al solito attenzione a come inizia la parola che segue, al genere (maschile-femminile) e al numero (singolare-plurale).
Per esempio:
I libri sono nello zaino (i libri sono in+lo zaino)
Ho comprato un biglietto dell’autobus (ho comprato un biglietto di+l’ autobus)
Maria telefona alle sue sorelle (Maria telefone a+le sue sorelle)
l’insegnante ha corretto i compiti degli studenti (l’insegnante ha corretto i compiti di+gli studenti)
Luca va dallo psicologo (Luca va da+lo psicologo)
A Marta piace parlare cogli stranieri (a Marta piace parlare con+gli stranieri)
La valigia è sull’armadio (la valigia è su+l’ armadio).



GRAMMATICA: AVVERBI/PREPOSIZIONI DI LUOGO
in (preposizione semplice). Nel, nei, nell', nello, negli, nella, nelle (preposizione articolaTa). In spagnolo corrisponde a en

a (preposizione semplice). Al, ai, all', allo, agli, alla, alle (preposizione articolata). In spagnolo corrisponde alla preposizione
da (preposizione semplice). Dal, dai, dall', dallo, dagli, dalla, dalle (preposizione articolata). In spagnolo corrisponde alla preposizione de/desde

su (preposizione semplice). Sul, sui, sull', sullo, sugli, sulla, sulle (preposizione articolata). In spagnolo corrisponde alla preposizione sobre

Vicino a (= cerca de)
Lontano da (= lejos de)
Accanto a (=a lado de)
Intorno a (=alrededor de)
Dietro a (=detrás de)
Davanti a (=delante de)
Di fronte a (=en frente de)
Sotto a  (=debajo de)
Sopra/sopra a o su+articolo determinativo (=encima de) 
Dentro/dentro a (=dentro de)
Fuori da/fuori di (=fuera de)
A sinistra di (=a la izquierda de)
A destra di (=a la derecha de)


Lessico: la famiglia 
Mio padre e mia madre sono i miei genitori (=mis padres)
Il marito e la moglie sono una coppia sposata (=el marido y la mujer forman una pareja casada)
Mio figlio e mia figlia sono i miei figli (=mis hijos)
Mio fratello e mia sorella sono i miei fratelli (=mis hermanos)
Mio nonno e mia nonna sono i miei nonni (=mis abuelos).
Mio zio e mia zia sono i miei zii (=mis tios)
Mio cugino e mia cugina sono i miei cugini (=mis primos).
Mio nipote e mia nipote sono i miei nipoti (=mis nietos o mis sobrinos)
Mio suocero e mia suocera sono i miei suoceri (=mis suegros)
Mio cognato e mia cognata sono i miei cognati (=mis cuñados)
Mio genero e mia nuora sono i miei generi (=mis yernos).
La scena iniziale del film di Mario Monicelli PARENTI SERPENTI (1992)

Per compiti: fare l'esercizio sulla familglia di Gianni Fabbri sulla fotocopia. Poi, scrivere un breve tema sulla vostra famiglia.

Quattordicesima lezione: 5 febbraio 2013
Abbiamo parlato del Carnevale e delle maschere. Il verbo riflessivo è 'mascherarsi' (=disfrazarse):
io mi maschero da pirata
tu ti mascheri da ape Maya
lui/lei/Lei si maschera da dottore
noi ci mascheriamo da vampiri
voi vi mascherate da Dracula
loro si mascherano da politi spagnoli corrotti

Abbiamo corretto i compiti sul presente indicativo dei verbi regolari. E finalmente abbiamo cantato una canzone di Eros Ramazzotti....senza musica e con Antonio come voce principale. Bravo Antonio!!!!

Per compiti: esercizi 3, 4 e 5 a pagina 35 delle fotocopie.


Tredicesima lezione: 29 gennaio 2013
Grammatica: verbi modali o servili volere, potere, dovere e sapere (nelle fotocopie a pagina 38).


Dodicesima lezione: ventidue gennaio duemilatredici

Oggi abbiamo imparato a descrivere quello che facciamo durante la giornata e durante la settimana:

La mattina mi sveglio molto presto, alle 6. Faccio la doccia, mi vesto e esco di casa. Faccio la colazione in un bar. Lavoro dalle 7 alle 3. Pranzo all'una a casa mia. Il pomeriggio di solito vado in palestra (=al gimnasio) o in piscina. Il martedì e il giovedí sera vado dai miei genitori a cena. La sera di solito guardo la TV o leggo il giornale (=el periódico). Vado a dormire sempre molto tardi all'una di notte.


-        I giorni della settimana: il lunedì, il martedì, il mercoledì, il giovedì, il venerdì, il sabato, la domenica e il fine settimana/il week-end.
-        Le parti della giornata: la mattina/di mattina, il pomeriggio/di pomeriggio, la sera/di sera, la notte/di notte (OCCHIO: non si dice PER LA MATTINA).
-        Gli avverbi di frequenza: sempre, di solito/normalmente, spesso (=a menudo), qualche volta (=alguna vez), raramente, mai, una volta (=una vez) alla settimana, due volte alla settimana, tutti i giorni (=todos los días), ogni giorno (=cada día).
-        I verbi che indicano le azioni quotidiane: mi sveglio (=me despierto), faccio la doccia (=me ducho), faccio colazione (=desayuno), vado a lavorare in macchina, inizio a lavorare, lavoro, pranzo (=almuerzo), finisco di lavorare, faccio spesa (=hago la compra), vado in palestra (=voy al gimnasio), leggo il giornale (=leo el periódico), esco con gli amici, studio, guardo la TV (=miro la tele), vedo un film, dormo. 
Qui sotto trovate la coniugazione di tre verbi irregolari importantissimi:

USCIRE (=salir)
ANDARE (=ir)
FARE (=hacer)
io esco
io vado
io faccio
tu esci
tu vai
tu fai
lui, lei, Lei esce
lui, lei, Lei va
lui, lei,  Lei fa
noi usciamo
noi andiamo
noi faccimo
voi uscite
voi andate
voi fate
loro escono
loro vanno
loro fanno

Abbiamo visto l'uso della preposizione da nell'espressione: vado dai nonni ( = a casa de los abuelos),
vado dai miei genitori (= a casa de mis padres),
vado dagli zii (=a casa de los tios)
vado dalle cugine (=a casa de las primas)
vado da Marco (a casa di Marco),
vado  da Anna
vieni da me? (=ven a mi casa. Attenzione: non si dice 'vado da me' ma vado a casa mia)
Con i nomi che indicano le professioni:
vado dal dentista (nello studio  del dentista)
vado dall'avvocato (nell'ufficio dell'avvocato)
vado dal parrucchiere (nel negozio del parrucchiere)

-        le preposizioni da e a: lavoro dalle 8 alle 5 (= desde las....a las....)/lavoro dalle 8 fino alle 5 (= desde las....hasta las.....).

Per compiti: scrivere quello che fate durante la settimana.



Undicesima lezione: quindici gennaio duemilatredici

Si riparte con le lezioni d'italiano livello 0.
Oggi abbiamo corretto i compiti sul presente indicativo dei verbi irregolari.

GRAMMATICA: Gli avverbi di frequenza
Sempre
Di solito / normalmente
Spesso (= a menudo)
Qualche volta (= alguna vez) / A volte (= a veces)
Raramente
Mai

Per esercitarsi: 
lunedì faccio spesso pranzo/pranzo spesso con mio padre.
martedì vado sempre a lezione d'italiano.
mercoledì qualche volta faccio cena/ceno con un'amica.
giovedì a volte faccio colazione al bar.
venerdì faccio cena/ceno spesso dai miei (= en casa de mis padres).
sabato qualche volta faccio l'aperitivo in un ristorante italiano.
domenica non faccio mai pranzo/non pranzo mai dai miei.

