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ITALIANO LIVELLO 0

Salve (saluto formale) 

Ciao (saluto informale)

Mi chiamo Lucia Patarca, sono italiana, sono di Recanati, nelle (=en las) Marche.


 QUESTA È RECANATI, LA MIA CITTÀ


E QUESTO È UN VIDEO, SEMPRE DELLA MIA CITTÀ




Salve...mi presento:
Mi chiamo Lucia Patarca, sono italiana, di Recanati, nelle Marche (=en las Marcas). Abito a Barcellona, nel quartiere (=en el barrio) di Poblenou. Sono insegnante d’italiano e di cucina italiana. Ho (tengo) 44 (quarantaquattro) anni e ho una figlia di 9 (nove) anni. Mi piace molto (=me gusta mucho) nuotare (=nadar), cucinare (=cocinar), vedere film (=ver películas), suonare il pianoforte (=tocar el piano), cantare e stare con gli amici (=los amigos). Non mi piace per niente (=no me gusta nada) stirare (=planchar), il calcio (=el futbol), guidare (=conducir), lavare i piatti (=limpiar los platos) e fare la fila (=hacer cola).
IMPORTANTE:
Quando non capisci la tua insegnante (=cuando no entiendes tu profesora), puoi chiederle (=puedes preguntarle): 
Scusa, Lucia, può ripetere?(¿perdona, puedes repetir?
 
Quando non capisci il senso di una parola (cuando no entiendes el sensentido de una palabra), puoi chiedere:
 Scusa, Lucia, che cosa significa fare la fila”?

CURIOSITÀ:

Scusa, perché vuoi imparare l'italiano? (= perdona, ¿por qué quieres aprender italiano?)

 

VOGLIO IMPARARE L'ITALIANO.... (=quiero aprender italiano....)
- per soddisfazione personale.
- per parlare con la mia ragazza / con il mio ragazzo / con gli amici /con la famiglia / con mio nipote (con mi nieto).
- per comunicare sul lavoro.
- per comprendere una cultura diversa.
- perché mi piace la lingua italiana e la sua cultura / perché mi piacciono le lingue (=porque me gustan los idiomas).
- per arrangiarmi quando sono in Italia (=para arreglarmela cuando estoy en Italia).

Ora tocca a te...
- Come ti chiami?
Mi chiamo …................
- Di dove sei?
Sono di ........................
- Dove abiti / dove vivi?
Abito / vivo a ........................, nel quartiere di …..................
- Che lavoro fai?
Sono professoressa d'italiano.
- Come si chiama il tuo migliore amico / la tua migliore amica?
Si chiama Amanda.
Lavoro come professoressa d'italiano.
- Quanti anni hai ?
Ho …............. anni.
- Hai fratelli o sorelle?
Sí, ho due fratelli / No, sono figlio unico / figlia unica
- Hai figli?
Sí, ho una figlia / No, non ho figli.
- Perché vuoi imparare l'italiano?
Per........
- Ti piace nuotare / passeggiare / viaggiare / leggere / correre / andare al cinema / andare in palestra?
Sí, mi piace / No, non mi piace
- Qual è la tua e-mail? pataluci @(=CHIOCCIOLA)gmail.com
- Qual è il tuo numero di telefono?
625 940 917 e il tuo?

I NUMERI
 1
 uno / una
 11
 undici
 21
 ventuno
 2
 due
 12
 dodici
 22
 ventidue
 3
 tre
 13
 tredici
 23
 ventitré
 4
 quattro
 14
 quattordici
 24
 ventiquattro
 5
 cinque
 15
 quindici
 25
 venticinque
 6
 sei
 16
 sedici
 26
 ventisei
 7
 sette
 17
 diciassette
 27
 ventisette
 8
 otto
 18
 diciotto
 28
 ventotto
 9
 nove
 19
 diciannove
 29
 ventinove
 10
 dieci
 20
 venti
 30
 trenta




Numeri da 40 in su
 40
 quaranta
 500
 cinquecento
 50
 cinquanta
 600
 seicento
 60
 sessanta
 700
 settecento
 70
 settanta
 800
 ottocento
 80
 ottanta
 900
 novecento
 90
 novanta
 1.000
 mille
 100
 cento
 1.500
 millecinquecento
 200
 duecento
 2.000
 duemila/tremila...
 300
 trecento
 10.000
 diecimila
 400
 quattrocento
 1.000.000
 un milione

PAROLE UTILI:
Anche (=también)  
anche io (=yo también)  
Neanche (=tampoco)
neanche io (=yo tampoco) 
anche se (=aunque) 
in coppia (=en pareja)
 ma / però (=pero) 
adesso  (=ahora)  
allora (=entonces, pues)
 quindi  (=así que)

comunque (=de todas formas) 

dopo (=después)  
poi (=luego)

prima (=antes) 
ancora (=todavía, aún)  
più (=más)  
molto (=mucho)
meno (=menos)
mai più (=nunca más) 
forse / magari (=a lo mejor)

 I saluti
Quando si arriva: Buongiorno / Buon pomeriggio / Buonasera/ Salve
Quando si va via: Arrivederci (hasta luego, adiós)
'Ciao!' (=hola/ adiós) è un saluto informale, che usiamo con persone che conosciamo.
Addio significa 'hasta nunca'. 
Buona notte si usa solo quando si va a dormire



(=ha llegado la hora de meterse debajo de las mantas, cerrar los ojos y empezar a soñar...Buenas noches)

 L’alfabeto:
L'alfabeto italiano è composta da 21 lettere (5 vocali e 16 consonanti): 
a (a), b (bi), c (ci), d (di), e (e), f (effe), g (ge), h (acca), i (i), l (elle), m (emme), n (enne), o (o), p (pi), q (cu), r (erre), s (esse), t (ti), u (u), v (vi, vu), z (zeta).
La j (i lunga), k (cappa), w (vu doppia), x (ics), y (ipsilon) si usano solo in parole di origine straniera (jazz, kayak, week-end, whisky, xenofobo, yogurt).
Tipico dell'italiano sono le consonanti doppie come: aBBiamo (tenemos); oGGi (hoy); aNNo (año) e non ano; maCChina (coche); sigareTTa (cigarillo); maTTina (mañana), pomeriGGio (tarde), noTTe (noche) e non note (notas), tuTTo (todo); tuTTo driTTo (todo recto), capeLLi (el pelo); caPPeLLo (sombrero); aTTaCCapaNNi (perchero); caSSa (caja) e non casa (casa); roSSa (roja) e non rosa (rosa); GiovaNNi (Juan)e non giovani (jovenes).... piZZa, spagheTTi, gnoCChi, peNNe (macarrones) e non pene (penas/pene).
ATTENZIONE, NON DITE: “vorrei un piatto di pene alla puttanesca” ma: “voRRei un piaTTo di peNNe alla puTTanesca.
Pronuncia:
CIA (in spagnolo 'cha') come baciare, cominciare.
CE (in spagnolo 'che') come piacere, francese, dolce, cento.
CI (in spagnolo 'chi') come arrivederci, città, cinque, ceci, spinaci.
CIO (in spagnolo 'cho') come bacio, cioccolata.
CIU (in spagnolo 'chu') come acciuga, ciuccio.
CHE (in spagnolo 'que') come perché, forchetta, zucchero.
CHI (in spagnolo 'qui') come macchina, bicchiere, cucchiaio, zucchina.
SCIA (in catalano 'xa') come ambasciata, fascia, coscia, striscia.
SCE (in catalano 'xe') come pesce, capisce, scegliere.
SCI (in catalano 'xi') come uscita, capisci, scimmia, sciare, sci.
SCIO (in catalano 'xo') come sciopero, sciogliere.
SCIU (in catalano 'xu') come asciugare, asciugamano, prosciutto.
GIA (in catalano 'ja') come mangiare, viaggiare, valigia.
GE (in catalano 'ge') come gente, Genova, gelato.
GI (in catalano 'gi') come gita, giro, asparagi.
GIO (in catalano'jo') formaggio, giornale, giovane.
GHE (in spagnolo 'gue') come portoghese, spaghetti.
GHI (in spagnolo 'gui') come funghi, Inghilterra, ghiaccio.
GN (in spagnolo 'ñ') come bagno, Sardegna, gnocchi, ogni.
GLI (in spagnolo 'lli') come biglietto, bagaglio, tovagliolo, tovaglia
GU come lingua
QU come quanto, quinto, acqua.
Z come Firenze, colazione, zaino, piazza, palazzo. 

