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lunedì 2 marzo 2015

LA CITTÀ


Una canzone del 1969, 'Com'è bella la città', del grande Giorgio Gaber (1939-2003) cantautore, commediografo e attore. Ha inventato il 'teatro canzone', un tipo di spettacolo teatrale su un tema specifico che include canzoni, monologhi e racconti.


Vieni vieni in città che stai a fare in campagna
se tu vuoi farti una vita devi venire in città.

Com'è bella la città , com'è grande la città
com'è viva la città, com'è allegra la città.

Piena di strade e di negozi e di vetrine piene di luce
con tanta gente che lavora, con tanta gente che produce.
Con le reclames sempre più grandi, coi magazzini le scale mobili
coi grattacieli sempre più alti e tante macchine sempre di più.

Com'è bella la città, com'è grande la città
com'è viva la città, com'è allegra la città.

Vieni vieni in città, che stai a fare in campagna
se tu vuoi farti una vita devi venire in città.

Com'è bella la città, com'è grande la città
com'è viva la città, com'è allegra la città.

Piena di strade e di negozi e di vetrine piene di luce
con tanta gente che lavora, con tanta gente che produce.
Con le reclames sempre più grandi, coi magazzini le scale mobili
coi grattacieli sempre più alti e tante macchine sempre di più.

Com'è bella la città, com'è grande la città
Com’è viva, la città com’è.

Vieni vieni in città che stai a fare in campagna
se tu vuoi farti una vita devi venire in città.

Com'è bella la città, com'è grande la città
com'è viva la città, com'è allegra la città.

Piena di strade e di negozi e di vetrine piene di luce
con tanta gente che lavora, con tanta gente che produce.
Con le reclames sempre più grandi, coi magazzini le scale mobili
coi grattacieli sempre più alti e tante macchine sempre di più.

Com'è bella la città, com'è grande la città
com'è viva la città ,com'è allegra la città.

Com'è bella la città , com'è grande la città
com'è viva la città, com'è allegra la città.

Piena di strade e di negozi e di vetrine piene di luce
con tanta gente che lavora con tanta gente che produce.
Con le reclames sempre più grandi coi magazzini le scale mobili
coi grattacieli sempre più alti e tante macchine sempre di più
sempre di più sempre di più sempre di più.

giovedì 26 febbraio 2015

Vado al mare o vado in montagna?


Le preposizioni che indicano il posto in cui si è o si va (=el lugar en el que se está o se va) sono IN, A e DA.
REGOLA:
1) La preposizione 'IN' è usata:
- quando il posto è un continente, una nazione o una regione: Lucia è/va in Italia; noi siamo /andiamo in Toscana.

- con uno dei nomi della lista sottostante.

2) La preposizione 'A' è usata:
- quando il posto è una città: Lucia è/va a Roma; noi siamo/andiamo a Barcellona.
- con uno dei nomi della lista sottostante.

3) La preposizione 'DA' è usata:
- quando il posto è una persona: sono /vado da Carla; sono / vado dal dentista.


Vado (=voy), sto/sono (=estoy) rimango/resto (=me quedo)
IN
LA CASA
in casa
in bagno
in sala
in cucina
in giardino
in camera

LA CITTÀ
in città
in paese
in autobus
in metropolitana
in macchina
in piscina
in piazza
in negozio
in banca
in fabbrica
in strada
in ufficio
in ospedale

Con i nomi che finiscono con 'ia':
in trattoria
in birreria
in pizzeria
in macelleria
in salumeria
in panetteria
in farmacia

LA VACANZA
in vacanza
in montagna
in campagna
in barca
in discoteca
in tenda
in albergo
Vado (=voy), sto/sono (=estoy) rimango/resto (=me quedo)
A
LA CASA
a casa
a letto

PER MANGIARE
a colazione
a pranzo
a merenda
a cena
al ristorante

LA CITTÀ
al caffè
al bar
al supermercato
al mercato
a scuola
al cinema
a teatro
al parco

LA VACANZA
all'estero (=en el extranjero)
al mare
alla stazione
all'aeroporto
al porto

Vado (=voy), sto/sono (=estoy) rimango/resto (=me quedo)
DA
Con nomi che indicano le professioni:

dal dentista
dal meccanico
dal mecellaio / dalla macellaia (=carnicero/-a)
dall'avvocato
dal dottore/dalla dottoressa

Con nomi propri:
da Mario, da Anna, da Lucia....