Altre espressioni:
Ogni martedì (=cada martes) vado a lezione d'italiano
Tutti i martedì (= todos los martes) vado a lezione d'italiano
Il martedì (=el martes, en sentido de 'todos los martes') vado a lezione d'italiano 
Ogni mattina/tutte le mattine mi sveglio alle 8
Ogni pomeriggio/tutti i pomeriggi prendo un caffè
Ogni sera/tutte le sere faccio l'aperitivo con i miei amici

DOMANDE E RISPOSTE:
- Quante volte vai al teatro?
Una volta al mese
- Quante volte vai a mangiare fuori?
Tre volte alla settimana
- Quante volte vai in montagna?
Non ci vado mai

COMPITI:
Test di controllo: esercizi 1 e 2 sui sostantivi (ultima pagina delle fotocopie; nel libro giallo a pagina 34)

Decima e ultima lezione del trimestre: undici dicembre duemiladodici

GRAMMATICA: sostantivi irregolari
Sostantivi invariabili:
1) sostantivi di origine straniera:
il computer, i computer
lo yogurt, gli yogurt
il bar, i bar
l'autobus, gli autobus
2) sostantivi femminili con accento sull'ultima sillaba:
la città, le città
l'università, le università
la virtù, le virtù
3) sostantivi femminili che finiscono in -o
l'auto, le auto
la foto, le foto
la radio, le radio
la moto, le moto
4) sostantivi femminili che finiscono in -si
la crisi, le crisi
la tesi, le tesi
l'analisi, le analisi

Sostantivi che cambiano genere (al singolare sono maschili e al plurale femminili):
l'uovo, le uova (=huevo, huevos)
il braccio, le braccia (=brazo, brazos)
il ginocchio, le ginocchia (=rodilla, rodillas)
il ciglio, le ciglia (=ceja, cejas)
il sopracciglio, le sopracciglia (=pestaña, pestañas)
il dito, le dita
il labbro,le labbra (=labio, labios)
(come vedete, la maggior parte di questi sostantivi sono parti del corpo)

GRAMMATICA: L'AGGETTIVO QUALIFICATIVO
Aggetivi con 4 terminazioni:



Singolare Plurale
Femminile Bella/buona/brava Belle/buone/brave
Maschile Bello/buono/bravo Belli/buoni/bravi
Esempi: 
Femminile singolare: la mia amica italiana è bella, buona e brava
Femminile plurale: le mie amiche italiane sono belle, buone e brave
Maschile singolare: il mio amico italiano è bello, buono, e bravo
Maschile plurale: i miei amici italiani sono belli, buoni e bravi

Aggettivi con 2 terminazioni:



Singolare Plurale
Femminile Intelligente/affascinante    Intelligenti/affascinanti  
Maschile Intelligente/affascinante Intelligenti/affascinanti
Esempi:
Femminile singolare: la mia amica italiana è intelligente e affascinante
Femminile plurale: le mie amiche italiane sono intelligenti e affascinanti
Maschile singolare: il mio amico italiano è intelligente e affascinante
Maschile plurale: i miei amici italiani sono intelligenti e affascinanti

Per compiti di Natale: 
Esercizi sul presente dei verbi regolari: 1-2-3-4-5-6 a pagina 29 e 30 delle nuove fotocopie.

Nona e penultima lezione: ventisette novembre duemiladodici

LESSICO:
Che cosa hai in cucina? Ho un forno, un frigorifero, un tavolo, delle sedie, delle credenze, delle pentole, delle posate, delle penne, dei pomodori, una lavastoviglie.
Che cosa hai nel frigorifero? Ho una bottiglia di acqua, delle arance, dei limoni, dei salumi, delle uova, del formaggio.

GRAMMATICA: 
Sostantivi irregolari a pagina 9 del libro o delle fotocopie ed esercizi a pagina 10.

COMPITI:
Scrivere gli ingredienti della ricetta che più vi piace (=que más os guste). In classe, indovineremo di che piatto si tratta.

RICORDATE: IL CENTRO DI COTXERES LA PROSSIMA SETTIMANA CHIUDE PER FERIE. ALLORA, CI VEDIAMO MARTEDÌ 11 DICEMBRE


Ottava lezione: venti novembre duemiladodici



GRAMMATICA: ARTICOLO INDETERMINATIVO
MASCHILE SINGOLARE
un
davanti a vocale / consonante
un albero
un libro
uno
davanti a s + cons., z, ps, y, x, gn
uno zaino
uno psicologo
uno gnomo
uno studente
uno yogurt
uno xilofono

FEMMINILE SINGOLARE
un'
vocale
un'amica
un'automobile
una
consonante
una ragazza
una sedia


Maschile plurale
-->
dei Davanti a consonante di+i= dei libri
di+i= dei tavoli
degli Davanti a vocale
s+consonate
z
ps
y
x
gn
- di+gli= degli uomini
- degli studenti
- degli zaini
- degli psicologi
- degli yougurt
- degli xilofoni
- degli gnocchi

Femminile plurale
-->
Delle Davanti a consonante e vocale Delle donne
delle bambine
delle ragazze
delle amiche
delle opinioni
delle azioni


Per compiti: capire il testo della canzone Una notte a Napoli di Pink Martini


  -->
UNA NOTTE A NAPOLI
(di Pink Martini)

Una notte a Napoli
Con
la luna e il mare
Ho
incontrato un angelo
Che
non poteva più volar
Una
notte a Napoli
Delle
stelle si scordò
E
anche senza ali
In
cielo mi portò

Con
lui volando lontano dalla terra
Dimenticando
le tristezze della sera
In
paradiso, oltre le nuvole
Pazza
d'amore come le lucciole

Quanto
tempo può durare?
Quante
notti da sognare?
Quante
ore, quanti giorni
E
carezze infinite
Quando
ami da morire
Chiudi
gli occhi e non pensare
Il
tempo passa, l'amore scompare
E
la danza finirà!
Una notte a Napoli
Con
la luna e il mare
Ho
incontrato un angelo
Che
non poteva più volar

Una
notte a Napoli
Delle
stelle si scordò
E
anche senza ali
In
cielo mi portò

Tristemente
tutto deve finire

Ma
quando il cuore mi ha spezzato
Ed
in cielo mi ha abbandonato
Adesso
sulla terra son tornata
Mai
più di amare mi sono rassegnata

Ma
guardo su!

Quanto
tempo può durare?
Quante notti da sognare?
Quante
ore, quanti giorni
E
carezze infinite?
Quando
ami da morire
Chiudi
gli occhi e non pensare
Il
tempo passa, l'amore scompare
E
la danza finirà!
Una notte a Napoli
Con
la luna e il mare
Ho
incontrato un angelo
Che
non poteva più volar
Una
notte a Napoli
Delle
stelle si scordò
E
anche senza ali