Gli interrogativi:

Che cosa (qué) significa “cibo”?
Come si va al Colosseo (=cómo se llega al Coliseo)?
 Dove è / Dov’è l'hotel Mazzini? (¿dónde está el hotel Mazzini?)
Quanto costa il biglietto del treno? (=¿cuánto cuesta el billete del tren?)
Quando comincia lo spettacolo?(=cuándo empieza el espectáculo?)
Qual è l’orario del museo? (=¿Cuál es el horario del museo?)
Quale autobus va al Duomo?(=¿cuál es el autobus que va a la Catredral?)
A che ora è la colazione? (=¿a qué hora es el desayuno?)
Chi è la nostra guida?(=Quíen es nuestro/nuestra guía?)
Perché il treno è in ritardo?(=¿por qué el tren está en retraso?)




LESSICO: i giorni della settimana (=los días de la semana)
il lunedì, il martedì, il mercoledì, il giovedì, il venerdì, il sabato, la domenica e il fine settimana / il weekend
 CHE GIORNO È OGGI? (¿qué día es hoy?)
OGGI  (hoy) è giovedì
DOMANI (mañana) è venerdì
DOPO DOMANI (pasado mañana) è sabato
IERI (ayer) era mercoledì
L'ALTRO IERI (anteayer) era martedì



(=el domingo está hecho para comer tarde, dormir todo el día y quejarse que mañana es lunes)

Lessico: chiedere l'ora (=pedir la hora)
- Che ore sono?  
- Che ora è?      
                             Sono le sette e mezza/mezzo
                             Sono le tre e cinque
                             Sono le quattro e un quarto
                             Sono le sette meno venti
                             Sono le otto meno un quarto
                             Sono le sette e tre quarti
                             È mezzogiorno
                              È mezzogiorno e mezza/mezzo
                             È l'una
                             È mezzanotte


Le preposizioni che si usano sono:
  • a
    - A che ora apre la banca?  Alle 8 (=a las 8)

  • dalle....alle... (=de las....a las...) / dalle ....fino alle...(=de las.....hasta las....):
    - la colazione è dalle otto alle dieci / dalle otte fino alle dieci.
  • di+ parte della giornata:
    - di mattina, di pomeriggio, di sera, di notte.
    O usando   l'articolo determinativo:  la mattina, il pomeriggio, la sera, la notte
RICORDATEVI (=acordaos): non si dice 'per la mattina, per la sera....ecc.

- A che ora ti svegli? (=¿a qué hora te despiertas?) Mi sveglio alle sei e mezza.            
- A che ora fai colazione (=desyunas)? Faccio colazione alle nove.
- A che ora fai pranzo? Faccio pranzo all'una e mezza.
- A che ora fai cena? Faccio cena alle nove
- A che ora vai a dormire? Vado a dormire a mezzanotte.
- A che ora apre il supermercato? Apre alle nove e un quarto di mattina e chiude (=cierra) alle 9 e un quarto della sera.
 - A che ora apre la banca di mattina? Alle otto e un quarto.
- A che ora chiude (=cierra) la farmacia di sera? Alle nove
- A che ora è aperto il museo archeologico? è aperto dalle nove di mattina alle / fino alle sette di sera, dal martedì al  / fino al sabato. La domenica è aperto dalle otto e mezza alle / fino alle sette di sera. Il lunedì è chiuso.




GRAMMATICA: I VERBI ESSERE E AVERE

Il verbo 'ESSERE' traduce  'ser/estar' spagnolo.

io sono 
tu sei
lei è (=ella es)
lui è (=él es)
Lei è (=ustes es)
noi siamo (=nosotras/nosotros somos)
voi siete (=vosotras/os sois)
loro  sono (=ellas/ellos son)




 Essere+un aggettivo che indica uno stato d'animo

Sei felice (=estás feliz)?No, oggi sono un po' triste (=hoy estoy un poco triste)
Sei contenta/-o? Sí, soprattutto sono contenta/-o quando vado a nuotare (=Sí, estoy contenta sobretodo cuando voy a nadar)
Sei arrabbiata/-o (=estás enfada-o/)? Sí, sono arrabbiatissima/-o con il mio vicino di casa.
Sei stanca/-o (=estás cansada/-o)?  Sí, sono a pezzi (estoy hecha/o polvo).
Sei affamata/-o (=estás hambrienta/-oes)? Sí, ho molta fame (=tengo mucha hambre)
Sei raffreddata/-o? (=estás rensfriada/-o)?
Sono esausta/ -o! (=estoy agotada/-o)

NOTA IMPORTANTE: il verbo 'stare' lo usiamo nella domanda 'Come stai, tutto bene?'
- Ciao Lucia, come stai? (hola Lucia, ¿qué tal estás?)
- Bene, grazie, e tu?
- Non c'è male, grazie.

- Ciao Paolo, come va?
- Così così e tu?
- Tutto a posto/tutto o.k.


 - Ciao Luisa, come stai?
- Male, malissimo!!
- Che ti succede? (=que te pasa?)
- Ho mal di gola e mal di testa e ieri mi hanno rubato il telefonino (=tengo dolor de  garganta y mal de cabeza y ayer me robaron el móbil)

- che sfiga! mi dispiace un sacco! (=qué mala suerte! lo siento un montón) 



Il verbo 'AVERE' traduce 'haber/tener' spagnolo


Avere+sostantivo

Hai sete? (=tienes sed) Sí, sono assetata/-o (=estoy sedienta)
Hai fame? (=tienes hambre) Sí, sono affamata/-o (=estoy hambrienta)
Hai sonno? (=tienes sueño) Sí, sono stanchissima/-o (=estoy cansadisima)
Hai paura? (=tienes miedo) Sí, ho paura dei ragni (=tengo miedo de las arañas)
Hai figli (=tienes hijos)? No, non ho figli (no tengo hijos)
Hai una macchina (=tienes un coche)? No, ho una bicicletta
Hai dei soldi (=tienes dinero)? No, sono uscita  senza portafoglio (=No, he salido sin monedero).
Hai fretta? (=tienes prisa)   Sí, sono in ritardo (=llego tarde)
Hai il raffreddore (=has cogido un rensfriado)?  Sí, raffreddore e tosse!
Hai voglia di un caffè? (=tienes ganas de un café)? No, preferisco una birra (=prefiero una cerveza).