Con nomi che indicano parentela:
dalla mamma
dai nonni
dai miei zii

Con i pronomi personali:
da me
da te
da lei
da lui
da noi
da voi
da loro



mercoledì 18 febbraio 2015

SPAGNOLO-ITALIANO: FALSI AMICI

 Come scriveva Juan Arias nel 1984:
"Se ha llegado a creer que españoles e italianos se entienden en seguida sin haber estudiado antes los respectivos idiomas. Nada más falso. Son dos lenguas que no se pueden entender ni menos hablar si no se estudian a fondo. (...) ambos idiomas son tan distintos como la gente que los habla. Una vez fui testigo en la trattoria romana La Toscana, en la Fontana de Trevi, de algo muy curioso y sintomático. Un español recién llegado de Francia se quejaba del carácter antipático de los franceses, y me decía: "Aquí da gusto, te entiendes en seguida con la gente". Y mantuvo una larga conversación con un camarero, entre risas y palmotadas en la espalda e intercambio de fotos y de señas. Pero de lo que no se enteraron fue de que durante todo el tiempo el español hablaba de un tema y el camarero de otro. ". da Españoles e italianos de Juan Arias (El País, 28 marzo 1984, clicca sopra per leggere l'intero articolo)
 

La somiglianza tra italiano e spagnolo aiuta quando impariamo la lingua, ma più spesso porta a sottovalutare le differenze e ancor peggio  porta ai malintesi come questo che mi capitò appena arrivata a Barcellona. Ero al telefono con un ragazzo gallego il quale cercava di avere un appuntamento con me ed io, che allora non sapevo lo spagnolo (solo aggiungevo le s alla fine di ogni parola), gli risposi che ero imbarazzata dalla sua spontaneità. Il ragazzo non mi ritelefonò più!! 
E chi sapeva allora che dire estoy embarazada equivalesse a sono incinta.  
Ricordo anche di aver detto a un professore dell'università di tener dificultad a exprimirme en español. Il professore avrà di certo riso della mia beata ignoranza e del fatto che in Italia para expresarse haya que exprimirse.
L'universo dei falsi amici (parole spagnole uguali o simili in italiano ma con significato diverso) è vasto e, quando uno ne conosce le dimensioni e le sfumature, può divertirsi nei giochi di parole. Nel link seguente troverete una lista di falsi amici: http://plida.it/plida/images/stories/documenti/spagnolo.pdf

Concludo con un brano tratto dalla rubrica falsos amigos della web della scuola d'italiano di Zaragoza:
http://www.dantezaragoza.com/tag/falsos-amigos/). 