In
cielo mi portò

In
cielo mi portò
In
cielo mi portò
In
cielo mi portò


Settima lezione: tredici novembre duemiladodici

GRAMMATICA: LA FORMA DI CORTESIA (dare del Lei)
Pep: Piacere, come si chiama?
Mou:  Mi chiamo Mourinho, e Lei?
Pep: Mi chiamo Pep Guardiola, come sta?
Mou: Molto bene e Lei?
Pep: Anch'io, molto bene. E dove abita?
Mou: Abito a Madrid e Lei?
Pep: Abito a New York, negli Stati Uniti.
Mou: Ah, fortunato!! E scusi, che lavoro fa?
Pep: Sono allenatore e Lei?
Mou: Anch'io, tu pensa, che casualità!! e che squadra allena?
Pep: Allenavo, allenavo. Quest'anno mi riposo. 
Mou: Ah!! Io sono allenatore del Real Madrid, conosce?
Pep: Certamente, quelli con la maglietta bianca. Bravissimi giocatori e bella squadra! Complimenti (=enhorabuena)!!!
Mou: Grazie, grazie...ma non basta!!
Pep: Perché non basta??
Mou: perché non siamo felici?
Pep: Scusi, ma quali sono i Suoi hobby?
Mou: Non ho hobby
Pep: Ecco (por eso), si distragga, legga di più, soprattutto poesie, esca con gli amici, vada a ballare, impari un'altra lingua....
Mou: e Lei che hobby ha?
Pep: Leggo molto, sono appassionato di filosofia, soprattutto quella stoica, colleziono bustine di zucchero (=sobres de azucar), e il martedì vado sempre a lezione d'italiano da Lucia, alle sei di pomeriggio.
Mou: Ah, perché vuole allenare una squadra italiana?
Pep: Ma no!! perché voglio leggere La Divina Commedia di Dante in versione originale!
Mou: Ah, Dante!! Ma Lei lo conosce Fantozzi? Guardi quali sono i suoi hobby e prenda spunto (tome ejemplo)



GRAMMATICA: GLI ARTICOLI DETERMINATIVI

MASCHILE
singolare
plurale
 davanti a 
esempi

il
i
consonante
il treno
i treni
l'
gli
vocale
l'amico
gli amici
lo
gli
s + cons., z, ps-
lo stadio
lo zaino
lo psicologo
gli stadi
gli zaini
gli psicologi

FEMMINILE
 singolare  plurale
davanti a
 esempi
 la
 le
consonante
 la macchina  le macchine
 l'
 le
vocale
 l'amica  le amiche

Abbiamo fatto gli esercizi 1, 2 e 3 a pagina 13 delle fotocopie.
COMPITI: esercizi 4 e 5 a pagina 14.


Sesta lezione: sei novembre duemiladodici

GRAMMATICA: espressioni con l'ausiliare Avere
- Avere bisogno di qualcosa o di qualcuno (=necesitar algo o alguien)

io ho bisogno di mangiare
tu hai bisogno di più soldi
lui, lei, Lei ha bisogno di sua figlia
noi abbiamo bisogno di dormire
voi avete bisogno della (=di+la) mamma
loro hanno bisogno di silenzio

- Avere voglia di qualcosa o qualcuno (=tener ganas de algo o alguien)

io ho voglia di te
tu hai voglia di una birra
lui, lei, Lei ha voglia di un gelato
noi abbiamo voglia di parlare in italiano
voi avete voglia di imparare l'italiano
loro hanno voglia di leggere in italiano

LESSICO:
I giorni della settimana
il lunedì, il martedì, il mercoledì, il giovedì, il venerdì, il sabato, la domenica e il fine settimana/ il weekend

Le parti della giornata: la mattina/di mattina mi sveglio presto
                                          il pomeriggio/di pomeriggio faccio merenda
                                          la sera/di sera vado in palestra
                                          la notte/di notte dormo con mia miglie
(OCCHIO: non si dice PER LA MATTINA, PER IL POMERIGGIO, PER LA SERA, PER LA NOTTE). 

I principali pasti (=comidas) degli italiani:
la colazione (=el desayuno). Fare colazione: faccio colazione con un caffè e un cornetto (=croissant)
il pranzo (=el almuerzo). Fare pranzo/Pranzare: faccio pranzo con mia madre / pranzo con mia madre
la merenda. Fare merenda: faccio la merenda in un bar
la cena. Fare cena / Cenare: faccio cena verso le nove (=alrederor de las nueve). Ceno verso le nove

COMPITI PER IL PROSSIMO MARTEDÌ:
Esercizio numero 6 a pagina 23




Quinta lezione (trenta ottobre duemilaundici)

LESSICO
Il tempo atmosferico: Com'è il tempo?
Fa caldo:  a Barcellona in estate fa molto caldo
Fa freddo: a Berlino in inverno fa freddo
Piove (=llueve): a Londra in autunno piove

Nevica  (=nieva): nei Pirenei in inverno nevica


è nuvoloso/è brutto
c'è il sole / è bello / è soleggiato
c'è vento / è ventoso
c'è nebbia (=niebla) / è nebbioso
c'è umidità / è umido
c'è afa (=bochorno) / è afoso

Le preposizioni corrette con il nome della stagione:
in primavera, in estate, in autunno,  in inverno
d'estate, d'autunno, d'inverno (di+ i nomi di stagione che iniziano per vocale)

Abbiamo fatto gli esercizi sul sostantivo (numero 5-6 a pagina 8).

GRAMMATICA: c'è / ci sono (=hay  // está - están)
 C'è si usa quando il soggetto è singolare:
A Barcellona c'è la Sagrada Familia (=hay)
A Londra c'è la nebbia (=hay niebla)
Pronto, c'è tuo fratello a casa  (=está tu hermano en casa)?

Ci sono si usa quando il soggetto è plurale:
A Parigi ci sono molti ristoranti (=hay muchos restaurantes)
A Roma ci sono molti musei. (=hay muchos museos)
Pronto, ci sono Paola e Teresa a casa  (=están Paola y Teresa en casa)?

Per esercitare c'è/ci sono abbiamo fatto l'esercizo 7 a pagina 23.

COMPITI PER IL PROSSIMO MARTEDÌ:
A pagina 21-22 delle fotocopie fare l'esercizio 2, 3 e 4. sul verbo essere e avere.



Quarta lezione (ventitre ottobre duemiladodici)

GRAMMATICA: 
Verbi regolari del Presente Indicativo: prima, seconda e terza coniugazione
 
CANTARE VEDERE SENTIRE PREFERIRE CONOSCERE LEGGERE
canto  vedo  sento preferisco conosco leggo
 canti vedi senti preferisci conosci leggi
 canta vede sente preferisce conosce legge
cantiamo vediamo sentiamo preferiamo conosciamo leggiamo
cantate vedete sentite preferite conoscete leggete
cantano vedono sentono preferiscono conoscono leggono

I verbi che finiscono in -care e -gare prendono una h nella seconda persona singolare (tu) e nella prima persona plulare (noi).
-->
GIOCARE TOCCARE CERCARE (buscar) PAGARE
LEGARE
(atar)
LITIGARE (discutir)
gioco tocco cerco pago lego Litigo
giochi tocchi cerchi paghi leghi litighi
gioca tocca cerca paga lega litiga
giochiamo tocchiamo cerchiamo paghiamo leghiamo litighiamo
giocate toccate cercate pagate legate litigate
giocano toccano cercano pagano legano litigano

-->
COMINCIARE
MANGIARE
comincio mangio
cominci mangi
comincia mangia
cominciamo mangiamo
cominciate mangiate
cominciano mangiano


Abbiamo fatto degli esercizi sul Presente Indicativo dei verbi regolari. Gli esercizi sono tratti dal libro Grammatica Pratica della Lingua Italiana di Susanna Nocchi, Alma edizioni.

COMPITI:
Scrivere un breve indovinello (=adivinanza). Per esempio: è spagnolo, lavora nel cinema, è di Madrid, ha un figlio, parla spagnolo e inglese, vive in Spagna e negli Stati Uniti, è sposato con un'attrice famosa, ha vinto un oscar. Chi è?
 