*COME SI DICE IN ITALIANO 'YO TAMBIÉN, YO TAMPOCO, A MÍ TAMBIÉN, A MÍ TAMPOCO'?

- Io sono italiana
* Anche io! (yo también)

- Io non ho la macchina (yo no tengo coche)
* Neanche io (yo tampoco)

- Mi piace il risotto
*Anche a me (a mí también)

- Non mi piace perdere tempo
* Neanche a me (a mí tampoco)

Grammatica: I SOSTANTIVI 

La maggioranza dei sostantivi (=la mayoría de los sutantivos) in italiano è costituita da nomi maschili che terminano al singolare con -o e da nomi femminili che terminano al singolare con -a.


Singolare Plurale
Maschile: nomi in -o il ragazzo i ragazzi


il bambino i bambini


il libro i libri
Femminile: nomi in -a la ragazza le ragazze


la bambina le bambine


la donna le donne



Una minoranza di sostantivi (=una minoría de sustantivos) ha invece la terminazione in -e, e possono essere maschili o femminili:




Singolare Plurale
Maschile: nomi in -e il cameriere i camerieri


il ristorante i ristoranti


il fiore (=flor)
i fiori
Femminile: nomi in -e la madre le madri


la chiave le chiavi


la stazione le stazioni



GRAMMATICA: GLI ARTICOLI DETERMINATIVI

FemminileSingolarePlurale
Davanti a consonante
la / le
la donna
la ragazza
Le donne
le ragazze
Davanti a vocale
 l' / le
L'amica
l'idea
l'isola
l'università
Le amiche
le idee
le isole
le università


Maschile Singolare Plurale
Davanti a consonante
il / i
il ragazzo
il bambino
il libro
i ragazzi
i bambini
i libri
Davanti a vocale
l' / lo
l'amico
l' uomo
l'albero (=arbol)
gli amici
gli uomini
gli alberi
Davanti a s+consonante
lo / gli
lo studente
lo stadio
lo smalto
lo spazzolino (=zepillo)
gli studenti
gli strumenti
gli smalti
gli spazzolini
Davanti a z
lo / gli
lo zaino (=mochila)
lo zucchero

gli zaini
gli zuccheri
Davanti a ps
lo / gli
lo psicologo
lo psichiatra
gli psicologi
gli psichiatri
Davanti a y (ipsilon)
 lo / gli
lo yogurt
lo yoga
gli yogurt
Davanti a gn
 lo / gli
lo gnocco gli gnocchi
Davanti a x (ics)
 lo / gli
lo xilofono gli xilofoni


GRAMMATICA: Il verbo PIACERE (=gustar)
Como per il verbo spagnolo 'gustar' o il catalano 'agradar', il verbo italiano piacere si usa maggiormente alla terza persona singolare e plurale, preceduto da un pronome indiretto e seguito da un nome o un infinito.

- Pronome indiretto + piace + nome singolare / infinito

- Mi piace il gelato (=me gusta el helado)
- Ti piace questa piazza? (=¿te gusta esta pizza?)
- Mi piace cucinare (=me gusta cocinar)



- Pronombre indiretto + piacciono + nome plurale

Mi piacciono le tagliatelle (=me gustan los tallarines)
Ti piacciono i gelati italiani (=te gustan los helados italianos)



Completa con mi piace / mi piacciono:

Quale cibo ti piace? (=¿qué comida te gusta?)

1-.......  ......................... i biscotti, e a te? Anche a me (=a mí también)
2- Non .....  ........................... il caffè e a te? Neanche a me (=a mí tampoco)
3- ..... .......................... il pesce e a te? Preferisco la carne
4- .... ........................... il prosciutto crudo.
5- ..... ........................ le uova.
6- ..... ........................ il latte.
7- ...... ......................... tutti i formaggi.



GRAMMATICA: c'è / ci sono ( hay   o está - están).
        
C'è + nome singolare:

C'è un libro sul tavolo (=hay un libro en la mesa).
C'è molto rumore (hay mucho ruido)

A Barcellona c'è il mare, c'è la Sagrada Familia, c'è il porto...(en Barcelona está el mar, está la Sagrada Familia, está el puerto..)

-Pronto, c'è Paolo?  (=Hola, está Paolo)?
* No, non c'è, è uscito (No, no está, ha salido)

Ci sono + nome plurale:

- ci sono due libri sul tavolo (=hay dos libros en la mesa)

- A Barcellona ci sono molti ristoranti, ci sono molti turisti, molte macchine, molte moto, pochi bagni pubblici, poche pasticcerie, molti musei (= en Barcelona hay muchos restaurantes, muchos turistas, muchos coches, muchas motos, pocos lavabos públicos, pocas pastelerias, muchos museos).

- Pronto, ci sono Paola e Teresa?  (=están Paola y Teresa?)
+No, non ci sono, sono uscite (no, no están, han salido)


GRAMMATICA: L'AGGETTIVO QUALIFICATIVO (clicca sopra per saperne di più)
  • In italiano l'aggettivo concorda in genere ed in numero con il nome a cui si riferisce.
  • Se i nomi a cui un aggettivo si riferisce sono più di uno, si usa il plurale dell'aggettivo.
  • Se i nomi a cui un aggettivo si riferisce sono più di uno e di genere diverso si usa il maschile plurale.
  • Ci sono tre tipi di aggettivi che si distinguono per le terminazioni e si declinano esattamente come i nomi:
 Aggettivi con 4 terminazioni:



Singolare Plurale
Femminile Bella (=guapa/buena)
buona (=buena)
brava (=buena)
Belle
buone
brave
Maschile Bello
buono
bravo
Belli
buoni
bravi
Esempi: 
Femminile singolare: la mia amica italiana è bella, buona e brava
Femminile plurale: le mie amiche italiane sono belle, buone e brave
Maschile singolare: il mio amico italiano è bello, buono, e bravo
Maschile plurale: i miei amici italiani sono belli, buoni e bravi


Aggettivi con 2 terminazioni:



Singolare Plurale
Femminile Intelligente
affascinante   
Intelligenti
affascinanti  
Maschile Intelligente
affascinante
Intelligenti
affascinanti
Esempi:
Femminile singolare: la mia amica italiana è intelligente e affascinante
Femminile plurale: le mie amiche italiane sono intelligenti e affascinanti
Maschile singolare: il mio amico italiano è intelligente e affascinante
Maschile plurale: i miei amici italiani sono intelligenti e affascinanti

 Aggettivi con 3 terminazioni:


Singolare
Plurale
Femminile e Maschile
Maschile
Femminile
Egoista Egoisti Egoiste
Pessimista Pessimisti Pessimiste
Menefreghista (=pasota) Menefreghisti Menefreghiste
Esempi:
Femminile singolare: la mia vicina di casa è egoista
Femminile plurale: le mie vicine di casa sono egoiste
Maschile singolare: il mio vicino di casa è maschilista (=machista)
Maschile plurale: i miei vicini di casa sono maschilisti 