Cuando llegaron al hotel de Florencia, Pepe se adelantó con las maletas mientras su mujer se quedaba en la calle mirando escaparates. El recepcionista le pregunta “Ha prenotato?”(1) Pepe, perplejo, le dice “¿Cómo voy a pernoctar si acabo de llegar? El recepcionista repite la pregunta y Pepe, ya un poco mosqueado le dice “¿Pero no me ve que acabo de llegar con las maletas en la mano? Pernoctar pernoctaré a partir de esta noche, si usted me deja, y haga el favor de mirar el libro de reservas, que reservé hace casi un mes”.
Agustina, mientras tanto, ha entrado en una tienda de moda y se ha probado un modelito que le ha encantado. Al ver el precio (700 euros) le dice a la dependienta “¿No hay algo más barato?” La dependienta contesta asombrada “¿Baratto? Scusi, signora, ma qui deve pagare, non accettiamo baratti" (2) Agustina sale de la tienda ligeramente indignada.
Durante su estancia en el hotel, les invitan a un lunch promocional. Al entrar al salón, les preguntan “Siete invitati?” (3) Pepe responde “¿Cómo que siete invitados? Si solo vengo yo con mi mujer…” “Ma siete invitati?” -insiste la azafata en la puerta. “¡Caray, solo somos dos invitados, señorita! ¡Haga el favor de dejarnos entrar!” “Mi dispiace, ma se non siete invitati non potete entrare, dove sono i vostri inviti?" (4) -insiste la azafata.
Por no discutir, el matrimonio español sale del hotel a dar un paseo.
Pepe prefiere dar una vuelta por la zona del Duomo, mientras Agustina, que quiere volver a España con un nuevo look, se mete en un elegante salón de belleza. Se sienta y le dice al estilista “¿Podría rizzarme il pelo, siñore?” El peluquero, conteniendo la risa, le responde: “Beh, non lo so ancora signora, ma ce la metterò tutta” (5). Asustada por la frase anterior y nada segura de lo que le van a hacer, sale pitando de la peluquería.
Al cabo de un rato se reúne con su marido en una cafetería para tomarse su último café en Italia. “Un cortato y un café con leche, per favore.” “Scusi, ma non ho capito niente, signora” -le dice el camarero. “Póngame pues dos capuchini”-dice resignada.
Pepe, ojeando Il Corriere della Sera que acaba de comprar, le comenta a su mujer. “La verdad es que es un país precioso, Florencia y la Toscana es más bonito todavía de lo que nos habían dicho”. “Sí, -responde Agustina-, y además hemos entendido prácticamente todo. Si ya lo decían hace años en la tele, el italiano es fáchile e divertente. No hace falta estudiarlo. Anda trae, dame ese periódico, que te voy a traducir lo primero que encuentre”. Abre una hoja cualquiera y se encuentra con esta foto a toda página:
 
FOLLA CON IL PAPA A SAN PIETRO (6)
“Ejem… ejem. Venga, Pepe, levántate y paga que nos tenemos que ir al aeropuerto…”
FIN

(1) ¿Ha reservado?
(2) ¿Trueque? Perdone, señora, pero aquí debe pagar. No aceptamos trueques.
(3) ¿Están invitados?
(4) Lo siento, pero si no están invitados no pueden entrar. ¿Dónde están sus invitaciones?
(5) ¿Me puede poner el vello de punta? Eh, todavía no lo sé, pero haré todo lo posible.
(6) La muchedumbre con el Papa en San Pedro

lunedì 19 gennaio 2015

LESSICO: LA FAMIGLIA


Mio padre e mia madre sono i miei genitori (=mis padres)
Il marito la moglie formano una coppia sposata (=el marido y la mujer forman una pareja casada).
Mio figlio e mia figlia sono i miei figli (=mis hijos)/ le mie figlie (=mis hijas)
Mio fratello e mia sorella sono i miei fratelli (=mis hermanos)/ le mie sorelle (mis hermanas)
Mio nonno e mia nonna sono i miei nonni (=mis abuelos)/ le mie nonne (mis abuelas)
Mio zio mia zia sono i miei zii (=mis tios)/ le mie zie (mis tias)
Mio cugino e mia cugina sono i miei cugini (=mis primos)/ le mie cugine (mis primas)
Mio nipote e mia nipote sono i miei nipoti (=mis nietos o mis sobrinos)/ le mie nipoti (mis nietas o mis sobrinas)
Mio suocero e mia suocera sono i miei suoceri (=mis suegros)
Mio cognato mia cognata sono i miei cognati (=mis cuñados)/ le mie cognate (mis cuñadas)
Mio genero mia nuora sono i miei generi (=mis yernos).