Terza lezione (sedici ottobre duemiladodici)

LESSICO:
Le quattro stagioni dell'anno:
- L'inverno (mesi invernali: dicembre, gennaio, febbraio. Segni zodiacali: Sagittario, Capricorno, Acquario)
- La primavera (mesi primaverili: marzo, aprile, maggio. Segni zodiacali: Pesci, Ariete, Toro)
- L'estate (mesi estivi: giugno, luglio, agosto. Segni zodiacali: Gemelli, Cancro, Leone)
- L'autunno (mesi autunnali: settembre, ottobre, novembre. Segni zodiacali: Vergine, Bilancia, Scorpione)

Domande e risposte per sapere la data di nascita di qualcuno:
-Lucia, quando sei nata? Sono nata il nove dicembre millenovecentosettantuno, alle sei di pomeriggio.
- Marco, quando sei nato? Sono nato il 15 giugno millenovecentoottantatre, alle sei di mattina.

Presente Indicativo dei verbi regolari:


lavorare
prendere
dormire
finire
io
        lavoro
prendo
dormo
finisco
tu
lavori
prendi
dormi
finisci
lui
lavora
prende
dorme
finisce
lei
lavora
prende
dorme
finisce
Lei
lavora
prende
dorme
finisce
noi
lavoriamo
prendiamo
dormiamo
finiamo
voi
lavorate
prendete
dormite
finite
loro
lavorano
prendono
dormono
finiscono

COMPITI
Coniugare i seguenti verbi: cantare, vedere, sentire, preferire


Seconda lezione (nove ottobre duemiladodici)

GRAMMATICA: Preposizioni

- di (origine)
Di dove sei? Sono italiana, di Recanati
Di dove sei? (sono) inglese, di Londra
Di dove sei? (sono) francese, di Parigi
Di dove sei? (sono) tedesca, di Berlino

- in (stato in luogo)
Dove abiti?  in Italia. (nazione)
Dove abiti?  in Catalogna (regione)

- a (stato in luogo)
Dove vivi? A Parigi (città)
Dove vivi? A Recanati

I sostantivi:



Singolare Plurale
Maschile: nomi in -o Ragazzo Ragazzi


Bambino Bambini


Libro Libri
Femminile: nomi in -a Ragazza Ragazze


Bambina Bambine


Donna donne

-->


Singolare Plurale
Maschile: nomi in -e Cameriere Camerieri


Ristorante Ristoranti


Fiore fiori
Femminile: nomi in -e Madre Madri


Attrice attrici


Opinione opinioni

Oggi abbiamo cantato 'Cinquantamila lacrime', canzone scritta, prodotta ed interpretata da Nina Zilli in duetto con Giuliano Palma, pubblicata come suo singolo di debutto nel 2009. Questa canzone è stata scelta dal regista Ferzan Özpetek come brano principale della colonna sonora del film Mine vaganti (tradotto in spagnolo con il titolo Tengo algo que deciros).


Cinquantamila lacrime
non basteranno perché
musica triste sei tu dentro di me.
Cinquantamila pagine gettate al vento perché
eterno è il ricordo, il mio volto per te.
Non ritornare, no, tu non ti voltare, non vorrei mi vedessi cadere.

A me piace così, che se sbaglio è lo stesso, perché questo dolore è amore per te.
Cinquantamila lacrime senza sapere perché
sono un ricordo lontano da te.

Cinquantamila lacrime non basteranno perché
musica triste sei tu dentro di me.
Non mi guardare, non lo senti il dolore, brucia come un taglio nel sale.

A me piace così, che se sbaglio è lo stesso, perché questo dolore è amore per te.
A me piace così, e non chiedo il permesso, perché questo dolore è amore per te.

COMPITI (=DEBERES).
 Sottolinea (=subraya) i sostantivi della canzone  Cinquantamila lacrime. Sono maschili o femminili? Singolari o plurali?
Scrivili al posto giusto in una tabella (=tabla), come nell'esempio.


SingolarePlurale
Femminile lacrima lacrime
Maschilericordoricordi

Prima lezione d'italiano

Salve (saluto formale)/ Ciao (saluto informale)
Mi chiamo Lucia Patarca
Sono italiana,  di Recanati, nelle (=en las) Marche.
Abito a Barcellona, nel quartiere (=barrio) di Poblenou.
Sono insegnante d’italiano e di cucina italiana.
Ho 41 (quarantuno) anni.
Ho una figlia di 6 anni.
 Mi piace molto (=me gusta mucho) nuotare (=nadar), cucinare (=cocinar), vedere film (=ver películas) e stare con gli amici (=los amigos). Non mi piace per niente (=no me gusta nada) stirare (=planchar) e lavare i piatti (=limpiar los platos)

Perché vuoi imparare l'italiano?
Per amore
Per studio
Per la famiglia
Per gli amici
Perché mi piace la lingua
Perché vado in Italia il prossimo anno o i prossimi mesi. 

PAROLE IMPORTANTI da ricordare:
Anche (=también)
Anch’io (=yo también)
Neanch'io (=yo tampoco)
Anche se (=aunque)
Insieme (=juntos)
In coppia (=en pareja)
Lo stesso (=lo mismo)
E (=y)
Ma/però (=pero)
Adesso /Ora (=ahora)
O/Oppure (=O)
Allora/Quindi (=entonces, pues)
Dopo (=después)
Prima (=antes)
Ancora (=todavía)
Poi (=luego)

DOMANDE E RISPOSTE (=preguntas y respuestas)

Pronomi interrogativi:
Come ti chiami? Lucia / Mi chiamo Lucia
Di dove sei ? Sono italiana, di Recanati, nelle Marche.
Dove abiti adesso? A Barcellona, nel quartiere di Poblenou
Che lavoro fai? Sono insegnante d’italiano e di cucina italiana
Quanti anni hai? Ho 40 (quaranta) anni
Perché sei in Spagna? Per lavoro e per amore
Qual è il tuo numero di telefonino? 656789222

Verbo essere (ser/estar)            Verbo avere (tener)
   io sono                                           io ho
   tu sei                                              tu hai
  lui (=él) è                                       lui ha
  lei (=ella) è                                     lei ha
  Lei (=usted) è                                 Lei ha
  noi siamo                                      noi abbiamo
  voi siete                                         voi avete
  loro sono                                        loro hanno



Infine abbiamo cantato la canzone Volare di Domenico Modugno
 Penso che un sogno così non ritorni mai più
mi dipingevo le mani e la faccia di blu
poi d'improvviso venivo dal vento rapito
e incominciavo a volare nel cielo infinito
Volare oh, oh,
cantare oh, oh
nel blu dipinto di blu,
felice di stare lassù
e volavo, volavo felice più in alto del sole ed ancora più su
mentre il mondo pian' piano spariva lontano laggiù
una musica dolce suonava soltanto per me
Volare oh, oh,
cantare oh, oh
nel blu dipinto di blu,
felice di stare lassù
ma tutti i sogni nell'alba svaniscon' perché
quando tramonta la luna li porta con sé
ma io continuo a sognare negli occhi tuoi belli
che sono blu come un cielo trapunto di stelle
Volare oh, oh,
cantare oh, oh
nel blu degli occhi tuoi blu,
felice di stare quaggiù
e continuo a volare felice più in alto del sole ed ancora più su
mentre il mondo pian piano scompare negli occhi tuoi blu
la tua voce è una musica dolce che suona per me
Volare oh, oh,
cantare oh, oh |
nel blu degli occhi tuoi blu,
 felice di stare quaggiù  - con te





GRAMMATICA: IL FUTURO SEMPLICE
Osserva la tabella:


prima coniugazione
STUDIARE
seconda coniugazione
SMETTERE
terza coniugazione
FINIRE
io studierò smetterò finirò
tu studierai smetterai finirai
lui – lei studierà smetterà finirà
noi studieremo smetteremo finiremo
voi studierete smetterete finirete
loro studieranno smetteranno finiranno
 Alcuni verbi particolari seguono regole diverse per la formazione del futuro semplice:

I verbi che terminano con… aggiungono una "h"
 -care: cercare; mancare  cercherò; mancherò
 -gare: pagare; pregare  pagherò; pregherò
I verbi che terminano con… perdono la "i" finale
 -ciare: baciare; cacciare bacerò; caccerò
 -giare: mangiare; viaggiare mangerò; viaggerò
 -sciare: lasciare; fasciare lascerò; fascerò
 Ora vediamo come formano il futuro semplice alcuni verbi irregolari:


essere avere stare venire
io sarò avrò  starò  verrò
tu sarai avrai  starai  verrai
lui – lei sarà avrà  starà  verrà
noi saremo avremo  staremo  verremo
voi sarete avrete  starete  verrete
loro saranno avranno  staranno  verranno


andare fare dare vedere
io andrò farò darò vedrò
tu andrai farai darai vedrai
lui – lei andrà farà darà vedrà
noi andremo faremo daremo vedremo
voi andrete farete darete vedrete
loro andranno faranno daranno vedranno


volere potere dovere dire
io vorrò potrò dovrò dirò
tu vorrai potrai dovrai dirai
lui – lei vorrà potrà dovrà dirà
noi vorremo potremo dovremo diremo
voi vorrete potrete dovrete direte
loro vorranno potranno dovranno diranno
 Altri esempi di futuro irregolare:
CADERE: cadrò, cadrai, cadrà, ecc.
SAPERE: saprò, saprai, saprà, ecc.
BERE: berrò, berrai, berrà, ecc.
RIMANERE: rimarrò, rimarrai, rimarrà, ecc.
TENERE: terrò, terrai, terrà, ecc.

 USI DEL FUTURO

Il futuro è una forma verbale del modo indicativo, può avere diversi usi, vediamoli insieme:
USO TEMPORALE
Il futuro semplice serve per indicare o per parlare di azioni ancora da compiere, soprattutto se molto lontane nel tempo, per esempio: fra qualche anno andrò a vivere all’estero.

ALTRI USI DEL FUTURO
il futuro può indicare insicurezza, quindi si usa per esprimere un dubbio o una supposizione, per esempio: hanno bussato alla porta, sarà Marta?; che ora sarà?

il futuro si può usare per dare ordini o consigli, per esempio: per la prossima interrogazione ti preparerai meglio; metterai subito in ordine la tua camera.
il futuro serve anche per togliere importanza a un argomento, riconoscendo una situazione come vera, ma sottolineando subito che ciò ha poca importanza. Per esempio: Marco sarà anche un bravo ragazzo (situazione riconosciuta come vera, ma di poca importanza), ma a me è antipatico; avrò pure sessant’anni, ma mi sento ancora giovane.
Questo tipo di futuro si chiama concessivo.

ATTENZIONE!
Spesso gli italiani usano il presente invece del futuro per indicare un’azione che avverrà in un prossimo futuro, per esempio: domani vado in montagna; tra due giorni parto per le vacanze.





VIAGGIO ATTRAVERSO LE 20 REGIONI ITALIANE:
Tutte le regioni italiane (clicca sopra).

GIOCHI SULLE REGIONI E LE CITTÀ ITALIANE: 
http://www.giochi-geografici.com/

BREVI VIDEO SULLE REGIONI ITALIANE: (clicca sopra)


GRAMMATICA: RIPASSIAMO LE PREPOSIZIONI
Le preposizioni che indicano il posto in cui si è o si va (=el lugar en el que se está o se va) sono IN, A e DA.


1) La preposizione 'IN' è usata:
- quando il posto è un continente, una nazione, una regione e un'isola grande:
- Lucia è/va in Italia
- noi siamo / andiamo in Toscana.
- Mia zia vive in America.
- La scorsa estate sono andata in Cina
- Il viaggio più avventuroso che ho fatto è stato in Africa.
- L'ultima vacanza che ho fatto è stata in Tailandia.
- Il viaggio più lungo che ho fatto è stato negli Stati Uniti.

2) La preposizione 'A' è usata:
- quando il posto è una città e un'isola piccola.
Lucia è/va a Roma
- noi siamo/andiamo a Barcellona.
- lo scorso capodanno sono stata a Firenze.
- La prima vacanza che ricordo è stata a Menorca 20 anni fa.
- Il limoncello più buono che ho assaggiato è stato a Ischia.


3) La preposizione 'DA' è usata:
- quando il posto è una persona:
- sono / vado da Carla
-sono / vado dal dentista.

Per ripassare di più clicca qui:
 http://scusiparlaitaliano.blogspot.com.es/search?q=IN+


 GRAMMATICA: RIPASSIAMO I PRONOMI

Pronomi Personali
Soggetto
Pronomi diretti
(rispondono alle domande CHI, CHE COSA)
Pronomi indiretti
(rispondono alle domande A CHI, A CHE COSA)
Pronomi riflessivi (quando l'azione si riflette sul soggetto)
io
tu
lei (ella)
lui (él)
Lei (usted)
noi
voi
loro
mi
ti
la
lo
La
ci
vi
le (=las)
li (=los)
mi (a me)
ti (a te)
le (a lei)
gli (a lui)
Le (a Lei)
ci (a noi)
vi (a voi)
gli (a loro)
mi
ti
si
si
si
ci
vi
si






Lessico: cibo 

CARNE: 
di pollo, di coniglio (=conejo), di tacchino (=pavo), di agnello (=cordero), di vitello (=ternera), di maiale (=cerdo), di cavallo, di fagiano (=faisán), di quaglia (=codorníz).

Pesce: il merluzzo, la dorata, il baccalà, lo sgombro (=caballa), il branzino (=lubina), la sardina, le alici (=boquerones), il salmone, la triglia (=salmonete), la trota (=trucha), le acciughe (=las anchoas), il nasello (=la pesccadilla),il tonno (=atún), la coda di rospo (= rape).
Crostacei e frutti di mare: le cozze (=mejillones), le vongole (=almejas), le telline, le ostriche (=ostras), l'astice (=bogavante),il gamberetto (=camarón), il gambero (=gamba), gli scampi (=langostinos), il granchio (=cangrejo).

Legumi: i ceci (=garbanzos), le lenticchie (=lentejas), i piselli (=guisantes),  i fagioli (=judías), i fagiolioni (=judias verdes), le fave (=habas).


Le espressioni di tempo con la preposizione DA:

 In queste frasi  la preposizione DA indica la durata:

 Da quanto tempo (=desde cuándo) vivi a Berlino?

Ormai vivo  a Berlino da vent'anni (=desde hace 20 años). 
- Da quanto tempo studi italiano?
Da tre anni più o meno.
- Da quanto tempo lavori?
Da trentacinque anni.
- Studio inglese da molto tempo (=face mucho tiempo)
- È da molto tempo (hace mucho) che non vedo Paolo.

 In queste frasi la preposizione DA indica l'inizio:
- Sono a Berlino dal (=desde) primo al dieci aprile.
- È da lunedì (=desde el lunes) che vado a un corso di informatica
- È da tre anni che studio italiano. 

L'avverbio FA indica l'inizio dell'azione:
Quando ti sei sposata?
Vent'anni fa (hace 20 años).
- Cinquant'anni fa ho iniziato a lavorare.