Alcuni aggettivi visti a lezione
meticoloso / ordinato

disordinato / disorganizzato
Magra (=delgada) snella (=esbelta) Grassa (=gorda)
Deciso, risoluto

indeciso
tranquillo, calmo nervoso
silenzioso, taciturno Loquace (=locuaz) / Logorroico
Aperto, introverso (=intorvertido) Chiuso, Estrovers0 (=extrovertido)
Amabile, simpatica Antipatica, scortese
Attivo, dinamico Pigr0 (=perezoso)
arrendevole , accondiscendente intraprendente (=emprendedor)
bravo (=bueno) incapace (=incapaz)
buono (=bueno)
cattivo (=malo)
bello (=guapo, bonito, bueno)

brutto (=feo,malo)


Compiti: scrivere un breve tema sulla propria personalità (come nell'esempio) o su quella di una persona che conoscete:

Non sono molto alta, ma nemmeno (=pero ni siquiera) bassa. Sono di statura media. Ho i capelli brizzolati (=canoso), lisci e lunghi (=lisos y largos. Non sono grassa, né (=ni) magra, diciamo che sono robusta. Ho gli occhi marroni, un naso lungo e un po' aquilino (=aguileño), e la mia bocca non è carnosa. Com'è il mio carattere? Sono una persona molto curiosa, socievole, ottimista e appassionata. Non sono di certo una persona tranquilla, anzi (=al contrario), sono una persona attiva e dinamica. Amo nuotare e mi piace cucinare. I miei difetti? Sono paurosa (miedosa), nervosa e mi fido troppo degli altri (=confio demasiado en los otros).


GRAMMATICA: Indicativo presente dei verbi regolari della prima, seconda e terza coniugazione.
-

CANTARE
2ª 
VEDERE
3
SENTIRE
3ª (con  -isc-):
PREFERIRE
io cantovedosento preferisco
tu cantivedisentipreferisci
lui, lei, Lei cantavedesentepreferisce
noi cantiamovediamosentiamopreferiamo
voi cantatevedetesentitepreferite
loro cantanovedonosentonopreferiscono


Qui sotto, un link per fare degli esercizi sul presente indicativo:
  
GRAMMATICA
 i due verbi irregolari più usati: IL VERBO FARE (=hacer)  e il verbo ANDARE (=ir)      
                        
io faccio 
tu fai                                            
lui/lei/Lei fa                      
noi facciamo                                 
voi fate                                             
loro fanno                                       

Usiamo FARE per dire: 

La mattina (por la mañana) Il pomeriggio (por la tarde) La sera (por la noche)
faccio la doccia (me ducho)
faccio colazione (desayuno)
faccio il letto (hago la cama)
faccio le pulizie (hago la limpieza)
faccio pranzo (almuerzo)
faccio il pisolino (hago la siesta)
faccio una passeggiata (doy un paseo)
faccio merenda (meriendo)
faccio il bucato (hacer la colada)
faccio spesa (hago la compra)
faccio sport (hago deporte)
faccio l'aperitivo
faccio cena (ceno)
faccio i compiti (hago los deberes)

andare (=ir)  
io vado
tu vai
lui/ lei/Lei va
noi andiamo
voi andate
loro vanno


Io vado a........                      io vado in........                        io vado da...
 - a lezione (a classe)
 - al lavoro                         - in palestra (al gimnasio)     -dal dottore
 - al cinema                       - in piscina                             - dal dentista                     
 - a scuola                          - in banca (al banco)                        
- all'università                   - in pizzeria                                                                       
- al teatro                            - in città (a la ciudad)
 - a dormire 
-al mare

Si quieres saber más sobre las preposiciones, clica aquí: a, in da


Le preposizioni che indicano il posto in cui si è o si va (=el lugar en el que se está o se va) sono IN, A e DA.

REGOLA:
1) La preposizione 'IN' è usata:
- quando il posto è un continente, una nazione o una regione: Lucia è/va in Italia; noi siamo / andiamo in Toscana.

- con uno dei nomi della lista sottostante.

2) La preposizione 'A' è usata:
- quando il posto è una città: Lucia è/va a Roma; noi siamo/andiamo a Barcellona.
- con uno dei nomi della lista sottostante.

3) La preposizione 'DA' è usata:
- quando il posto è una persona: sono /vado da Carla; sono / vado dal dentista.


Vado (=voy), sto/sono (=estoy) rimango/resto (=me quedo)

IN
LA CASA
in casa
in bagno
in sala
in cucina
in giardino
in camera

LA CITTÀ
in città
in paese
in autobus
in metropolitana
in macchina
in piscina
in piazza
in negozio
in banca
in fabbrica
in strada
in ufficio
in ospedale

Con i nomi che finiscono con 'ia':
in trattoria
in birreria
in pizzeria
in macelleria
in salumeria
in panetteria
in farmacia

LA VACANZA
in vacanza
in montagna
in campagna
in barca
in discoteca
in tenda
in albergo
Vado (=voy), sto/sono (=estoy) rimango/resto (=me quedo)

A
LA CASA
a casa
a letto

PER MANGIARE
a colazione
a pranzo
a merenda
a cena
al ristorante

LA CITTÀ
al caffè
al bar
al supermercato
al mercato
a scuola
al cinema
a teatro
al parco

LA VACANZA
all'estero (=en el extranjero)
al mare
alla stazione
all'aeroporto
al porto

Vado (=voy), sto/sono (=estoy) rimango/resto (=me quedo)
DA
Con nomi che indicano le professioni:

dal dentista
dal meccanico
dal mecellaio / dalla macellaia (=carnicero/-a)
dall'avvocato
dal dottore/dalla dottoressa

Con nomi propri:
da Mario, da Anna, da Lucia....

Con nomi che indicano parentela:
dalla mamma
dai nonni
dai miei zii

Con i pronomi personali:
da me
da te
da lei
da lui
da noi
da voi
da loro









COMPITI: fare gli esercizi 1, 2, 3, 5 sui verbi irregolari (fotocopie).






               
GRAMMATICA: I VERBI MODALI

I verbi potere (=poder), dovere (=tener que) e volere (=querer) sono considerati verbi modali o servili perché servono all’infinito che di solito li segue aggiungendo un’idea di possibilità, volontà, obbligo o necessità. Anche il verbo sapere (=saber) quando esprime una capacità ha valore di verbo modale. Questi verbi hanno la caratteristica di essere seguiti da un verbo all’infinito.

Possono essere usati autonomamente, per esempio: voglio un gelato (=quiero un helado); non ne posso più (=no puedo más); mi devi un favore (=me debes un favor).


 POTERE (=poder)
Vediamo come si coniuga il presente indicativo di potere:
io posso
tu puoi
lui / lei può
noi possiamo
voi potete
loro possono

- Il verbo potere indica un’idea di possibilità ed è seguito da un verbo all’infinito:

Possiamo mangiare fuori stasera (=podemos comer fuera esta noche)

- Si può usare per chiedere qualcosa in modo gentile (=pedir algo de manera cortés):
Posso avere un bicchiere d’acqua per favore?(=¿me podría dar un vaso de agua, por favor'9
Puoi aiutarmi ad apparecchiare?(=¿puedes ayudarme a preparar la mesa?)

Possiamo usare potere quando vogliamo chiedere il permesso (=pedir el permiso):
Posso usare la tua macchina stasera? (=¿puedo utilizar tu coche esta noche?)
Posso offrirti qualcosa da bere? (=¿puedo ofrecerte algo de beber?)

 VOLERE (=querer)
Vediamo la coniugazione del presente indicativo:
io voglio
tu vuoi
lui / lei vuole
noi vogliamo
voi volete
loro vogliono
 Il verbo volere può essere usato autonomamente: voglio un caffè; volete un caffè?.
Oppure può essere seguito da un verbo all’infinito esprimendo un’idea di volontà.
Si può usare per esprimere un desiderio (=para expresar un deseo):
Voglio andare in vacanza! (=quiero ir de vacaciones!)
Vogliamo vivere su un’isola (=queremos vivir en una isla).
Non voglio vederti mai più! (=no quiero verte nunca más).

DOVERE (=tener que)
Ecco il presente indicativo:
io devo
tu devi
lui / lei deve
noi dobbiamo
voi dovete
loro devono

-Il verbo dovere si può usare in modo autonomo con il significato di essere debitore (=ser deudor):
Ti devo un caffè! (=te debo un café)
Luca mi deve dei soldi. (=Luca me debe dinero)

- Può essere seguito da un verbo all’infinito e esprime una necessità (=expresa una necesidad).
Dobbiamo andare dal dottore (=tenemos que ir al médico)
Devo fare la spesa (=tengo que hacer la compra)

- Può esprimere un obbligo (=puede expresar una obligación):
Devi rispettare le leggi (=tienes que respectar las leyes).
Non dovete bere alcolici quando guidate (=no tenéis que beber alcohol cuando conduzcáis).


- Il verbo dovere si può usare per dare consigli o suggerimenti:
Se vuoi dimagrire devi fare ginnastica (=si quieres adelgazar, tienes que hacer gimnasia)
Se ti piacciono le commedie devi assolutamente vedere questo film (=si te gustan las comedias, tienes que ver esta peĺícula)

SAPERE (=saber)
Anche il verbo sapere può avere un valore modale nel significato di "essere capace di".
io so
tu
sai
lui / lei sa
noi sappiamo
voi sapete
loro sanno
 Il verbo sapere può essere usato in modo autonomo con il significato di conoscere:
so l’italiano molto bene; sapete l’ora?


- Seguito da infinito assume il significato di "essere capace di":
Marta e Fatima sanno cucinare molto bene (=saben cocinar muy bien).
Marco non sa nuotare (=Marco no sabe nadar)

GRAMMATICA: I VERBI IRREGOLARI AL PRESENTE INDICIATIVO
Quali sono i principali verbi che formano il presente indicativo in modo irregolare:

a) I verbi ausiliari 'essere' (=ser) e 'avere' (=tener, haber)
io sono                      io ho
tu sei                        tu hai
lui/lei è                   lui/lei ha
noi siamo             noi abbiamo
voi siete                  voi avete
loro sono              loro hanno

b) Alcuni verbi della prima coniugazione
Andare (=ir)         Fare (=hacer)      Dare (=dar)             Stare (=estar)
io vado                 io faccio                       io do                       io sto
tu vai                    tu fai                             tu dai                     tu stai
lui/lei va              lui/lei va                     lui/lei dà                 lui /lei sta
noi andiamo       noi facciamo             noi diamo              noi stiamo
voi andate           voi fate                       voi date                  voi state
loro vanno          loro fanno                  loro danno            loro stanno

c) I verbi modali:
Potere (=poder)   Volere (=querer)      Dovere (tener que)           Sapere (=saber)
io posso                   voglio                         devo                                                  so
tu puoi                     vuoi                            devi                                                   sai
lui/lei può               vuole                          deve                                                  sa
noi possiamo          vogliamo                   dobbiamo                                     sappiamo
voi potete               volete                        dovete                                            sapete
loro possono          vogliono                    devono                                           sanno

d) Alcuni verbi si coniugano con una radice che ricorda la forma latina dell'infinito:
Dire (=decir)         Bere (=beber)                Tradurre (=traducir)
io dico                      bevo                                      traduco
tu dici                       bevi                                       traduci
lui/lei dice               beve                                      traduce
noi diciamo            beviamo                               traduciamo
voi dite                    bevete                                  traducete
loro dicono             bevono                                  traducono

e)Alcuni verbi modificano il tema attraverso un cambio di vocale, tranne che nella prima e seconda persona plurale:
Uscire (=salir)
io esco
tu esci
lui/lei esce
noi usciamo
voi uscite
loro escono

f) Altri verbi modificano la vocale tematica in un dittongo, tranne che nella prima e seconda persona plurale:
Sedere (=sentarse)                      Morire (=morir)
io siedo                                              muoio
tu siedi                                              muori
lui/lei siede                                      muori
noi sediamo                                     moriamo
voi sedete                                         morite
loro siedono                                     muoino

g) Alcuni verbi introducono una -g tra il tema e la desinenza nella prima persona del singolare e nella terza persona del plurale:
Salire (=subir)   Rimanere (=quedarse)       Valere (=valer)   Scegliere(=elegir)   
salgo                       rimango                                    valgo                          scelgo
sali                          rimani                                        vali                             scegli
sale                         rimane                                       vale                            sceglie
saliamo                  rimaniamo                              valiamo                    scegliamo
salite                      rimanete                                   valete                       scegliete
salgono                  rimangono                                valgono                   scelgono

h) Altri verbi combinano il dittongo e l'introduzione dell -g:
Venire (=venir)                Tener (=mantener, aguantar, guardar)
Vengo                                      tengo
vieni                                        tieni
viene                                       tiene
veniamo                                 teniamo
venite                                      tenete
vengono                                  tengono

Osservazioni sui verbi:
 1) andare:
- Traduce iil verbo 'ir' :
Domani vado a Roma (=mañana voy a Roma)
Il Barça quest'anno va molto bene

- Preceduto dal pronome indiretto e usato alla terza persona singolare e plurale, ha il significato di 'apetecer':
Non mi va di vedere questo film (=no me apetece ver esta peli)
Non mi va questo dolce (=no me apetece este dulce)
Non mi vanno gli spaghetti (=no me apetecen los espaguetis)
Ti va di andare a cena fuori? Sì, volentieri (=¿te apetece ir a comer fuera? Sí, con mucho gusto)
Vi va di ascolare una canzone? Sì, ci va (=¿os apetece escuchar una canción? Sí, nos apetece).