Dialogo al telefono: prenotare una stanza d'albergo

R.- Pronto, Hotel Giulietta, Buongiorno.
C.- Buongiorno, chiamo dal Canada. Vorrei sapere se avete una stanza (=una habitación) per due persone per il ventisei di giugno, per quattro notti.
R.- Un momento che controllo le prenotazioni....Sí, abbiamo ancora posto (=sitio).
C.- Bene, quanto costa?
R.- Allora, sono cento euro con la prima colazione.
C.- D’accordo e senta, scusi, vorrei sapere se la stanza ha il bagno.
R.- Sí, certo, tutte le stanze hanno il bagno in camera.
C.- Benissimo,  è possibile prenotare una camera con vista, magari (=tal vez) con un balcone?
R.- Purtroppo (=desafortunadamente/lo siento) non abbiamo stanze con balcone, però posso darLe una stanza da cui (desde la cual) si vede l’Arena.
C.- Ah, va bene, allora prenoto una stanza doppia.
R.- Ha detto per quattro notti?
C.- Sí, ci fermiamo il 26, 27, 28, 29 e ripartiamo il 30 mattina.
R.- Va bene, scusi, mi dice il suo nome, per favore?
C.- Todd Cooper
R.- Scusi, come si scrive?
C.- Ti, O, doppia D, Ci, doppia O, Pi, E, Erre.
R.- Va bene, d’accordo
C.- Vi devo mandare (=os tengo que enviar) una caparra (=una señal)?
R.- No, non è necessario se paga con la carta di credito.
C.- Ah, benissimo. Vuole che Le lasci il numero adesso?
R.- Sí, grazie.
C.- È una Visa e il numero è 035472632638
R.- Va bene allora L’aspettiamo per i 26 di giugno.
C.- Grazie e buongiorno
R.-ArrivederLa






LESSICO: Descrivere la forma, il materiale e l'uso degli oggetti.

Forma: quadrato, rotondo, ovale, triangolare, rettangolare, piramidale. Materiale: plastica, vetro, carta, cartone,  legno, terra, metallo (ferro, bronzo, rame, argento, oro), tessuto (lino, cotone, seta, acrilico), avorio, marmo, ceramica, pelle, cemento, argilla, fango.
Consistenza: pesante/leggero, lungo/corto, piccolo/grande, duro/morbido, ruvido/morbido, sottile /spesso.

Compiti: descrivere almeno tre oggetti (come sono fatti e a che cosa servono). 






GRAMMATICA: IMPERFETTO
L’indicativo imperfetto è un tempo del passato usato per:

-descrivere persone (stati fisici e psicologici), luoghi e condizioni generali; si usa tipicamente con verbi che non indicano un'azione ma uno stato, come essere, avere, sapere, sembrare: ieri avevo sonno / la giornata era bella, splendeva il sole, ma faceva freddo / quando ero piccola avevo lunghi capelli castani.

- descrivere azioni in corso, azioni che durano, di cui non si vede l'inizio e la fine: c'era una bella atmosfera, molti ragazzi che ballavano e ridevano.

- raccontare fatti passati che si ripetono con abitudine: l’anno scorso andavo in piscina tre volte alla settimana / quando ero piccola andavo al mare in Calabria / di sera uscivo sempre con i miei amici

- per fare richieste cortesi: Buongiorno, volevo un litro di latte

CONIUGAZIONE DELL’INDICATIVO IMPERFETTO


giocare temere sentire
io giocavo io temevo io sentivo
tu giocavi tu temevi tu sentivi
lui-lei giocava lui-lei temeva lui-lei sentiva
noi giocavamo noi temevamo noi sentivamo
voi giocavate voi temevate voi sentivate
loro giocavano loro temevano loro sentivano

L’imperfetto dei verbi essere e avere:
essere (irregolare) avere
io ero io avevo
tu eri tu avevi
lui-lei era lui-lei aveva
noi eravamo noi avevamo
voi eravate voi avevate
loro erano loro avevano
 Ora osserva la tabella con la coniugazione dell’indicativo imperfetto dei verbi modali:
potere dovere volere
io potevo io dovevo io volevo
tu potevi tu dovevi tu volevi
lui-lei poteva lui-lei doveva lui-lei voleva
noi potevamo noi dovevamo noi volevamo
voi potevate voi dovevate voi volevate
loro potevano loro dovevano loro volevano
e tre verbi irregolari:
fare: facevo, facevi, faceva,facevamo, facevate, facevano
dire: dicevo, dicevi, diceva,dicevamo, dicevate, dicevano
bere: bevevo, bevevi, beveva, bevevamo, bevevate, bevevano.



Imperfetto di c'è / ci sono (=hay)
C'era (=había)
Ieri in Piazza di Spagna c'era molta gente (C'ERA  e non 'aveva molta gente').

C'erano (=había)
Ieri davanti casa mia c'erano molte macchine parcheggiate (C'ERANO e non 'aveva molte macchine')


Imperfetto di mi piace / mi piacciono:
Mi piaceva (=me gustaba)
Da giovane mi piaceva suonare il pianoforte (MI PIACEVA, terza persona singolare, e non 'mi piacevo').
Quando eri piccola, ti piaceva andare a scuola?

Mi piacevano (=me gustaban)
Da giovane mi piacevano i libri di avventura. 


COMPITI: scrivere 10 frasi come nell'esempio
- Quando ero giovane giocavo a pallavolo, adesso invece non ci gioco più.
- Da giovane mi piaceva molto leggere i fumetti, adesso invece non li leggo più.



GRAMMATICA
Pronomi Diretti: usiamo i pronomi diretti con verbi transitivi per sostituire un oggetto diretto (senza preposizione). Di solito vanno prima del verbo.
Leggi il giornale? Sì, lo leggo (lo= il giornale)
Mangi gli spaghetti? Sì, li mangio (li= gli spaghetti)
Conosci quelle ragazze? No, non le conosco (le= le ragazze)




Singolare Plurale
1ª persona mi ci
2ª persona ti vi
3ª persona femminile la (La) le
3ª persona maschile lo li
I pronomi diretti singolari LO e LA possono diventare L' davanti a una parola che comincia per vocale:
- Chi accompagna Paola? L'accompagna Mario.
- Questa canzone è bellissima, l'ascolto sempre.

I pronomi plurali LI e LE non prendono mai l'apostrofo:
- Chi accompagna i bambini a scuola? Li accompagna la mamma.
- Queste canzoni sono bellissime, le ascolto sempre.

Quando c'è un verbo + infinito, il pronome diretto può andare prima del verbo o dopo l'infinito.
- Vuoi la cioccolata? No grazie, non la posso mangiare
                               No grazie, non posso mangiarla

Il pronome diretto LO può sostituire anche una frase, con il significato di 'questo':
- Che cosa è successo? Non lo so (=non so che cosa è successo; non so questo)
ESEMPI:
Quando fai la spesa? La faccio il sabato mattina
Quando fai le pulizie? le faccio il fine settimana
Quando leggi il giornale? Lo leggo tutti i giorni
Dove metti i libri? Li metto sul tavolo
Inviti a cena i tuoi cugini? Sì, li invito

GRAMMATICA: 
Pronomi diretti e il participio passato:
Quando i pronomi diretti lo, la, li , le, sono prima di un tempo composto (passato prossimo, trapassato prossimo, futuro anteriore. ecc..), il participio passato concorda con i pronomi in genere e numero (finisce con -o, -a, -i, -e).

- Hai comprato il giornale? Sì, l'ho comprato ieri
- Hai comprato i giornali? No, non li ho ancora comprati
- Hai spento la luce? No, non l'ho ancora spenta
- Hai spento le luci? Sì, le ho spente

COMPITI: fare gli esercizi 3 e 4 a pagina 91,92



 l'uso della particella ci con significativo locativo. Spesso usiamo la particella ci per non ripetere un luogo di cui abbiamo già parlato:
- Sei mai stato/-a a Roma?
  Sì, ci sono stata due anni fa (ci = a Roma)
- Sei andato/-a in Sicilia in vacanza?
   Sì, ci sono andato/-a con mia moglie (ci = in Sicilia)
- Quanto tempo sei rimasto/-a a Torino?
  Ci sono rimasto/-a un mesa (ci = a Torino)
- Sei andato/-a in biblioteca a studiare?
  Sì, ci vado ogni giorno (ci = in biblioteca)
- Quando vai a lezione d'italiano?
  Ci vado il mercoledì sera. (ci = a lezione d'italiano)
Abbiamo ascoltato la canzone di Lorenzo Jovanotti 'Per te'.