2) Differenza tra 'avere' e 'tenere'
- Il verbo 'avere' indica la nozione di possesso:
Anna ha un'appartamento grande (=Ana tiene un piso grande)
Paolo ha pochi amici (=Pablo tiene pocos amigos)
Mia figlia ha un monopattino (=mi hija tiene un monopatín)
Ho molto sonno (=tengo mucho sueño)

-Il verbo 'tenere' ha diversi significati:
a) 'tener' o 'mantener':
Non posso tenere gli occhi aperti (=no puedo mantener/tener los hojos abiertos)
Luigi tiene le mani sul volante (=Luis tiene/mantiene las manos en el volante)

b)'sujetar'
Tieni un momento questo libro (=sujeta un momento este libro)

c) 'guardar'
Dove tieni le medicine? (=¿dónde guardas los medicamentos?)
Le tengo in frigorifero (=las guardo en la nevera)

d) si usa nell'espressione 'tenere duro' (=resistir, aguantar)
Non mollare, tieni duro (=no aflojes; aguanta fuerte)

GRAMMATICA: il verbo STARE
Il verbo stare lo usiamo per: 
- chiedere (pedir) come sta una persona: 
 come stai? Bene grazie e tu? 

- per fare il presente progressivo: stare+gerundio
  Che cosa stai facendo? 
  Sto ascoltano la radio.

- per descrivere un'azione che succede in un futuro molto vicino: stare per + infinito (estar a punto de+infinitivo)
  Prendo l'ombrello (el paragua). Sta per piovere (está a punto de llover).

In classe abbiamo fatto questo esercizio orale: fissare un appuntamento (fijar una cita) per telefono.

-Pronto?
+Ciao Monica, sono Lucia, come stai?
- Bene e tu?
+ Benissimo. Ti disturbo? (te molesto)
- No, no, dimmi (dime)
+Ma dove sei?
- Sono in Piazza di Spagna, per questo c'è tanto rumore (por eso hay tanto ruido)
+ E che cosa stai facendo (estás haciendo)?
- Sto per entrare (estoy a punto de entrar) in un ristorante, vado a mangiare con Paolo. E tu dove sei?
+ Io sono in centro, sto facendo una passeggiata con il mio cane. Senti (escucha) ti chiamavo (te llamaba) per fissare un appuntamento. Che ne pensi (qué te parece)?
- Ah, perfetto, è da tanto che non ci vediamo (hace mucho que no nos vemos). Dimmi, quando ci vediamo?
+ Possiamo incontrarci (podemos quedar) questo venerdì sera, possiamo andare al cinema insieme (juntas) e dopo andare a cena.
- Che peccato! (qué lastima) questo venerdì sera esco (salgo) con un collega di lavoro...che dici se ci vediamo sabato sera e facciamo un aperitivo in centro.
+ Mi dispiace (lo siento) ma sabato sera sono impegnata (estoy ocupada). E domenica pomeriggio, sei libera? Possiamo prendere un caffè, che ne pensi?
- Sì, buona idea!! Dove ci vediamo (dónde nos vemos)?
+Ci vediamo alle quattro alla fermata (parada) della Barceloneta, così dopo possiamo fare una bella passeggiata per il lungo mare (por el paseo maritimo).
-Perfetto!! Allora ci vediamo domenica
+Ok, buon pranzo e salutami Paolo(dale saludos de mi parte a Paolo).
- Va bene, a presto (hasta pronto), ciao
+ Ciao.


GRAMMATICA: I VERBI RIFLESSIVI
LA GIORNATA DI PATRIZIA

La mattina mi sveglio alle 7:00, mi lavo, mi vesto e mi preparo la colazione, il mio gatto si sveglia insieme a me, fa colazione anche lui e poi si addormenta di nuovo. Arrivo al lavoro alle 8:30 e mi siedo davanti al computer, lavoro per un paio d’ore e verso le 10:30 mi alzo per andare a prendere un caffè e scambiare quattro chiacchiere (=charlar) con i miei colleghi. Alle 13:00 vado a pranzo, mi mangio un panino, mi fumo una sigaretta e poi torno al lavoro fino alle 18:00. Ogni tanto passo una serata con gli amici. Io e i miei amici ci incontriamo in un pub in centro, beviamo qualcosa e a volte andiamo al cinema o in discoteca, mi diverto molto insieme a loro. A fine serata io e i miei amici ci salutiamo e io torno a casa e, anche se sono stanca, non mi pento (=me arrepiento) della bella serata passata in compagnia.

I verbi riflessivi sono verbi accompagnati da un pronome riflessivo (mi, ti, si, ci, vi, si) che concorda con il soggetto. Vengono generalmente usati per indicare come l’azione espressa dal verbo riguarda direttamente il soggetto che la esegue.

Esistono tipi diversi di verbi riflessivi che si differenziano a seconda della funzione del pronome.

1- Molti verbi transitivi come io lavo una mela; io vesto un bambino; possono essere usati in maniera riflessiva: io mi lavo, io mi vesto. In questo caso l’azione espressa dal verbo si riflette direttamente sul soggetto. Qualche esempio: mi cambio, mi pettino, mi diverto, mi addormento, mi sveglio ecc.

2- Alcuni verbi riflessivi possono avere un valore reciproco, per esempio l’espressione: "ci vediamo domani!" indica che domani io vedrò te e tu vedrai me. Alcuni esempi: salutarsi, incontrarsi, abbracciarsi, baciarsi, dividersi, separarsi.

3- Molto spesso può capitare che gli italiani trasformino verbi che non sono riflessivi in verbi riflessivi, per esempio: "mi mangio un panino e mi fumo una sigaretta"; l’uso del pronome in questo caso rende l’informazione che viene data (mangio un panino e fumo una sigaretta) più personale.

Vediamo ora come si coniugano i verbi riflessivi. Prendiamo come esempio il verbo chiamare nella sua forma riflessiva chiamarsi.


io
mi chiamo
tu
ti chiami
lui – lei si chiama
noi ci chiamiamo
voi
vi chiamate
loro si chiamano
A lezione abbiamo coniugato i verbi: 
Accorgersi (=percaterse)
io mi accorgo
tu ti accorgi 
lui/lei si accorge
noi ci accorgiamo
voi vi accorgete 
loro si accorgono

Rendersi conto (=darse cuenta)
io mi rendo conto
tu ti rendi conto
lui si rende conto
noi ci rendiamo conto
voi vi rendete conto
loro si rendono conto

Con accorgersi e rendersi conto la frase subordinata è introdotta da:

         che +indicativo                                                      di+infinito
(quando i soggetti sono diversi)                (quando i soggetti sono uguali)
 Mi rendo che lui è molto nervoso                 Mi rendo conto di essere nervosa
Ti rendi conto che l'italiano è difficile          Ti rendi conto di non capire l'italiano

   
Dimenticarsi (=olvidarse):
io mi dimentico
tu ti timentichi
lui si dimentica
noi ci dimentichiamo
voi vi dimenticate
loro si dimenticano

Preoccuparsi: 
io mi preoccupo 
tu ti preoccupi
lui/lei si preoccupa
noi  ci preoccupiamo
voi vi preoccupate
loro si preoccupano      

Sedersi (=sentarse)
io mi siedo
tu ti siedi
lui si siede
noi ci sediamo
voi vi sedete
loro si siedono

ATTENZIONE!
Per formare l’infinito di un verbo riflessivo si unisce il pronome all’infinito del verbo: lavare – lavarsi; incontrare – incontrarsi.

- Come in spagnolo o in catalano, quando c'è un verbo modale (potere, volere, dovere, sapere, cominiciare a, stare per, finire di, stare + gerundio) più l’infinito di un verbo riflessivo, il pronome può andare prima del verbo o dopo l'infinito:
Esempi:
Devo alzarmi presto  /   Mi devo alzare presto.
Vuoi sederti qui?     /     Ti vuoi sedere qui?
Comincio a truccarmi (=maquillarme)    /    Mi comincio a truccare






GRAMMATICA. AGGETTIVI POSSESSIVI
PersonaMaschile singolareFemminile singolareMaschile pluraleFemminile plurale
iomiomiamieimie
tutuotuatuoitue
lui – lei-Leisuosuasuoisue
noinostronostranostrinostre
voivostrovostravostrivostre
loroloroloroloroloro
Come tutti gli aggettivi anche quelli possessivi concordano nel genere (maschile e femminile) e nel numero (plurale e singolare) del nome a cui si riferiscono.
Solo alla terza persona plurale l’aggettivo non cambia (loro).
Qualche esempio:
Maschile singolare: Il mio libro.
Maschile plurale: I miei libri
Femminile singolare: La mia casa
Femminile plurale: Le mie case


Il possessivo di terza persona plurale (il loro, i loro/ la loro, le loro) è il più difficile da ricordare e da usare per una persona castigliano o catalano parlante perché sia in spagnolo che in catalano per la terza persona del plurale si usa l'aggettivo di terza persona singolare (su, sus in spagnolo e el seu, els seus, la seva, les seves).
Dunque, in italiano bisogna fare molta attenzione quando il soggetto della frase è una terza persona:
- Mario (terza persona singolare) vive a Barcellona e la sua casa è nel quartiere di Sants.
 Mario e Lucia (terza persona plurale) vivono a Barcellona e la loro casa è nel quartiere di Sants (uno spagnolo e un catalano parlanti diranno, sbagliando: Mario e Lucia vivono a Barcellona e la sua casa è nel quartiere di Sants).
- Mio padre (terza persona singolare) fa il fornaio. Il suo lavoro è molto duro e faticoso.
- I miei genitori (terza persona plurale) fanno i fornai. Il loro lavoro è molto duro e faticoso.

Esercizio fatto in classe: che cosa porti nella tua borsa?

Nella mia borsa porto il mio portafoglio (=mi monedero), il mio telefonino, i miei documenti: la mia patente (mi carnet de conducir) e la mia carta d'identità. Porto il mio libro d'italiano, il mio quaderno (=mi libreta), il mio vocabolario d'italiano (=mi diccionario), le mie chiavi (=mis llaves), i miei fazzoletti da naso (=mis pañuelos), i miei occhiali da sole (=mis gafas de sol), il mio spazzolino da denti (=mi zepillo de dientes), le mie caramelle (=mis caramelos), i miei cerotti (mis tiritas), i miei occhiali da vista (mis gafas de vista), il mio burrocacao(=mi cacao), il mio rossetto (=mi pintalabio), il mio necessaire, i miei trucchi (=mi maquillaje), la mia bottiglia d'acqua, il mio biglietto della metro, ecc..ecc..




UN PO' DI GEOGRAFIA:

Siccome (=como que) l'Italia non è solo Roma, Firenze, Venezia e Milano, ecco qui una cartina dell'Italia (=un mapa de Italia, clicca sopra). Inoltre (=además) vi propongo qualche gioco (clicca sopra) che vi permetterà di controllare le vostre conoscenze sulle diverse regioni italiane (clicca sopra). Se volete avere più informazione su questo argomento, raccontata in un modo semplice e divertente, vi invito a muovervi liberamente su e giù per l'Italia.
Per finire, una domanda: sareste in grado di segnare sulla cartina i capoluoghi di ogni regione (=las capitales de comunidad autónoma)? Provateci (=intentadlo) andando a questo sito e... buon divertimento!


GRAMMATICA: Gli avverbi di frequenza
Sempre
Di solito / solitamente/ normalmente
Spesso (= a menudo)
Qualche volta (= alguna vez) / A volte (= a veces) / ogni tanto (=de vez en cuando)
Raramente/ quasi mai (=casi nunca)

Mai (=nunca)

Esempi: 
il lunedì spesso vado da mio padre (=el lunes voy a menudo a casa de mi padre)
il mercoledì qualche volta faccio cena con un'amica (=el miércoles, alguna vez, ceno con una amiga)

il giovedì a volte faccio colazione al bar. (=a veces el jueves desayuno en el bar)

il martedì sera vado sempre a lezione d'italiano (=el martes por la noche voy siempre a classe de italiano)

il sabato qualche volta faccio l'aperitivo in un ristorante italiano (=alguna vez, el sabado, hago el aperitivo en un restaurante italiano)
Non vado mai al teatro (=no voy nunca al teatro)


 Quante volte al giorno....? (=¿cuántas veces por  día...?)

Mi lavo i denti una volta al giorno (=me limpio los dientes una vez por día)
Vado in palestra due volte alla settimana (=voy al gimnasio dos veces por semana)
Vado al cinema tre volte al mese (=voy al cine tres veces por mes)
Viaggio quattro volte all'anno (=viajo cuatro veces por año)

 Singolare:                                                           Plurale:
ogni mattina (=cada mañana)                    tutte le mattine (=todas las mañanas)
ogni pomeriggio (=cada tarde)                  tutti i pomeriggi (=todas las tardes)
ogni sera                                                            tutte le sere
ogni notte                                                         tutte le notti
ogni giorno (=cada día)                                 tutti i giorni (=todos los días)
ogni fine settimana (=cada fin de semana)       tutti i fine settimana (=todos los fines de semana)



LE PREPOSIZIONI:

Le preposizioni che indicano il posto in cui si è o si va (=el lugar en el que se está o se va) sono IN, A e DA.


1) La preposizione 'IN' è usata:
- quando il posto è un continente, una nazione, una regione e un'isola grande:
- Lucia è/va in Italia
- noi siamo / andiamo in Toscana.
- Mia zia vive in America.
- La scorsa estate sono andata in Cina
- Il viaggio più avventuroso che ho fatto è stato in Africa.
- L'ultima vacanza che ho fatto è stata in Tailandia.
- Il viaggio più lungo che ho fatto è stato negli Stati Uniti.

2) La preposizione 'A' è usata:
- quando il posto è una città e un'isola piccola.
Lucia è/va a Roma
- noi siamo/andiamo a Barcellona.
- lo scorso capodanno sono stata a Firenze.
- La prima vacanza che ricordo è stata a Menorca 20 anni fa.
- Il limoncello più buono che ho assaggiato è stato a Ischia.


3) La preposizione 'DA' è usata:
- quando il posto è una persona:
- sono / vado da Carla
-sono / vado dal dentista.

Per ripassare di più clicca qui:
 http://scusiparlaitaliano.blogspot.com.es/search?q=IN+


GRAMMATICA: ESPRESSIONI DI LUOGO

Vicino a+articolo determinativo (= cerca de) ↔ lontano da (= lejos de)+ articolo determinativo

- La mia casa è vicino alla (a+la) scuola   /  la mia casa è lontano dalla (da+la) scuola
- La mia casa è vicino all'(a+l')università / La mia casa è lontano dall'(da+l') università.
- La mia casa è vicino allo (a+lo) stadio / La mia casa è lontano dallo (da+lo) stadio.