In classe, abbiamo risposto a queste domande:
-Chi può essere il te nel testo? La mamma, la figlia/il figlio, la moglie/la fidanzata, il papà, un'amica/un amico, Dio.
- Qual è il ritornello (=el estribillo) di questa canzone?
- Dopo aver ascoltato la canzone, scrivi i nomi dei colori e dei mesi che riconosci.

Abbiamo ripassato gli articoli determinativi (la/l' - le; il-i; lo/l'- gli) e completato la tabella delle preposizioni articolate.



Per compiti:

Prova a scrivere 5 frasi come quelle della canzone e componi una ninna nanna (=una nana) per una persona a scelta tra: tua moglie, tuo marito, tuo figlio/tua figlia, tuo padre/tua madre, il tuo vicino di casa/ la tua vicina di casa, il presidente del governo. Fai attenzione all'articolo determinativo e alla preposizione articolata.
Esempio: per mia figlia
è per te il succo delle arance e l'aquilone (=la cometa) vola, 
è per te il caldo dell'estate e il freddo dell'inverno
è per te il dolce delle caramelle e delle torte al cioccolato
è per te ogni casa che c'è ninna na ninna e....




GRAMMATICA: l'aggettivo bello
Anche l'aggettivo bello si comporta come l'aggettivo quello, modificando la desinenza e seguendo le regole dell'articolo determinativo:
la donna: è una bella donna                sono delle belle donne
l'agenda: è un bell'agenda                  sono delle belle agende
il bambino: è un bel bambino             sono dei bei bambini
L'uomo: è un bell'uomo                      sono dei begli uomini
lo spettacolo:  è un bello spettacolo    sono dei begli spettacoli




GRAMMATICA: AGGETTIVO E PRONOME DIMOSTRATIVO QUELLO (=aquel, eso)
Quello, quando si usa come aggettivo, modifica la desinenza seguendo le regole dell'articolo determinativo:
il tavolo: quel tavolo
i tavoli: quei tavoli

l'uomo: quell'uomo
gli uomini: quegli uomini

lo zaino: quello zaino
gli zaini: quegli zaini 

la donna: quella donna
le donne: quelle donne

l'amica: quell'amica
le amiche: quelle amiche

Quando invece lo usiamo come pronome si comporta come un aggettivo: quello, quelli, quella, quelle 
*Sto cercando quella valigia (qui è aggettivo) che ci ha regalato tua sorella?
- Quale?
*Quella rossa (qui è pronome)
- Dev'essere in quell'armadio (qui è aggettivo)





GRAMMATICA: Il pronome ne con VALORE PARTITIVO indica una parte di una quantità e sostituisce i nomi, per esempio:

- quanti errori hai fatto? Ne (di errori) ho fatti pochi

- hai mangiato tutti i biscotti? No, ne (di biscotti) ho mangiati due.



Ne indica anche una quantità zero:

- hai dello zucchero? No, non ne (di zucchero) ho più.



Il ne partitivo quindi si usa:

- quando indica una parte del tutto

- quando indica una quantità corrispondente a zero, cioè niente o nessuno.

Non si usa ne, ma si usano i pronomi diretti lo-la-li-le quando si parla del tutto, per esempio:

- hai portato i panini? Sì. li ho portati tutti.

- hai mangiato la torta? Sì, l'ho mangiata tutta.


ATTENZIONE

⇒Nei tempi composti il participio concorda con il nome sostituito da ne:

- quante matite hai comprato? Ne ho comprate dieci

- quanti amici hai invitato? Ne ho invitati molti.

⇒Se la quantità indicata è zero (niente o nessuno) il participio concorda nel genere (maschile-femminile) ma non nel numero (singolare-plurale): hai visto le tue amiche? No, non ne ho vista nessuna.

GRAMMATICA: Il pronome NE si usa anche per sostituire un complemento indiretto introdotto dalla preposizione di: 
Bruno parla spesso di sport? No, non ne parla mai  (il ne sostituisce 'di sport')
Hai bisogno di questi pantaloni per il viaggio? Sì, ne ho bisogno (il ne sostituisce 'di questi pantaloni').
Hai voglia di un gelato? Sì, ne ho molta voglia (il ne sostituisce 'di un gelato').
Giorgio ha scritto un libro, ma non ne parla mai (il ne sostituisce 'del libro').

 Ne può sostituire una proposizione:
Credi che domani ci sarà bel tempo? Ne dubito (ne= di questo, ossia, 'che domani ci sarà bel tempo').


Lessico: i colori
         
 Indosso una camicia gialla e dei pantaloni verdi

I colori indicano una qualità di un oggetto. Per questo, come ogni aggettivo qualificativo, in italiano concordano in genere e numero con il nome al quale si riferiscono:
un cappotto nero
un abrigo nero
due cappotti neri
dos abrigos neros
una gonna rossa
una falda roja
due gonne rosse
dos faldas rojas
La maggior parte dei colori sono aggettivi in -o (a 4 uscite: bianco, nero, rosso, giallo, grigio, azzurro), alcuni sono in -e (quindi a due sole uscite, una per il singolare ed una per il plurale: verde,marrone, arancione, celeste, turchese), ed altri ancora rimangono invariati nel genere e nel numero (rosa, viola, blu, lilla, beige, bordeaux).

Esempio:
Lucia porta / ha / indossa dei pantaloni blu  a vita bassa

                                         dei calzini a righe rosse
                                         dei jeans lilla
                                         dei guanti bianchi
                                         delle scarpe marroni
                                         degli occhiali da vista con montatura gialla
                                         degli zoccoli verdi
                                         degli stivali neri

 
Lessico: l'abbigliamento ed i vestiti.
Come siamo abbigliati? Che cosa indossiamo? (=cómo vestimos?)
Conoscere il vocabolario dell'abbigliamento è molto importante: esso fa parte della conversazione di tutti i giorni ed è utilissimo per andare a fare shopping nei negozi italiani.

Puoi essere vestito elegante, sportivo o casual, ma dalla mattina quando ti vesti e ti metti le scarpe, alla sera quando ti spogli e ti togli le scarpe, sei sempre circondato da vestiti!



        

Abbigliamento  
Vestuario


Capo / Vestito /Indumento

     Prenda

Negozio d'abbigliamento

   Tienda de ropa

Taglia
Talla

Abito da sera
Traje

Camicia
Camisa

Camicia di seta
Camisa de seda

Canottiera
Camiseta

Canottiera di cotone
Camiseta de algodón

Cappotto
Abrigo

Giacca in pelle
Chaqueta de cuero

Giacca a vento
Chaqueta rompeviento


Gonna
Falda

Jeans
Pantalón vaquero

Maglietta
Camiseta

Maglietta a strisce/righe
Camiseta a rayas

Maglione
 Jersey

Maglione di lana
Jersey de lana

Mutande
Bragas

Pantaloni
Pantalones

Pantaloni a quadri
Pantalones a cuadros

Pantaloni in lino
Pantalones de lino

Tuta sportiva
Chandal








Scarpe
Zapatos

Accessori
Accesorios

Scarpe sportive
Bambas

Sandali
Sandalias

Stivali
Botas

Ciabatte
Zapatillas

Cappello
Sombrero

Borsa
Bolso

Cravatta
Corbata

Zaino
Mochila

Sciarpa
Bufanda

Occhiali
Gafas 

Calze
Medias

Collant
Medias / Pantys

Guanti
Guantes

Scialle
Chal

Cintura
Cinturón 






















GRAMMATICA:
Per esprimere necessità in italiano si usano queste due espressioni: .