Dietro/dietro a (=detrás de) ↔ Davanti/davanti a (=delante de) / di fronte a (=en frente de)+ articolo determinativo
- Dietro all'università, dietro l'università / davanti all'università,  davanti l'università.
Però: dietro a me, dietro a te, dietro a lui..../ davanti a me, a te, a lui...
- Di fronte allo stadio c'è un edicola (=quiosco).

Sotto (=debajo de) ↔ Sopra (=sobre) su+articolo determinativo (=encima de)
Sotto il tavolo c'è il gatto / sopra il tavolo c'è il gatto
Sul (su+il) tavolo c'è il gatto.
- La finestra dà sulla (su+la) strada (= da a la calle)
- I quadri sono sulle (su+le) pareti.

Dentro (=dentro de/ In (=en) + articolo determinativo ↔ fuori di (=fuera de)+ articolo determinativo
Dentro la borsa c'è il portafoglio (=monedero)/ nella (in+la) borsa
Dentro il cassetto (=cajón) ci sono le mutande (=calzoncillos) / nel (in+il) cassetto ci sono le mutande.
Paolo mi aspetta fuori della (=di+la) scuola
Fuori dello (di+lo) stadio ci sono molte persone.

Tra/fra (=entre)
Tra la lavagna /=pizarra) e la porta c'è uno scaffale (=una estantería).

In fondo a (= en el fondo de)+ articolo determinativo
In fondo alla (a+la) camera (=habitación) c'è l'armadio.

In mezzo a (=en el medio de)+ articolo determinativo
In mezzo alla stanza (=habitación) c'è un tavolo.

Nell'angolo di (= en la esquina)+ articolo determinativo
Nell'angolo della (di+la) casa

a sinistra di (=a la izquierda de) a destra di (=a la derecha de)+ articolo determinativo
A sinistra del (di+il) tavolo c'è una sedia e a destra della (di+la) porta c'è la televisione.

accanto a (=a lado de)+ articolo determinativo
accanto alla finestra c'è una libreria.

intorno a (=alrededor de)+ articolo determinativo
Intorno all' (a+l') edificio c'è un giardino.

SCHEMA DELLE PPREPOSIZIONI ARTICOLATE (preposizione semplice + articolo determinativo)

Esempi: 
Il mio edificio si trova davanti alla scuola di mia figlia.
Dietro al mio edificio c'è un benzinaio (=una gasolinera).
In mezzo alla stanza (= el habitación), vicino alla finestra, c'è un divano (=un sofá).
Davanti al divano c'è uno scaffale (=la estantería).
Dietro alla poltrona (=butaca) c'è una frigobar.
La mia casa si trova lontano dalla scuola.
L'orologio  si trova tra la porta e la finestra.
Sopra lo scaffale c'è uno specchio (=el espejo).
Accanto allo specchio c'è un quadro.
Tra il divano e lo scaffale c'è un tavolino (=una mesita).
La libreria è nell'angolo della stanza, accanto all'attaccapanni (=perchero).
Il bagno è in fondo al corridoio, tra il soggiorno (=el salón) e la camera da letto (=la habitación).
I libri sono sulla scrivani (=escritorio).
Nell'armadio ci sono i vestiti. (=la ropa).
Il gelato è nel surgelatore (=congelador)
Sulle pareti (=en las paredes) ci sono quadri e fotografie.


LESSICO: AFFITARE UN'APPARTAMENTO (=alquilar un piso)

DIVERSI TIPI DI CASA:
L'appartamento in un condominio (=piso en una finca)
Un monolocale (=un estudio)
Una villa in campagna (=un chalet en el campo)
Una villetta a schiera (=un chale adosado)
DIALOGO TRA UN AGENTE IMMOBILIARE E UN CLIENTE:
-Buongiorno, desidera?
*Buongiorno, cerco (=busco) un appartamento nel quartiere di Sants di circa (=aproximádamente) settanta metri quadrati, che abbia tre stanze (=que tenga tres habitaciones), che sia abbastanza luminoso (=que sea bastante luminoso), che abbia riscaldamento (=que tenga calefacción) e aria condizionata. 
Preferisco un appartamento non arredato (=sin muebles).
- Mhh, vediamo se La posso aiutare....ecco, abbiamo un meraviglioso appartamento al terzo piano in un condominio di sei piani (=en la planta terza de una finca de 6 plantas) con ascensore. L'appartamento è di 85 metri quadrati, appena ristrutturato e imbiancato (=recién reformado y pintado). Ha una camera matrimoniale e due camere individuali, tutte le stanze hanno finestre che danno a un cortile (=patio) molto luminoso e ampio, poco rumoroso (= poco ruidoso). La cucina è grande e ha tutti gli elettrodomestici nuovi: frigorifero, lavatrice (=lavadora), lavastoviglie (=lavavajillas) e un'asciugatrice (=secadora). Ci sono due bagni: uno grande con vasca (=bañera) e uno piccolo con doccia (=ducha); il soggiorno è grande con un balcone che dà sulla strada (=a la calle). Il prezzo dell'affito è di 1000 euro e nell'affitto sono comprese le spese condominiali (=gastos de comunidad). Che ne pensa?
* Quanti mesi di caparra (=la fianza)?
-  La caparra sono due mesi di affitto, mentre il contratto è per quattro anni.
* Mhhh, interessante, ha anche il garage?
- No, mi dispiace, nel condominio non c'è il garage.
* E quando posso vederlo?
- Se vuole, domani mattina a mezzogiorno. Le do l'indirizzo (=la dirección): via Galileo centoquindici.
* Perfetto. Allora, ci vediamo domani a mezzogiorno. Arrivederci
-Va bene. A domani. Arrivederci.

Compiti: scrivere un dialogo simile a quello fatto in classe. 


LESSICO: LE PAROLACCE (las palabrotas)
INSULTI:
  - Stupido / cretino (tonto): persona che non capisce. Non molto pesante e si può usare anche in modo scherzoso (no es muy fuerte y se puede decir en  broma)
- Deficiente: persona che non capisce. Poco più pesante di stupido, si può usare in modo scherzoso.
- Imbecille/Coglione (imbécil): persona che non capisce e provoca problemi. Più pesante di deficiente.
  - Rompiballe / Rompicoglioni (tocapelotas): persona che dà fastidio. Pesante ma si può usare in modo scherzoso.  
- Leccaculo / lecchino (pelota, lameculos): persona che si mostra servile rispetto ad un’altra. Non molto pesante, si può usare in modo scherzoso.
- Testa di cazzo: (capullo) persona cattiva (mala persona). Pesante.
- Stronzo / pezzo di merda: (cabrón) persona cattiva. Pesante ma si può usare anche in modo scherzoso.
ESCLAMAZIONI VOLGARI:

- Cazzo (polla): che cazzo vuoi? (que coño quieres?) Non ho capito un cazzo! (no entiendo una mierda), che cazzo (coño!)
- Vaffanculo / vai a cagare (vete a la mierda) : esprime dissenso. Volgare, ma si può usare in modo scherzoso.
- porca puttana! (joder!) 

- che palle! (que coñazo)
- che bordello! (que lio)
- che casino! (que follón)
 





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