- Ci vuole / occorre + sostantivo singolare (=se necesita) 
Per fare una buona paella quanto tempo ci vuole/ occorre? Ci vuole/ occorre almeno un'ora.
Per scrivere ci vuole/occorre una penna.
Per sopportare quella persona ci vuole/occorre tanta pazienza.
Per fare la pasta a mano non ci vuole/occorre molto tempo.
Per andare in quell'agriturismo (=casa rural) ci vuole/occorre la macchina

- Ci vogliono/occorrono + sostantivo plurale (=se necesitan)
Per andare a Madrid in macchina ci vogliono/occorrono almeno 4 ore.
Per comprare una casa ci vogliono/occorrono molti soldi.
Per arrivare a casa ci vogliono/occorrono ancora dieci minuti.

Usiamo invece un altro verbo pronominale "metterci" (=tardar, necesitar), quando vogliamo rendere la frase personale. In questo caso il verbo si coniuga in tutte le persone: io ci metto, tu ci metti, lui/lei ci mette, noi ci mettiamo, voi ci mettete, loro ci mettono:
Quanto tempo (tu) ci metti per fare una paella? (io) ci metto un'ora.
Quanto (voi) ci mettete a finire i compiti? (noi) ci mettiamo poco tempo.


Qui trovate degli esercizi da fare con soluzione:
ci vuole/ ci vogliono / bisogna (clicca sopra)
C'è / ci sono  ci vuole /ci vogliono (clicca sopra)
Volerci / Metterci (clicca sopra)

Per compiti: scrivere delle frasi con bisogna, c'è bisogno di, avere bisogno di, ci vuole/ci vogliono e metterci. 

GRAMMATICA: per indicare la necessità di compiere una determinata azione,  in italiano abbiamo forme impersonali e personali: 
Le forme impersonali:
- Bisogna + infinito (=hay que+ infinitivo)

Bisogna mangiare in fretta il gelato altrimenti si scioglie.
Per andare a Capri bisogna prendere il traghetto. 
Bisogna vedere questo film, tutti ne parlano. 

- C’è bisogno di + infinito o nome (=hace falta)
Non c’è bisogno di urlare, non sono sordo!
Secondo me il problema è semplice e non c’è bisogno di (non è necessario) essere Einstein per risolverlo. 

Forma personale: 

- Avere bisogno di + infinito o nome (=necessitar + infinitivo o sustantivo). Costruzione personale: io, tu, lui/lei/Lei, noi, voi, loro)  

Sono troppo stanca, ho bisogno di riposarmi un po’.
Tu non hai bisogno di nessuno!!
Noi abbiamo bisogno di fare una pausa.
Non ti lamentare sempre; si può sapere di che cosa hai bisogno per stare bene?

Compiti: scrivere delle frasi con 'bisogna', 'cè bisogno di' e 'avere bisogno di'. 




Domande e risposte:

- Anna, sei stata a Parigi? (=¿has estado en París?)
Sí, ci ('ci' sostituisce 'a Parigi') sono stata l'estate scorsa (=estuve el verano pasado).

- Carlo, sei stato in India? (=has estado en India?)
- No, non ci sono mai stato (=no, nunca estuve)

- (Voi) siete stati a Madrid?
- Sì, (noi) ci siamo stati tre anni fa (=hace tres años)
  
Attenzione alle concordanze: 
- Mio marito è stato in Germania per lavoro.
- Mia moglie è stata a Stoccolma in vacanza.
- I miei figli sono stati in vacanza in Giappone.
-Le mie figlie sono state in vacanza a Maiorca. 




Preposizioni di luogo: in e a
in+nazione    in Italia, in Spagna, in Germania
in+regione    in Catalogna, in Toscana, in Bretagna
in+continente     in Europa,  in Africa
in+isole grandi    in Sicilia, in Sardegna

a+città     a Barcellona, a Roma, a Londra
a+isole piccole   a Ibiza, a Maiorca, a Capri





Compiti: esercizi 4 e 5 a pagina 72 delle fotocopie.




-Buonasera, cosa voleva?
- Senta, avevo bisogno di un po' di macinato (=carne picada) per fare il ragù (=salsa boloñesa). Mia moglie ha deciso di fare le lasagne per il pranzo di Natale. Ce l'ha?
- Ma certo, Le serve di manzo o di vitello (=de buey o ternera) ?
- Di manzo.
- Quanto ne vuole?
- Mah, non saprei, mia moglie mi ha detto di chiedere a Lei?
- In quanti siete?
- Siamo una decina.
- Allora ne serve mezzo chilo. Ecco qua, sono esattamente 550 grammi. Le va bene lo stesso?
- Sì, certo, lasci, lasci.
- Poi?
- Volevo degli affettati, un etto e mezzo di pancetta, un etto di prosciutto crudo e un etto di prosciutto cotto.
- Che crudo vuole, Parma o San Daniele?
- Bhe, dipende dai gusti, il San Daniele è più dolce, il Parma invece è più saporito.
- Mi dia il Parma, allora, ma non sarà troppo grasso, vero?
- Ma no, guardi com'è magro.
- Va bene allora.
- Vuole dell'altro? (=alguna cosa más)
- Sì, mi serve anche un pezzo (=un trozo) di formaggio per le lasagne.
- Questo pezzo di fontina, Le va bene?
- Quanto sarà?
- Mah, saranno 3 etti. Ma vediamo subito: sono esattamente 325 grammi.
Sì, sì va bene.
- Altro?
- Volevo anche una fetta di lardo (=una loncha de tocino).
- Purtroppo l'ho finito, ma mi deve arrivare più tardi. Riesce a ripassare?
- Fino a che ora è aperto?
- Fino alle sette e mezza.
- Stasera non riesco a ripassare. Domani mattina a che ora apre?
- Alle 9 e mezza.
- Allora ripasso domani.
- Le faccio il conto. Allora sono in tutto 19 Euro. Ecco a Lei. Grazie e Buon Natale. Mi saluti anche sua moglie.
- Grazie sarà fatto. Auguri anche a Lei e alla Sua famiglia.



GRAMMATICA: DI + ARTICOLO DETERMINATIVO CON SIGNIFICATO PARTITIVO
In alcuni casi la preposizione di + l'articolo determinativo indica una quantità non specifica. In questo senso ha una funzione che si chiama partitiva. 
- Al singolare di + l'articolo determinativo si usa principalemte con sostantivi non numerabili

Se vai al supermercato, compra del pane e dello zucchero (=si vas al supermercado, compra pan y azucar). 
Che cosa c'è in frigorifero?
C'è dell'acqua, del vino, della birra, del formaggio, della verdura, della carne, della pasta, dello yogurt, del burro (=mantequilla), del prosciutto....

- Al plurale abbiamo già visto che di + articolo determinativo si usa come articolo indeterminativo plurale: 
Ho comprato dei libri
Quel negozio ha dei vestiti molto belli.


Aggettivi visti a lezione, descrivendo a Michele Obama
Bassa (=bajo) Alta
Magra (=delgada) snella (=esbelta) Grassa (=gorda)
Bionda (=rubia) Bruna/mora (=morena) / castana (=castaño)
Sana Malata
Forte Debole
Introversa (=intorvertida) Estroversa (=extrovertido)
Amabile, simpatica Antipatica, scortese
Attiva Pigra (=perezosa)
Famosa Anonima
Intraprendente (=emprendedora) Passiva
Ricca Povera
Umile Boriosa, vanitosa (=presumido)

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